La promessa del Signore

La promessa del Signore

« E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi » (Giovanni 14:3)
curvilinee e squadra con decimetro

“Ci sono oggi  persone ‘normali’?” una bella domanda.  Cerchiamo prima se possibile (ma la vedo dura), di dare un significato di base alla parola “normale”, affinché risulti condivisibile. 

Essere “normali” vuol dire seguire una “norma”. Cos’è la “norma”? “Nel latino norma, è il sostantivo che indica la squadra (detta anche regola), lo strumento utile a misurare gli angoli retti, da cui normalis = perpendicolare, retto. Pertanto, si deduce come l'idea di normalità richiama quella di rettitudine, di esattezza, di regolarità.” (1)

Per alcuni anni da giovane lavorai proprio come disegnatore tecnico: mi davano una bozza ed io dovevo “portarla a norma”, cioè realizzare quel disegno sulla base di certe regole già stabilite accettate da tutti; un centimetro era un centimetro, l’angolo retto era un angolo retto e il quadrato era un quadrato per tutti. Non esistevano ancora i contestatori del tipo “no-qualsiasi-cosa!”. Immaginate un disegno di una casa SENZA delle regole uguali per tutti: ognuno farebbe un disegno tutto suo, una cosa strana, impossibile da realizzare per i costruttori.

A questo proposito ricordo sempre un episodio simpatico successo a un mio amico che studiava in una scuola di pittura: il maestro aveva messo al centro dell’aula il “giglio di Firenze” e gli allievi dovevano riprodurlo. Una ragazza disegnò una forma bizzarra e quando il maestro le chiese – Cos’è questa cosa? - lei rispose: - Io lo vedo così –  il maestro replicò: - Capisco, adesso però lo rifaccia in modo normale come lo vediamo tutti, altrimenti io così non vedo per lei l’accesso al prossimo anno di corso –  

Nelle nostre democrazie occidentali più che di norme (leggi della magistratura, Costituzione, ecc) si parla sempre più di “maggioranza”. Allora quello che fa, dice, pensa, la maggioranza, diventa quasi per tutti una specie di legge, o comunque un comportamento “normale”. In fondo sembra giusto. Ma se ci pensiamo bene chi può dire che la maggioranza abbia sempre ragione?  Soprattutto quando, come abbiamo tante volte notato, le opinioni popolari vengono facilmente manipolate dai sottili lavori psicologici di chi gestisce i mass media. Non si parla di decine di persone condizionate, ma di milioni di persone! Cambiamenti di idee che sono a volte  inaspettati ed improvvisi, perché agiscono sulla base delle emozioni trasmesse e mostrate dai notiziari. Si tratta di input che suscitano in noi reazioni calcolate e volute da altri.

In conclusione, a mio modo di vedere, non si può più parlare di “normalità”, ma di “ondate comportamentali di opinioni che si scontrano”, non essendoci appunto più nessuna “norma” a cui fare riferimento stabile e sicuro.

Se volessimo schematizzare le direzioni, le tendenze, i valori, i princìpi, le prese di posizione inconciliabili dell’uomo di oggi, probabilmente verrebbe fuori uno schema di questo genere: (fig.1) 

  Praticamente, lo vedete dalle frecce in tutte le direzioni, uno scontro continuo di pensieri ed opinioni, Difficilissimo così trovare accordi; persino all’interno delle famiglie, visto che le famiglie stesse oggi sono molto confuse tra chi sia marito o moglie, padre o madre e i figli a volte vengono prestati da madri-incubatrici o uteri-in-affitto (ci sono stati casi di nonne che hanno partorito in vari modi uno o più neonati al posto delle figlie. (2)

Molti chiamano “libertà” questo modo di non considerare più come predefinito l’alto e il basso il destro e il sinistro. La conseguenza, è che se cercassimo una direzione “normale” nello schema disegnato non la troveremmo. Infatti se io dico che la freccia “in su va verso l’alto”, un altro potrebbe dire: “dipende da come giri il foglio, per me infatti potrebbe benissimo andare verso il basso”. C’è una certa logica in questo ragionamento umano, ma proprio perché umano, cioè limitato, porta ad una illogica  continuazione di paradossi. (3)

Ovvio che continuando così, la parola “morale” ad esempio, farebbe la stessa fine di “normale”, cioè non esisterebbe più; così chi volesse mantenere qualche sano principio sarebbe etichettato come “moralista” in senso dispregiativo.  Ma non finisce qui. Se ognuno pensasse come vuole ma rispettasse gli altri, sarebbe un male relativo, contenibile, quasi accettabile. Il problema è che molte persone, pur di non cedere, si coagulano in minoranze aggressive che vorrebbero obbligare gli altri a fare come a loro sembra giusto anche con la violenza. Si ha l’impressione che queste persone (molte delle quali sono in buona fede) alla fine diventino esattamente ciò che contestano. Ma come è possibile? Purtroppo sembrano esistere organizzazioni guidate da personaggi potenti senza scrupoli, che approfittano di loro (e spesso anche di noi perché costoro sono come una nebbia malefica che cerca di avvolgere tutti dopo aver formato due schieramenti contrapposti). Questi personaggi nascosti, cinici e immorali, hanno grandi capitali ed enormi possibilità mediatiche e sono in grado di mobilitare mezzo mondo (e presto tutto quanto il mondo). Non importa il motivo o gli ideali veri o falsi perseguiti, a questa élite interessa l’orgoglio, il potere ed i soldi. Questi capi hanno ideato reti complicate di operatori In quasi tutti i campi, ad esempio nei “social media”. Ebbene quando i reclutatori individuano delle menti adatte,  in grado di “bucare gli schermi” per certe loro peculiarità, li blandiscono, li adescano con mille lusinghe di successo, accendono su di loro il riflettore e li usano come “capi-popolo” irruenti, che arringano le folle. Nella versione soft li formano come “infuenzer” in grado di condizionare altri. Così il pensiero della gente semplice  viene sottilmente “lavorato” tanto da farne degli eserciti di devoti che cliccano tutti insieme il logo col cuoricino o con l’indice alzato, “OK” “mi piace!”.   Seguaci pericolosi.   La pericolosità di questa folla consiste nel fatto che seguendo emotivamente la corrente, non si rendono conto di perdere a volte il senso della realtà e cadono nell’uso assurdo delle parole banalizzando la serietà di certi significati.

Se certe differenze di vedute potrebbero anche essere utili per crescere in maturità, negli ultimi decenni con l’imbarbarimento dell’uomo e l’accorciamento della riflessione, sono sempre più frequenti le risse ad opera di chi cerca di imporre le proprio idee sugli altri, ricorrendo perfino alla violenza, anche armata organizzata in bande. Se alla violenza e alle parole che non hanno più significato aggiungiamo gli esodi, le malattie e la disperazione dei popoli sfruttati, ci rendiamo conto di quanto esplosiva e triste sia questa miscela. 

Sembra assurdo ma non ci capiamo più: parliamo lingue diverse pur usando parole simili.

Mi viene in mente l’episodio leggendario biblico della costruzione della Torre di Babele (4)  quando l’uomo volle sollevarsi con orgoglio e sfidare il cielo; per questo fu punito da Dio con la confusione dei linguaggi: nessuno capiva più il parlare dell’altro.

Alla domanda dunque: “ci sono oggi  persone ‘normali’?” penso che dobbiamo rispondere: “No, non ci sono. Esistono gruppi di persone con idee obiettivi e comportamenti diversi. E persino nello stesso raggruppamento, se poi andassimo ad ingrandire col microscopio, scopriremmo chissà quante diversità di vedute, destinate ad uscire prima o poi, e a frammentare ancora di più il gruppo.

Inevitabile a questo punto una domanda che ci interessa molto: “E LE CHIESE CRISTIANE? CI SONO CREDENTI CRISTIANI ‘NORMALI’”? E’ quello che cercheremo di vedere la prossima volta.

(segue)

 


(1) Dal Dizionario Etimo Italiano https://www.etimoitaliano.it/2014/07/normale.html

(2) Nonna in menopausa partorisce il bimbo della figlia senza utero (ilmessaggero.it); Ohio, nonna partorisce tre bimbe per la figlia  (Repubblica.it); Nonna fa da madre surrogata per la figlia e partorisce la nipote (lastampa.it); La nonna che a 61 anni ha partorito per il figlio gay  (fanpage.it); ecc.

(3) Infatti se l’origine della parola “paradosso” significa dal greco “opinioni” “contro” (Treccani) , nel caso nostro significa continui contrasti, dove il “senso del giusto e del normale” si scontrerebbe continuamente con un altro “senso del giusto e del normale”, uguale ma opposto.

(4) Genesi 11:1 Or tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. 2 E avvenne che, mentre si spostavano verso sud, essi trovarono una pianura nel paese di Scinar, e vi si stabilirono. 3 E si dissero l'un l'altro: «Orsù, facciamo dei mattoni e cuociamoli col fuoco!». E usarono mattoni invece di pietre e bitume invece di malta. 4 E dissero: «Orsù, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra». 5 Ma l'Eterno discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6 E l'Eterno disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti la medesima lingua; e questo è quanto essi hanno cominciato a fare; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. 7 Orsù, scendiamo laggiù e confondiamo la loro lingua, affinché l'uno non comprenda più il parlare dell'altro». 8 Così l'Eterno li disperse di là sulla faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di costruire la città. 9 Perciò a questa fu dato il nome di Babele, perché l'Eterno colà confuse la lingua di tutta la terra, e di là l'Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra.

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