SIA FATTA LA TUA VOLONTA'  (Matt 6:10b) - di Renzo Ronca- tratto dal nostro dossier: IL "PADRE NOSTRO" - ISTRUZIONI DI GESU’ AI DISCEPOLI PER LA PREGHIERA- Parte 11 - (16-6-15) - AGGIORNAM. 26-7-18

 

 

 

 "venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra". (Matt 6:10)

 

 

«SIA FATTA LA TUA VOLONTA' » [Evangelici, nota (1)]

 

Prendiamo in considerazione la terza richiesta, dividendola in due parti:

•           spiegazione dei termini: “volontà, terra, cielo”

•           che cosa significa la richiesta: “la tua volontà si fatta”

1. spiegazione dei termini

 

a. volontà di Dio

Con questo termine noi intendiamo descrivere due concetti:

•           il progetto storico e salvifico di Dio. Ovvero il disegno e il proposito di Dio di sostenere e indirizzare tutta la sua creazione verso il fine da lui concepito. Questo progetto si realizza in due aspetti: quello “generale” che abbraccia il progetto cosmico di Dio (Col.1:3-20) e quello “particolare” che ha in vista un piano specifico per ciascuno di noi (Ef 13-11)

•           la volontà morale di Dio Ovvero i suoi comandamenti, l’insieme di precetti e di indicazioni dati all’uomo affinché mediante la loro osservanza l’uomo sia in grado di collaborare responsabilmente a questo progetto di Dio.

 

b. cielo e terra

[…] quando noi diciamo “cielo” indichiamo quella realtà dove questa volontà si compie in modo pieno e incontrastato, quando diciamo “terra” indichiamo invece quella realtà dove questa volontà di Dio subisce contrasti e ribellione.

La richiesta del Padre nostro è dunque che si realizzi sulla terra la realtà che già si compie nel cielo e che la volontà di Dio regni senza contrasti e senza opposizione. Noi preghiamo affinché accada il gran giorno di Fil 2.9.10.

 

2. che significa pregare “la tua volontà sia fatta”?

 

a. che la nostra volontà non è buona

Noi confessiamo disubbidienza e ribellione. Diciamo: “Signore la mia volontà è malvagia per questo devo fare la tua” Infatti la nostra volontà è cattiva in due modi:

•           Quando disubbidiamo in modo deliberato e cosciente alla legge di Dio

•           Quando scambiamo la nostra volontà per volontà di Dio. E succede per l’inganno del diavolo, per la nostra concupiscenza, per la nostra ignoranza. Il peccato ci impedisce di fidarci della nostra volontà!

 

b. che la Sua volontà ci deve essere rivelata

E cosi deve essere perché la Sua volontà non è più naturalmente scritta dentro di noi. Questa conoscenza interiore e naturale, rappresentata dalla “coscienza”, è stata rovinata in modo irreversibile dal peccato ed è diventata una guida inaffidabile, anzi pericolosa. Per questo noi abbiamo di nuovo bisogno di imparare questa volontà di Dio. Dove essa ci è rivelata e spiegata?

Ci è rivelata nella Parola di Dio (Gv 8:31). Qui noi troviamo i precetti, le indicazioni, i comandamenti. E dunque è assolutamente indispensabile che ogni giorno noi leggiamo con attenzione questa Parola. Ma poiché il nostro cuore è duro e malvagio, così come Gesù faceva con i suoi discepoli, questa Parola ci deve essere spiegata: questo è il ruolo dello Spirito Santo. Che è donato ad ogni singolo credente ma è dato anche alla chiesa mediante i doni di annuncio e di spiegazione della Parola. La Parola e lo Spirito si incontrano nella meditazione personale del credente ma anche in quella “koinoniale” del culto ecclesiale. […]

c. che la tua volontà si compia

Pregando così noi facciamo due affermazioni:

•           Che la sua volontà si compia attraverso di me. Ovvero che io diventi strumento docile del tuo piano e del tuo disegno. La volontà di Dio non deve restare sul solo piano iniziale della conoscenza ma scendere e realizzarsi in quello concreto dell’obbedienza. Siamo tutti troppo preoccupati di conoscere piuttosto che di compiere ciò che già conosciamo! Pregare così significa assumersi la responsabilità morale di ubbidire a ciò che Dio già ci ha rivelato.

•           Che la sua volontà si compia nonostante me. Riconosco a Dio l’autorità di portare avanti il suo piano nonostante la mia opposizione e disubbidienza. Gli domando cioè di procedere comunque nonostante la mia opposizione. “Signore non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. Dichiaro che Dio non è solo sovrano perché ha diritto di esserlo ma riconosco io stesso su di me questo suo buon diritto. E pregando così, io dichiaro la mia dipendenza e la mia obbedienza e lotto contro me stesso perché io non sia più al centro del mio piano, dei mie interessi, delle mie scelte ma che sia Dio al centro affinché “il  suo nome sia santificato, il suo regno venga e con la sua volontà sia fatta”!  [1]

 

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 «SI COMPIA LA TUA VOLONTA’ » [Cattolici, nota (2)]

La “volontà” della quale si chiede il compimento nella petizione del Pater non indica un volere generico di un Dio onnipotente che "può fare ciò che vuole" (Qo 8,3), ma la realizzazione del suo progetto di salvezza sull’umanità. Il compimento di questa volontà si concretizza nell'estensione del "regno", che nelle tre petizioni del Pater riguardanti l'umanità occupa il posto centrale.

La formula impiegata da Matteo significa che la  realizzazione di questa volontà è opera sia del Padre sia dei figli. Infatti l'evangelista non adopera il verbo "fare", che avrebbe posto l'accento sull'azione dell'uomo ("la tua volontà sia da noi eseguita/fatta"), ma “compiere”, “realizzare”, sottolineando un'azione divina che, pur esigendo la collaborazione dell'uomo, non ne è però condizionata. La scelta del verbo "realizzare/compiere" in luogo di "fare" permette di unire i due aspetti: la volontà del Padre si realizza per l'azione divina e per la libera adesione dell'uomo.

Con questa petizione la comunità non chiede di essere capace di fare la volontà di Dio (che l'adesione a Gesù e al suo messaggio  sottintende e garantisce, cf Mt 12,49-50), ma che la volontà-disegno del Padre si compia per tutta l'umanità: "Compi la tua volontà".

Che l'uomo diventi figlio di Dio mediante la pratica di un amore simile al suo è l'oggetto della volontà di Dio espressa nel NT: "Prima della creazione del mondo Dio ci ha scelti , per essere santi e ineccepibili di fronte a lui attraverso l'amore, decidendo di farci diventare suoi figli adottivi per mezzo di Cristo Gesù. Questa è la decisione della sua volontà" (Ef 1,4-5).

Come Dio non va cercato ma accolto (cf Gv 1,12), la sua volontà non è da cercare, come se fosse una specie di oroscopo divino che indichi quali scelte compiere nel futuro, ma da accogliere nel presente, lavorando al disegno salvifico sull'umanità che "attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio" (Rm 8,19).» [2]   

 

 

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 SIAMO CONVINTI DI FARE LA VOLONTA' DI DIO? [Riflessione di R. R. ]

Quando diciamo di voler fare la volontà di Dio siamo convinti di volerlo fare; lo diciamo in continuazione “mi affido a Dio, sia fatta la Sua volontà” e siamo in buona fede; tuttavia se potessimo analizzare nel dettaglio le azioni delle nostre giornate scopriremmo che facciamo quasi sempre la nostra volontà e non quella del Signore. Anche quando preghiamo tentiamo sempre di “curvare il presente” che ci viene offerto e di renderlo ancora “migliore” in modo egoistico, secondo quello che a noi sembra più conveniente. Non parliamo poi di quando ci si presentano momenti difficili o difficoltà di vario genere; ci rifiutiamo, scalciamo come puledri ribelli e tutto facciamo pur di non sopportare alcuna prova. A volte il Padre nostro quando vede che più in là del naso non riusciamo a vedere e che le nostre impuntature sono tali ci potrebbero procurare del male, ci accontenta. Tuttavia, a mio parere meglio sarebbe pregare non per evitare tutte le prove, ma pregare per chiedere la forza necessaria per superarle.  Se vivere sulla terra fosse per noi il paradiso che vorremmo, allora non saremmo più sulla terra. Certe prove sono necessarie per maturare per rafforzarci e crescere, anche se non ci aggradano.

Vorrei fare due esempi forse “estremi” ma che comunque possono aiutarci a riflettere:

1) Gesù nel Getsemani era consapevole di quello che avrebbe dovuto passare. Una sofferenza indicibile. Poteva scegliere un’altra strada. La Sua mente il Suo corpo volevano evitare la croce, ma la Sua fede nel Padre lo spingeva ad andare al di là di se stesso: sapeva che accettare quel sacrificio era la salvezza per noi, per questo alla fine della terribile prova nella coscienza  dice: «Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». (Matteo 26:42)

2) L’apostolo Paolo, in un momento in cui era probabilmente di fronte ad una decisione esistenziale importante, era combattuto se essere subito vicino al Signore oppure restare in questa vita, accanto ai discepoli. Pur sapendo quanto sarebbe stato sublime essere subito con Gesù, accetta ancora la sua missione terrena: “Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno. 22 Ma se il vivere nella carne porta frutto all'opera mia, non saprei che cosa preferire. 23 Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio; 24 ma, dall'altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi. 25 Ho questa ferma fiducia: che rimarrò e starò con tutti voi per il vostro progresso e per la vostra gioia nella fede, 26 affinché, a motivo del mio ritorno in mezzo a voi, abbondi il vostro vanto in Cristo Gesù. (Filippesi 1:21-26)

A parte situazioni così drammatiche,  la tendenza nostra è quella quasi sempre di evitare di fare la volontà di Dio che si manifesta nel presente, in ciò che ogni giorno ci viene a portare;  rius<cire a d accettarla con rendimento di grazie  è quasi sempre frutto di una lotta interiore più o meno intensa e richiede una fede matura (anche nel formulare le preghiere stesse).

Nelle nostre giornate normali, quando abituati a gestire tutto della nostre vita (e di quella degli altri) difficilmente sappiamo affidarci davvero a Dio. Sforziamoci di imparare a farlo ricordando a noi stessi che il Signore ne sa più di noi e che agisce SEMPRE per il nostro bene, dandoci ciò che per noi è il massimo del bene non solo in questa vita ma anche per quella futura.

 

 

 

 NOTE

 

[1]   Chiesa Cristiana Evangelica di S. Lazzaro di Savena - http://www.chiesaevangelica.org/pages/studio4.php

 

[2] P. Alberto Maggi OSM APPUNTI - 2000 IL PADRE NOSTRO - http://www.studibiblici.it/appunti/Il%20padre%20nostro.pdf

 

 

 

 

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