Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

LA PREGHIERA NELL’ETERNITA’  - ipotesi

Al di sopra del tempo - come “agiscono” le varie preghiere nell’eternità? -  fino a che punto possiamo “incidere” con la preghiera i fatti e le situazioni?

 di Renzo Ronca (tratto e aggiornato da ES3 -2001)

 

 

 

“.. gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alla loro preghiera”(1Pietro 3:12)

 


AL DI SOPRA DEL TEMPO

(segue) Abbiamo detto: “Egli non è Dio dei morti, ma Dio dei viventi.”[1] Ma che significa? Per capirlo dobbiamo tornare al nostro schemino e riprendere quanto dicevamo.

Dal centro, luogo dove schematicamente abbiamo ipotizzato “lo sguardo di Dio”,  ogni punto della circonferenza è alla stessa distanza.  Se nella circonferenza ci mettiamo tutto il creato, ovvero le creature celesti, le galassie nello spazio, i pianeti, la terra, gli animali, le piante, gli uomini, Adamo, Elia, Mosè, me, voi… ebbene tutto, nello sguardo di Dio sarà un presente continuo e vivo.

Cosa comporta tutto questo ai fini della preghiera?[2] Che un qualsiasi pensiero rivolto a Dio dalla creazione ad oggi, da parte di ogni creatura,  è sempre presente davanti a Lui, come la mia preghiera di adesso, la vostra di ieri, quella di Davide duemila anni fa.

Allora è come se Dio vedesse la storia dell’universo e della terra in particolare, “in contemporanea”. L’origine della terra e la sua fine sono due “fatti”, due situazioni, che per noi terrestri sono lontanissime tra loro, distinte e irraggiungibili, ma che per l’Eterno sono vive e presenti, sullo stesso piano.

Noi del passato possiamo avere solo un ricordo, ma Dio è vivo anche nel passato. Del futuro noi possiamo solo fare delle ipotesi, ma il Creatore è vivo anche nel futuro. Egli è anche qui, accanto a noi, mentre parliamo… La Sua creatività è sempre in atto,[3] essendo Dio al di sopra del tempo,  l’Eternità personificata.

Esempi in cui i limitati tempi terreni vengono “perforati” da altri tempi li abbiamo nelle intuizioni, nelle rivelazioni da parte di Dio. Si hanno delle vere e proprie percezioni o finestre aperte su piani diversi delle situazioni che sono nello spazio-tempo davanti a Dio. Nelle Scritture prendiamo come esempio l’interessante episodio del ritorno dei 72 discepoli, i quali raccontano felici dei loro successi sugli spiriti maligni.[4]  Gesù dice una frase apparentemente strana, come un pezzetto di mosaico fuori posto che non sembra inserirsi bene nel disegno del loro presente: “Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore”. (Luca 10:18). Ecco cosa riporta in proposito il commentario della mia Bibbia[5]:

“ […] il Signore condensa in questa grandiosa parola profetica, che riguarda così il passato come il futuro, il progresso e la consumazione della caduta di Satana». L'uso dell'imperfetto, indica chiaramente che la contemplazione in cui il suo spirito era impegnato, non abbracciava soltanto la missione dei discepoli, ma si estendeva molto al di là di quella.. […]  fu una intuizione spirituale del Figliuol dell'uomo una scena che passava dinanzi agli occhi della sua mente, riempiendo il suo cuore di gioia, ad onta delle sofferenze che stavano in serbo per lui. Queste sue parole significano: «Osservando le vostre vittorie sugli emissari di Satana, si presentò alla mia vista uno spettacolo più maestoso ancora, cioè la rovina completa dello stesso Principe delle tenebre, e l'intera distruzione dell'usurpato suo regno, di cui i vostri successi non sono che il preludio». […]

Come i flashback[6] sono irruzioni del passato nel nostro presente, così possono avvenire le intuizioni, le rivelazioni di aspetti del futuro. Se siamo “in linea” con Dio entrambi questi fenomeni possono essere ordinati e ben inseriti nel nostro contesto di crescita. Se entriamo nella preghiera e specialmente in quella chiamata preghiera mistica[7] allora entriamo in una dimensione slegata dal tempo, nella stessa eternità di Dio in cui ciò che siamo non è più ciò solo ciò che percepisce il nostro corpo fisico, ma è un insieme perfetto della sostanza di Dio. Se due si amano fanno qualsiasi cosa l’uno per l’altro. Nella preghiera è così tra la nostra anima ed il Signore.

“…pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia. Elia era un uomo sottoposto alle stesse nostre passioni, eppure pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto”. (Giacomo 5:16-18)

 

Ma come “agiscono” le varie preghiere nell’eternità?

Tornate al centro del cerchio. Immaginate per semplicità la ruota della bicicletta: al centro c’è “il mozzo” e intorno vi sono “i  raggi”.

 

Ogni raggio è una preghiera che arriva da un punto imprecisato del tempo e dello spazio al centro, cioè al Signore. Le preghiere sono movimenti d’amore tra due parti che desiderano essere unite. Ogni richiesta, ogni desiderio produce un mutamento del rapporto tra i due amanti (anima-Dio). Un cambiamento può riguardare una trasformazione spirituale nostra, di altri, ma anche un cambiamento fisico di situazioni circostanze e fatti. Il desiderio è uno stato di ardente tensione che cerca soddisfazione. Imprime uno “spostamento”,  trasmette un movimento, un spinta all’oggetto amato; che, di rimando, asseconda e “risponde” con un altro movimento d’amore che ci avvolge e ci riempie. Le preghiere, come rapporto d’amore tra l’anima e Dio, essendo rapporti di movimenti, tensioni sublimi di forze in continua trasformazione, producono altri movimenti, altre situazioni di bene e d’amore. E’ in virtù di questi scambi d’amore che la nostra ipotetica ruota coi raggi può girare e la bicicletta muoversi verso una direzione. La direzione non può essere altro che Dio stesso  Noi siamo assorbiti da Dio, non c’è un’altra direzione. La nostra anima, piccolo riflesso d’amore creato da Dio, può essere felice solo in Dio e non desidera altro che tornare e perdersi in Lui. Il movimento allora per semplicità potrà essere raffigurato in due modi:

 

Modo terreno: I raggi della ruota sono continui movimenti d’amore scambievoli tra l’anima e Dio. Questi scambi generano un movimento di tutta la persona nel tempo lineare passato-futuro; avviene come la ruota che gira su se stessa e allo stesso tempo va in avanti, verso un futuro che non vede e che non sa, ma che tuttavia percepisce con la fede. Un movimento interiore-esteriore, un’attività, come fosse inserita in un disegno perfetto di cui fa parte. La persona non percepisce direttamente l’espansione spirituale in cui è inserita, ma ne può constatare gli effetti. E’ come la crescita della statura di un bambino: lui non si vede crescere direttamente ma ogni tanto “si ritrova cresciuto” senza sapere come.

 

 

 

 

 

Modo celeste: Dalla circonferenza esterna raffigurante l’eterno presente davanti a Dio, prendiamo un momento qualsiasi di preghiera situato in un imprecisato spazio e in un momento qualsiasi del tempo; poi lo ingrandiamo con uno zoom, come in una lente d’ingrandimento. Nella parte ingrandita, dentro il quadrato, vedete in alto a sinistra il movimento d’amore reciproco tra anima e Dio (i raggi della ruota). Da questo scambievole rapporto nasce uno sviluppo meraviglioso: l’anima si espande! 

 


L’anima si espande nel rapporto d’amore sempre più forte e sempre arricchito di maggiore conoscenza. Dio per primo si è fatto uomo in Cristo e ci ha amati, “raccogliendoci” se così si può dire, dandoci “lo slancio”, il primo “tocco”, l’avvio, e il desiderio di ricambiare questo suo sublime primo gesto d’amore. Questo desiderio potenziale trova la capacità nel miracolo della rinascita con il dono dello Spirito Santo; ovvero la presenza stessa di una parte di Dio in noi, che ci guida, ci spinge, ci attrae e ci dà le indicazioni necessarie per continuare il cammino. Attraverso questo scambio sempre più “ravvicinato” la nostra anima si configura e si “trasfigura” a somiglianza dell’Amato.

Il movimento celeste non sarà più solo “in avanti” allora, ma riguarderà TUTTE le direzioni. L’espansione spirituale agisce al presente, nel passato e nel futuro contemporaneamente. E’ come se il nostro cuore, sede dell’affetto tra noi e il Cristo, ad ogni battito allargasse il cerchio del tempo che abbiamo disegnato all’inizio e di pulsazione in pulsazione tendesse a raggiungere il raggio infinito dell’eternità.

“… perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio”. (Efesini 3:17-19)

Convivono allora nella nostra persona entrambi i movimenti, quello terreno, lineare, in cui il passato è passato e del futuro deve venire; assieme a quello dell’espansione dove non c’è più né passato né futuro ma un eterno presente. E’ fondamentale rendersi conto che sono due piani completamente diversi, entrambi esistenti, ma che non dobbiamo confondere. Vediamo alcune prime considerazioni:

Noi siamo esseri umani che si allenano a diventare spirituali. La trasformazione completa avverrà, a Dio piacendo, nel Suo giorno[8], tuttavia per ora siamo esseri umani che vivono sulla terra, presi dalle leggi fisiche della terra, con un corpo carnale sottoposto alle normali fasi di crescita invecchiamento e morte.

Il nostro spirito invece, toccato dal Signore che ha riconosciuto, accettato e voluto, vive ormai nello Spirito di Dio, decisamente “afferrato”[9] e guidato. Sulle ali dello Spirito di Dio noi non abbiamo più confini temporali; mentre come essere terreni siamo legati alle leggi terrene. Sulla terra la fisica impone una velocità uno spazio ed un tempo correlati e precisi. Il tempo sulla terra è scandito dalla sua rotazione, dal sole, dalla luna, ecc. ma se ci trovassimo su un altro pianeta di una stella lontana misureremmo il tempo maniera diversa. Non esisterebbero più le ore e i giorni come li intendiamo noi. Ecco dunque che il tempo è solo  una misura “relativa”, non assoluta. Potremmo dire che vi sono un’infinità di “tempi” diversi nelle varie galassie dello spazio. Tutti questi tempi legati al   luogo fisico di appartenenza con cui ogni ipotetica creatura di ogni singolo pianeta deve fare i conti, non sussistono più se riferiti all’eternità di Dio, dove è Dio stesso il Tempo. Il Riferimento per eccellenza.

La convivenza di queste due nature nella nostra persona non è semplice e non credo si possa delineare con spazi precisi. Lo spirito nostro dall’accettazione del Signore[10] viene direttamente plasmato dallo Spirito Santo[11]. Questo sia in maniera cosciente che in maniera “infusa”.[12]  Ma la nostra carne, la nostra persona fisica è molto fragile;[13] non dimentichiamoci mai di non sopravvalutarci perché pur avendo questo tesoro spirituale non siamo altro che dei vasi di terra.[14]

Dovremo allora, ogni volta, considerare il punto di vista del nostro ragionamento, la prospettiva in cui esercitare il discorso chiedendoci: "in che modo sto parlando esprimendomi? E’ un’ipotesi spirituale o un ragionamento come essere umano?"

 

Vediamo subito nella pratica quanto abbiamo appena detto cercando il punto di vista spirituale.

Riprendiamo la fig.2; ricordiamoci che la circonferenza rappresenta l’eterno presente dove passato e futuro si incontrano. Pensiamo ai raggi che si congiungono al centro come alcune preghiere di Davide, dell’apostolo Paolo, di un salmista, mie, vostre e dei nostri nipoti che ancora devono nascere… Ebbene se la preghiera, come rapporto d’amore tra noi e Dio è slegata dal tempo allora può anche AGIRE fuori dal tempo. Voglio dire che se siamo in Dio (ovvero in questa unione d’amore abbiamo gli stessi pensieri, siamo di una sola volontà) allora possiamo anche pregare per qualcuno che non è nello stesso nostro tempo terreno. In pratica dunque, Gesù vive in noi e a somiglianza di Gesù, nostro Sacerdote, noi possiamo unirci a Lui in un preghiera di intercessione per la benedizione o la salvezza di una qualsiasi anima. Per esempio io conobbi una persona che morì purtroppo di un incidente automobilistico quando ero ragazzo. So che questo fatto è passato e che questa persona riposa nella morte in attesa del giorno del Signore. Ma questo che sto dicendo è un ragionamento umano, legato al tempo di oggi 19 marzo 2001. Se io mi metto a ricordare questa persona cara mentre sono in preghiera, staccato dal tempo, assieme al Signore, allora la preghiera sarà come un fulmine che bucherà i cieli e le dimensioni degli spazi e dei tempi e non farà a tempo ad essere pensata che subito sarà in Dio e subito sarà in efficacia di trasformazione. La mia unità con Dio, ottenuta dalla preghiera, mi permetterà (sempre secondo i limiti concessi dalla grazia di Dio) di avere gli stessi pensieri di Dio per mezzo dello Spirito Santo:

Ma come sta scritto: «Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano». Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito, perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi tra gli uomini, infatti conosce le cose dell'uomo, se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio. Di queste anche parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana ma insegnate dallo Spirito Santo, esprimendo cose spirituali con parole spirituali. Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. Ma colui che è spirituale giudica ogni cosa ed egli non è giudicato da alcuno. Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo. (1 Corinzi 2:9-16)

Allora cosa posso “fare” ricordando una persona cara davanti al Creatore? Che altro se non pregare per lei? E da dove viene questo versamento d’amore verso quella persona se non da Dio stesso che è l’origine e il compimento dell’amore stesso? E’ una specie di dolce vortice d’amore che tutto trasforma in vita. Allora non c’è più distinzione tra me, il Signore, la persona ricordata, lo scambio d’amore che sta avvenendo… Il mio pensiero (per esempio “Signore benedici quella persona”)  è perfettamente intonato ed inserito nella volontà di Dio se in quel momento il mio cuore me lo suggerisce e sicuramente qualcosa avviene nell’eternità per la persona ricordata. Non so come e quando questo avvenga  però lo so, per fede e per comunicazione nel cuore. Che agli occhi della persona terrena sia impossibile pregare per chi è morto è logico; ma per la persona spirituale, saldamente unita allo Spirito di Dio nulla è impossibile.

“e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo le cose che gli sono gradite” (1Giovanni 3:22).  Pensiamo a chi è morto di gravi malattie o di morti violente o per suicidio. Ebbene io ho fiducia in Dio che le nostre preghiere possano ancora aiutarlo. Infatti credo che Dio stesso abbia verso queste anime una cura particolare e ce la voglia far conoscere permettendoci  anche di partecipare al suo meraviglioso piano di salvezza.

Ma fino a che punto possiamo “incidere” con la preghiera i fatti e le situazioni? Secondo me la preghiera è sempre in inserimento nell’attività salvifica e d’amore di Dio, che non ha limiti.

Egli stesso però si è “imposto” per così dire, un limite, ovvero la libertà nostra, il libero arbitrio, la possibilità per ogni creatura di scegliere del proprio destino. La nostra preghiera allora, come ogni azione di Dio, si fermerà di fronte alla volontà diversa della persona di cui stiamo pregando. Non tutti si aprono alla conoscenza di Dio ed al Suo amore. Alcuni preferiscono credere in altre cose o non credere affatto. Se questa scelta è un inganno del maligno io posso pregare affinché l’inganno sia reso manifesto e la persona possa rendersi conto e operare una scelta equilibrata; ma se quella persona sceglie coscientemente di non voler ascoltare Dio, allora le mie preghiere possono ben poco. Questo non è certo per incapacità di Dio, ma per la suprema espressione dell’amore che è appunto il rispetto della volontà altrui, la libertà.

Cari amici, per non rendere troppo pesante le nostre chiacchierate, per ora mi fermo qui.. So bene che  noi evangelici non preghiamo per i morti, tuttavia uno struggimento del cuore verso una persona cara che oggi non c'è più, credo sia insopprimibile, e sono certo che questo sentimento-preghiera-rapportoconDio viene accolto da Lui in qualche modo. Tutto sommato, a certi livelli di spiritualità possiamo esprimere umanamente solo delle ipotesi ed avere l'umiltà di non mettere i sigilli di un dogma, infatti è scritto: "Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili;" Romani 8:26

 

Lodiamo insieme il Padre celeste che accoglie in ogni tempo chiunque a Lui si rivolge, con le parole di Davide:

“A te, o DIO, spetta la lode in Sion; e saranno adempiuti i voti davanti a te. A te, che esaudisci la preghiera, verrà ogni creatura. I peccati mi avevano sopraffatto, ma tu provvedi il perdono per le nostre trasgressioni. Beato l'uomo che tu scegli e fai avvicinare a te, perché abiti nei tuoi cortili; noi saremo saziati dei beni della tua casa, delle cose sante del tuo tempio.” Salmo 65:1-4

 

Vorrei lasciare aperto questo argomento ponendo una domanda a me stesso e a voi, che a Dio piacendo svilupperemo in futuro: “Abbiamo parlato di ‘eternità’ come fosse ‘un tempo all’infinito’; ma ‘eternità’ e ‘tempo’ sono davvero così simili? Qual è la differenza, se c’è,  tra questi due concetti?”

(continua) 

 

 

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[1] Marco 12:25-27

[2] Come già detto intendiamo per “preghiera” il rapporto, personale, rispettoso, profondo, intimo e diretto con Dio con parole semplici, sentite dal cuore.

[3] Giovanni 5:17 Ma Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero» (CEI)

[4] Non pochi oggidì negano l'esistenza di Satana, affermando che quel termine è usato solo figurativamente come la personificazione dell'elemento del male, ma ricordiamoci che Gesù, insegnando alle moltitudini, o ai soli discepoli, sempre parla di Satana come di una personalità distinta, e lo stesso fanno tutti gli scrittori sacri. In origine egli fu uno degli angeli di Dio, e la caduta non produsse cambiamento alcuno nella sua natura fisica o metafisica perciò Paolo lo chiama «il principe della podestà dell'aria, lo spirito che opera al presente nei figliuoli della disubbidienza» Efesini 2:2, ed altrove dice che dobbiamo combattere non già «contro a sangue e carne, ma contro a' principati, contro alle potestà, contro ai rettori del mondo, e delle tenebre, di questo secolo, contro agli spiriti maligni nei luoghi celesti» Efesini 6:12. (Commentario Bibbia italiana on line di R. Wilson - ver. 4.03)

[5] Commentario Bibbia italiana on line di R. Wilson - ver. 4.03

[6] Letteralmente “lampi-indietro” sono scene retrospettive

[7] In quella dove si passano i gradi della riflessione, poi della meditazione ed infine della contemplazione. Di questi argomenti  parleremo a parte in maniera più approfondita.

[8] 1Corinzi 15:51-52 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati

[9] Filippesi 3:12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch'io sono stato afferrato da Gesù Cristo.

[10] Vedi per esempio l’episodio di Nicodemo in Giov.3, dove Gesù parla di rinascita in spirito. Questa accettazione si esprime di solito nel primo passo del battesimo.

[11] 2Corinzi 3:18 E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.

[12] Diretta, saltando l’aspetto cosciente raziocinante; questo infatti potrebbe esercitare un filtro, un freno eccessivo all’attività di Dio oppure potrebbe esaltarsi col rischio poi di insuperbirsi e perdersi.

[13] Matteo 26:41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole

[14] 2Corinzi 4:7 Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l'eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi.

 

 

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