dita puntate in accusa

Ezechiele 18:20  " la persona che pecca è quella che morirà, il figlio non pagherà  l'iniquità del padre, e il padre non pagherà per l'iniquità del figlio; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l'empieta' dell'empio sarà sull'empio."

Già da una prima lettura, non è difficile notare come questo verso  sia nettamente in contrasto con le regole del mondo che comunemente viviamo: il debito di un genitore che segue le sue tre generazioni future, o  la responsabilità di un danno causato da un figlio minorenne che può ricadere sul genitore  fino a pagarne il risarcimento. Sono situazioni che conosciamo perché fanno parte di questo mondo, il cui unico scopo è saldare economicamente qualsiasi errore. E mentre questo regno, che è del nemico, nel quale noi siamo solo sabbia calpestabile, ragiona per toglierti qualcosa, Dio invece separa le cose: il peccato è peccato per chiunque lo commetta e la giustizia è giustizia per chiunque la pratichi. Sebbene sappiamo che non esiste neppure un giusto di nascita ,  noi, rigenerati in Dio ,attraverso il sacrificio di Gesù ,al quale abbiamo creduto per fede, siamo resi giusti per quella stessa fede.

 Esiste solo una persona che ha pagato e ha riscattato con la sua giustizia il peccato di tutti ed è Gesù. D'altra parte nessuno può riscattare suo fratello come ci dice la Scrittura. 

Meditando poi da una seconda lettura del verso, questo passo può colpire profondamente l'animo di qualsiasi genitore che desidera la vita in Cristo per i propri figli. E non nascondo che ha colpito anche me. 

Un figlio non ci appartiene come noi apparteniamo a Dio. Li mettiamo al mondo, li curiamo e li aiutiamo a crescere e ,per coloro che credono in Gesù, il desiderio è vederli salvati. Ma poi rendiamoci conto che tutto ciò che avverrà è nelle mani di Dio, sempre e comunque.  Questi versi possono aiutarci a trovare il modo di pregare per i nostri figli, affinché il Signore li conduca alla salvezza cambiandoli nel loro cuore come ha fatto con noi. 

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