La promessa del Signore

La promessa del Signore

« E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi » (Giovanni 14:3)
Colomba che fugge da una gabbia

La verità. Com'è difficile da capire, da cercare; ma cos'è? "Se la mèta di Dio è la liberazione dell'uomo" ci dice il fratello Angelo Galliani "lo scopo della verità è quello di guidarci, con l'aiuto dello Spirito Santo, passo passo verso questa mèta". 

Ora qual è il primo passo verso la liberazione? Non solo cercare, ma praticare la verità, dirla, esserlo.

Scopriremo che vi è un certo parallelo tra liberazione fisica, mentale e spirituale.

Ci si rende conto di avere degli atteggiamenti, più o meno costruttivi e si cerca di essere sempre più "se stessi", ovvero di essere "più veri con se stessi". Ma che significa? E' semplice: la verità messa in luce nel nostro cuore dal Signore, non può essere tenuta nascosta; come la famosa lampada delle Scritture,[1] esce dalle profondità del nostro essere, ha un forte bisogno di manifestarsi: ed ecco allora quelle che chiamiamo "prese di coscienza".

Alla samaritana Gesù parla di un modo nuovo di conoscere Dio: in Spirito e Verità.[2] Il processo liberatorio inizia dal tocco di Dio nel nostro cuore e continua per tutta la nostra vita.

In questo siamo fratelli: nello scoprire insieme un'apertura, una rivelazione, una libertà dopo l'altra. Poco importa se si è carcerati, profughi o persone comuni, la verità parte da dentro e le crescite sono un aprirsi ma anche un lasciare... Piange e soffre la nostra persona imprigionata dal quotidiano, dall'apparenza, dalla falsità di un mondo che parla sempre d'amore ma non lo sa dare...

La sofferenza pare sia il passaggio obbligato tra una fase di crescita e l'altra. Ma fatevi coraggio, in questo cammino alla ricerca di verità sempre più profonde, che investono lo spirito, il sociale, la morale, l'amicizia ed il sentimento, non siete soli.

Tutti noi camminiamo insieme. Su questi poveri fogli incontrerete gioie e dolori di molti. Considerateli parte di voi stessi e scriveteci.

Forse tra i primi passaggi importanti per la liberazione c'è la consapevolezza di avere una maschera, come ci dirà tra poco una sensibilissima Anonima; ma scoprire come ha fatto lei, di essere "un pensiero di Dio" non è poco. Una consapevolezza di questo genere è già una liberazione, una verità fondamentale. Una volta scoperto di avere un atteggiamento proseguiamo nella nostra ricerca della verità, o per meglio dire, lasciamoci condurre dal Signore alla scoperta di noi stessi: Egli ci indicherà come siamo veramente e ci darà la forza per cominciare a mostrarlo anche agli altri; ne ricaveremo coraggio e maggiore sicurezza e pace dentro. Già, perché ci vuole coraggio a vivere, a mostrare come si è e non come il mondo ci vorrebbe; è per questo infatti "che non avete ricevuto da Dio uno spirito di schiavitù per cadere di nuovo nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo -Abba. Padre-"[3]

La nostra amica L., come vedrete, sta scoprendo con coraggio e soddisfazione questa sua consapevole rinascita. Più avanti rimarrete forse sconcertati da certe poesie molto dure e apparentemente pessimistiche. Ma non vi spaventate: la morte e la vita, l'amore, il dolore, sono come gli elementi della pasta che lievita in noi continuamente rimaneggiata dal Signore. A volte escono di un colore nero di morte, tristezza, depressione, rabbia, come certe sensazioni che troveremo in alcuni, ma è anche un'espressione liberatoria, che lascia poi, dentro, una strana tranquillità di vittoria, non di sconfitta. Sono lotte tremende che dovremmo osservare in queste persone e sentire con molto rispetto: forse loro l'hanno detto in maniera più evidente e forse con parole più significative, ma non sono affatto diverse da noi.

Muore qualcosa si, ma quella terribile prova ci raffinerà e ci permetterà di diventare agli occhi di Dio preziosi come l'oro. Dedicheremo molto spazio ai sentimenti perché secondo me sono il mezzo più rapido e semplice per trovare se stessi, per entrare nel nostro inferno inconscio e riuscirne poi, magari feriti e a brandelli, ma con l'aiuto di Dio, più vivi, più belli e più veri.

Ringraziamo tanto l'amico F. per averci fatto conoscere alcune di queste persone così vere così deboli e così forti, che ci scrivono le loro testimonianze; e preghiamo tutti di continuare e mandarci ancora i loro pensieri per noi tanto cari e preziosi.


[1] Matteo 5:15 [pop]
[2] Giovanni 4:23 [pop]
[3] Romani 8:15 [pop]

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