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(renzo ronca - Tratto e aggiornato da ES2 - 16-3-10)
Con l'apertura cosciente allo Spirito di Dio (lo avete visto nella fig.7 da quell'apertura superiore del cerchio-uomo), si ha una polarizzazione, un orientamento dei pensieri e degli atti dell'uomo. Si stabilisce una mutua conoscenza basata sulla reciproca fiducia tra l'uomo e Dio stesso; il rinnovo del patto antico. Sarebbe come se l'amore di Dio, la sua azione, arrivasse fino a noi, poi ci invitasse a tornare indietro, verso di lui. Ecco accettando questo invito, schematizzato nella fig. 8, che possiamo chiamare "fede", troviamo finalmente il nostro "orientamento" verso Dio. I nostri pensieri si orizzontano, abbiamo capito dove sorge il sole e guardiamo in quella direzione.
Ma assieme al nostro sguardo, come ricorderete, si sposta tutta la nostra persona; vengono orientati pensieri, ma con loro le decisioni e i comportamenti. Tutto aspira ad unirsi a Dio; così come e' scritto: "Come la cerva anela ai rivi delle acque, così l'anima mia anela a te, o Dio. L'anima mia e' assetata di Dio, del Dio vivente. Quando verrò e comparirò davanti a Dio?"(Sal 42:1-2)
Questo movimento di trasformazione che ci cambia e ci trasporta verso l’eternità e' misterioso ed anche pericoloso (vedi fig.9). Infatti se l'impronta di Dio, la sua rivelazione all'uomo, fosse troppo intensa, l'uomo sarebbe sradicato dal suo ambiente; e conoscendo il sublime, rifiuterebbe poi l'umano; o vi resterebbe come un condannato in uno squallido esilio. Si verificherebbe un forte sbilanciamento: l'uomo sarebbe proiettato verso la sola spiritualità e non accetterebbe più la sua natura umana.
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