CREAZIONE,  PECCATO E UOMO NUOVO 

“Vi siete rivestiti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l'ha creato” (Colossesi 3:10) – Dobbiamo capire bene cosa intende l’apostolo Paolo quando parlando ai credenti dice loro che si sono rivestiti “dell’uomo nuovo”: Ecco cosa dice un importante studioso: “L'uomo nuovo non è per sé un qualcosa di completo, né un qualcosa che si trovi nella condizione di perfetto sviluppo quand'uno se ne veste, ma è un qualcosa che si evolve, un qualcosa che si riceve in germe, e che sotto l'azione feconda dello Spirito è capace di uno sviluppo sano e progressivo”   (cfr. Tito 3:5; 2Corinzi 4:16) [Comment. Luzzi]. Lo sviluppo progressivo della nostra anima non è altro che il riprendere il piano di Dio che era all’origine, che fu interrotto dall’inganno del peccato che introdusse la morte. La sostanza dell’uomo “creato ad immagine a Dio” (Gen. 1:26) fa riflettere molto. Queste riflessioni durano tutta la vita e sempre più si aprono per mezzo dello Spirito Santo che agisce in noi credenti. Ad esempio due erano gli alberi al centro del giardino dell’Eden: quello della vita e quello della conoscenza (Gen 2:9); La proibizione di uno di questi non era  per sempre [pro-habeo “per avere”] ma era probabilmente limitata all’età dell’uomo appena creato. Conoscenza del bene e del male e vita eterna sono due parametri che pian piano costituiscono la nostra maturità. Il piano di Dio era perfetto e ci avrebbe portato a conoscere tutto, ma senza scorciatoie. Ecco che allora la nostra fede, per mezzo di Cristo che ha preso su di sé questo peccato originale, l’uomo potrà come rinascere e riprendere la via della salvezza. Questo cammino, cioè rivestire “l’uomo nuovo” sarà il contrario della disubbidienza, sarà cioè la fede e l’espansione progressiva dell’anima in sapienza e conoscenza, su come lo Spirito Santo ci guiderà, preparandoci al ritorno del Signore.

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