Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

IL VIAGGIO DELL’UOMO E DELLA CHIESA VERSO DIO - 14 parte

 

(renzo ronca  - Tratto e aggiornato da ES2 - 6-4-10)

   

    Non credo che vi sia un solo uomo giusto;[1] benché Dio possa rendere giusto, al suo cospetto, chi vuole;[2] la nostra attività dunque deve essere dimensionata alla grandezza delle rivelazioni; non alle nostre, naturalmente, ma a quelle bibliche, essenziali, centrali.

      Mi spiego meglio: supponiamo che io abbia una rivelazione da uno spirito che sembra venire dall'alto, come quello di Dio; per esempio questa: "Gesù non e' stato inchiodato ad una croce, ma appeso ad un palo"; bene, ammesso e non concesso; cosa cambia della divinità del Signore nostro? Che per Suo tramite io posso essere salvato? Se non cambia nulla allora non e' un buon motivo per andare a seminare questioni inutili. Ma se cambiasse, tanto da modificare una verità sostanziale di fede, cioè che Gesù il Cristo, non e' più il Signore, una delle Persone assieme al Padre ed allo Spirito Santo, allora sarebbe modificato tutto il battesimo e non saremmo più nella stessa fede. Allora il palo può essere sia un elemento di diversità marginale ma tollerabile, ma può anche rivelarsi una parte di un disegno destabilizzante molto più grande che tende a spezzare, diminuire la signoria di Gesù; in questo caso dobbiamo confrontarci con il centro del messaggio biblico ed avere il coraggio di allontanarci dall'apostasia; lasciando ad altri, se insistono, la libertà di credere quello che vogliono.

      Le nostre "rivelazioni" dunque, devono essere sempre confrontate con l'unità del messaggio biblico. Anche se di notte avessimo visioni sublimi con angeli che ci parlano di verità che si discostano dalla centralità biblica, dobbiamo avere il coraggio di rigettarlo con forza.[3] Non ci dobbiamo inventare niente. Se anche abbiamo il dono della profezia, a maggior ragione dobbiamo averne la responsabilità dell'uso; "Gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti" come dice in 1 Cor. 14:32[4]

       Quando Lutero ebbe il coraggio di testimoniare la verità evangelica di fronte alla corruzione del papato, rappresentò come individuo e poi come chiesa, il centro del disegno della fig.3, la ricordate? Rappresentò il centro della ruota schematica a cui tutti i raggi del popolo di Dio sono collegati. Il popolo di Dio, quello vero, quello che seguì Mose' nel deserto, quello che oggi segue veramente con serietà Gesù lungo il viaggio della vita terrena, si riconobbe non tanto in Lutero-persona, quanto nelle verità spirituali espresse da Lutero per opera dello Spirito Santo. L'orientamento di questo popolo era stato appannato e l'ingannatore lo stava conducendo verso la terra e non verso il cielo; lo Spirito Santo aggiustò il timone e raddrizzò la via. Potremmo dire che Dio corresse il suo popolo, lo selezionò, lo riformò, allontanandolo dal papato corrotto; un distacco benefico teso a rimettere in pratica la Sua volontà in modo più serio[5].

 

 

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[1] Rom 3:10: "com'è scritto: «Non c'è nessun giusto, neppure uno."  Vedi anche  Sal 14:3; 53:1-3

[2] Rom 3:23-24 : "tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio  ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù."

[3] Gal 1:8 : "Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema"

[4] Efficace  è anche la traduzione delle EP (quella CEI è simile): "Ma le ispirazioni dei profeti devono essere  sottoposte  ai profeti;"

[5] Nessuno può ritenersi nel giusto in modo completo; lo stesso Lutero in alcuni punti andò oltre la spinta riformatrice dello Spirito di Dio, quando ad esempio ritenne inadatta la lettera di Giacomo perché la riteneva troppo a favore della legge e delle opere ed incompatibile con la salvezza per fede. Questo atto fu uno squilibrio dell'unità biblica, di per se stessa perfettamente bilanciata e per questo fu corretto, in seguito, dalla chiesa luterana che accolse di nuovo la Lettera dell'apostolo  Giacomo.

 

 

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