Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

I COMPAGNI DI VIAGGIO DI SAULO - n.5

di Renzo Ronca - 11-11-15 - h.16 -  (Livello 2 su 5)

 

 

Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno. (Atti 9:7)

 

 

 

(segue)

 

Non sappiamo molto di questi uomini che accompagnavano Saulo, in fondo potrebbero non essere importanti, ma se la Scrittura ne parla e se qualcosa accadde anche a loro, è giusto un minimo di riflessione.

 

Il viaggio di Saulo verso Damasco  –e dunque anche dei suoi compagni- era praticamente una spedizione punitiva  contro i discepoli di Gesù (Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote, e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme –Atti 9:1-2). Dunque possiamo supporre che anche questi uomini la pensavano come lui, o che comunque non erano contrari alla missione anti-cristiana che stava effettuando Saulo; potremmo dire allora, generalizzando un poco, che erano anch’essi contro Gesù.

Il Signore aveva deciso di fermare Saulo, di farlo cadere dal piedistallo di giustizia in cui credeva di essere e poi, nella immediata prostrazione e debolezza seguente, di farne invece un uomo che proprio nella sua debolezza mostrasse invece la potenza del Risorto (ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me - 2Corinzi 12:9).  Per questo scopo il Signore poteva benissimo agire con una azione mirata solo su Saulo; invece anche i suoi compagni di viaggio percepiscono qualcosa di soprannaturale, seppure in modo più confuso e superficiale.

“Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno” (Atti 9:7) [1]

 

Noi non sappiamo i motivi per cui il Signore volle dare anche ad essi una testimonianza, tuttavia possiamo fare delle ipotesi:

 

a) La potenza dell’apparizione a Saulo era tale che si “irraggiava” anche ai compagni che erano a qualche metro di distanza;

 

b) Il Signore ha voluto, nel Suo infinito amore, lasciare una impronta significativa e non razionale anche in quegli uomini affinché fosse intaccata anche la loro coscienza religiosa, seppure in modo meno irruento;

 

c) Accade spesso nella Scrittura che nell’attività di Dio vi sia un coinvolgimento a diverse persone presenti ai fatti. Penso che questo posa indicare, tra l’altro, un’estensione della Sua grazia che non ha mai confini o limiti.

 

d) In questo modo i compagni di Saulo sono essi pure sorpresi e sconcertati e non considerano lui fuori di testa, non mettono in dubbio quanto gli è successo, ma anzi ne diventano testimoni e lo aiutano a rialzarsi e a camminare perché non vedeva più nulla.

 

e) La vicinanza fisica ad un potente fatto divino ha come un potere particolare nella nostra mente. Se già per i “neuroni a specchio” siamo portati a sentire quello che l’altro sente senza farlo [2], credo che dentro la nostra mente la coscienza psicologica risenta di certi fenomeni divini in maniera tale che è come se si attivassero parti sconosciute della nostra psiche. Detto in altri termini penso che anche per le persone vicine ci sia sempre un modo, seppure indiretto, da parte del Signore di aprire la coscienza psicologica alla coscienza di Dio.

 

f) Questo tra l’altro è anche uno dei motivi per cui è bene pregare insieme, essere in adorazione insieme ad altri fratelli. Quando c’è la presenza del Signore all’interno di un gruppo può essere comunicata percepita sentita da tutti: “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Matteo 18:20)

 

(continua)

 

 

 

 

NOTE

 

[1] In atti 22:9 c’è un’apparente contraddizione infatti è scritto: “Coloro che erano con me videro sì la luce, ma non intesero la voce di colui che mi parlava”; Ma di fatto non c’è contraddizione alcuna, perché gli studiosi hanno dimostrato che essi udirono il suono della voce ma non compresero il significato delle parole, così come videro la luce ma non i contorni della figura del Signore.

 

[2] “L’individuo, sin dalla nascita, ha una capacità innata e preprogrammata di internalizzare, incorporare, assimilare, imitare, lo stato di un’altra persona…” vedi RALLEGRATEVI CON QUELLI CHE SONO NELLA GIOIA PIANGETE CON QUELLI CHE SONO NEL PIANTO Rom. 12:15 - (Aspetto psicologico di Gabriella Ciampi psicoterapeuta)

 

 

 

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