luna e stella prima dell'alba

(prosegue da INCLINAZIONI DOTTRINALI GIUSTE E MENO GIUSTE, COME INTERVENIRE - 295 ut )

Come quando si mette a fuoco un'immagine affinché sia più nitida, ogni tanto è bene fare dei momenti di riepilogo e di inquadramento generale; questo ci aiuterà a proseguire meglio le nostre riflessioni sui tempi che viviamo.

Pensiamo se possibile a prima della creazione dell’universo. Secondo la nostra fede, quando ancora non era stato creato niente, Dio  esisteva già, essendo Lui il Creatore. Quindi Dio è al di fuori dell’universo, è prima dell’universo.

Come si potrebbe raffigurare Dio prima dell’universo? Non sappiamo come è Dio, le Scritture dicono che lo vedremo realmente alla fine dei tempi; sappiamo che parlò a Mosè nel roveto ardente, in una specie di fuoco che ardeva e non si consumava. Allora rappresentiamo simbolicamente questo Suo possibile modo di essere, non tanto nella forma, quanto in una specie di movimento simbolico, di cui abbiamo parlato più volte:

fig.1

 

Vedete nella figura 1, un possibile movimento a forma di spirale aperta, che cresce o si apre o si espande in forma sempre più aperta e grande sollevandosi.

Ad un certo punto, da come leggiamo nella Bibbia, Dio creò l’universo e la terra. Anche tutto il creato, non potendo raffigurarlo realmente, lo disegniamo con un simbolo, una figura geometrica qualsiasi, il più semplice possibile; ad esempio un quadrato che metteremo al centro della nostra figura:

 fig2

Vedete nella fig.2 il quadrato centrale, che simboleggia tutto il creato, cioè tutti i mondi e le creature che sono in esso. Dio è allo stesso tempo sia all’esterno che all’interno del creato.

 Il desiderio dell’Eterno non è avere persone come automi, ma di evolvere esseri pensanti affinché siano in grado di comprendere, desiderare, ricambiare l’amore da cui sono avvolti.

Anche se non capiamo come, percepiamo che tutto quello che vive nel creato è meravigliosamente collegato in modo incomprensibile da leggi sconosciute. Nel Suo piano sublime, Dio ha previsto per l’uomo una consapevolezza  crescente. Questa si può definire una crescita continua. Tale crescita (o espansione) si applica non solo all’uomo, ma all’universo intero, che in se stesso ha proprio insito nella sua radice, l’essenza del “movimento” di Dio della fig.1. Per volontà di Dio quindi, la creazione è situata in un progetto “a lunga scadenza” di maturazione interiore delle Sue creature pensanti, alle quali, sulla terra, ha dato un corpo fisico, morale, spirituale.  Gli uomini, sempre per volontà di Dio, devono pervenire ad una scelta matura affinché si manifesti in loro la vera inclinazione del cuore: devono scegliere tra condividere, accogliere, essere d’accordo, con questa linea che si muove “ a somiglianza di Dio”, rispettandoLo  sulla base di un patto reciproco, oppure no (preferendo magari un altro “percorso”).

Questo processo di crescita e di scelta non durerà per sempre. Dio ha stabilito un termine in cui porterà a compimento la Sua opera di creazione, non solo per l’uomo ma per l’universo intero. Vi sarà un momento in cui tutto il creato passerà si trasformerà e subentrerà un nuovo sistema, stabilizzato, perfetto, senza più nulla che sia estraneo a Dio creatore. Chiamiamo questo periodo futuro che verrà  “cieli nuovi e terra nuova” per intenderci, e lo abbiamo visto negli ultimi capitoli del libro dell’Apocalisse.

Il punto essenziale che stiamo trattando è questo: NOI NON SIAMO ALL’INIZIO DELLA CREAZIONE E NON SIAMO NEMMENO ALLA FINE; noi ci troviamo in un particolare momento di trasformazione di questo “movimento creativo” in cui si sta per chiudere un’epoca, e se ne sta per aprire un’altra. Se parlassimo di età fisica dell’uomo, forse diremmo che siamo nella parte più turbinosa dell’adolescenza, poco prima della maturità, in cui saranno manifeste le scelte del nostro futuro. Per l’esattezza ci troviamo di fronte al secondo avvento di Gesù Cristo, quando tornerà sulla Terra per instaurare il Suo regno con quanti lo avranno accolto. In base alla linea della nostra fede, questo avvento sarà preceduto di poco dal rapimento della Chiesa (cioè tutti i veri credenti nel mondo), mentre sulla terra cadranno “le piaghe” cioè periodi progressivamente sempre più difficili, che già possiamo intravedere nella nebbia.  Periodi che al presente valgono per tutti noi, perché il Signore sta già “setacciando” filtrando, mettendo da parte quelli che sono Suoi, da quelli che invece non lo sono. Poi dopo l’epoca del millennio, cioè del regno di Gesù Cristo con la Sua Chiesa precedentemente salvata, avverrà quello che chiamiamo “giudizio universale”. Infine  verranno i “cieli nuovi e terra nuova”, cioè l’universo troverà la sua forma definitiva, quando Dio sarà “Tutto in tutti”. L’apocalisse rivela questi ultimi tempi, quando  si giungerà finalmente al “prodotto finito” della creazione, cioè al nuovo sistema di vita, perfetto.  Lo stato di transito e di passaggio da un’epoca all’altra in cui ci troviamo, è l’oggetto del nostro studio e delle nostre riflessioni.

 “Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti”. (1Corinzi 15:28)

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