Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

IL VIAGGIO DELL’UOMO E DELLA CHIESA VERSO DIO - 6 parte

 

(renzo ronca  - Tratto e aggiornato da ES2 - 23-2-10)

 

 

 

Tra gli errori che facciamo sempre ce n'e' uno ricorrente: quello di impossessarsi delle cose di Dio. Lo Spirito Santo che da solo e' la nostra guida, viene soffocato, messo in secondo piano; l'organizzazione-chiesa assume un'importanza che non dovrebbe avere: diviene troppo “ricca” e “superefficiente”.

L'efficientismo delle opere illude il credente che confonde la benedizione di Dio con la “statura di successo” apparentemente raggiunta; e contemplando il suo operato si dimentica che quel suo operato non e' affatto suo, ma solo conseguenza, opera e consistenza di Dio.

La chiesa che era illuminata e che aveva il compito di portare nuove luci illumina se stessa e si contempla nella sua bellezza. Ripete come un'eco continua il messaggio con cui era partita e comincia non solo a testimoniare ma anche a giudicare.

Questa organizzazione-chiesa mette se stessa  alla testa del popolo di Dio e questa altezza le fa assumere assieme alla responsabilità delle anime, anche un potere che non avrà mai.

L'uomo ha umanizzato il Divino. L’uomo consapevole della presenza dello Spirito Santo si illude che la Sua santa presenza resterà sempre e comunque, crede di poterlo esibire e di poterlo gestire. Nascono i catechismi, le responsabilità eccessive, il potere di giudicare chi e' dentro da chi e' fuori. E' la fine della chiesa.

Lo Spirito Santo non vi e' più.

Nessuno se ne accorge. Potrebbe essere la fine dell'uomo.

Ma ecco che già una nuova luce sorge e per chi lo sa cogliere lo Spirito di Gesù si ripresenta sotto un altro aspetto.

Non e' facile riconoscere l'aspetto del Risorto. Può sembrare una cosa diversa se Lo cerchiamo secondo la nostra logica, come Maria che vedeva l’ortolano, o come il passante davanti ai due di Emmaus; ma poi se il nostro cuore e' puro Egli si rivela. Egli spezza il pane, la comunione dei fedeli, l'offerta di noi stessi non solo a Dio, ma nell'adempimento della volontà cristiana, anche ai nostri fratelli.

Il nostro corpo, sia esso la nostra persona o la nostra chiesa, deve sapersi spezzare, deve poter essere offerto in sacrificio per il bene di chi e' invitato alla cena del Signore.

A questa festa chi sei tu per dire che l'altro non e' invitato? Se in te c'e' il Cristo allora devi saper come amare, come ACCOGLIERE e non come allontanare dicendo "io sono più santo di te".

Saper spezzare il pane per una chiesa e' restare APERTA, accogliendo più che giudicando, IN TRASFORMAZIONE CONTINUA. Non considerarsi altro che povera, senza acquisizioni se non la misericordia, la testimonianza, il sacrificio della croce. Nessuno mandi mai via dal luogo di culto un fratello, sia pure esso debole di fede o anche peccatore! Il Signore raduna; noi, umilmente, possiamo partecipare alla Sua santa opera; ma non distruggiamo la Sua opera facendola nostra, perché noi non siamo in grado, da soli, ne' d'amare, ne' di perdonare. Noi giudichiamo sempre. E se non sono i comandamenti sarà il catechismo, il dogma, la rivelazione, comunque facciamo troppo spesso anche noi della casa del Padre una casa di mercato dove ci si arricchisce e dove la Parola viene distorta.

Una chiesa aperta deve sapersi trasformare docilmente secondo il tocco gentile dello Spirito di Dio, possibilmente senza aspettare di essere rimproverata. Non deve costruire pilastri di cemento armato su cui appoggiarsi, ma fragili paletti di legno in modo da stare sempre vigile e attenta per non cadere; in modo da poterli allargare ad ogni nova rivelazione di Dio. Dovrebbe evitare ogni forma di dogma moderno, ovvero la formazione di una regola uguale per tutti. Le regole perfezionano l'attività' ma mortificano lo Spirito.

 

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