|
IL
VIAGGIO DELL'UOMO E DELLA CHIESA VERSO DIO
L'UOMO VUOLE GESTIRE, MA UNA VOLTA ERA LO SPIRITO SANTO A
GUIDARCI - 2
(renzo
ronca -
Tratto e aggiornato da
ES2 -
8-2-10)
(Caino e Abele)
Quanti fatti sono accaduti
dal momento in cui Gesù e' salito al cielo! Non potendo più colpire Lui, il
Signore, allora Satana si e' avventato contro quelli che credevano e
credono in Cristo. Conoscendo bene le nostre debolezze umane
ci ha messi l'uno contro l'altro; singolarmente, come gruppi, come chiese e
denominazioni, dividendo la “Chiesa”.
L'abilità di Satana, grande ragionatore, conoscitore delle Scritture,
insidioso portatore di mezze verità,
e' consistita spesso in questo:
A) Caricare di eccessivo
significato elementi reali ed anche veri della Scrittura;
B) Fare assumere loro
significati parziali o personali nella mente dell'uomo;
C) Convincere l'uomo di
aver trovato da solo chissà quale verità e che deve difenderla ad ogni costo,
anche combattendo coraggiosamente ed eroicamente contro gli empi; se occorre
fino alla morte stessa; tutto pur di "difendere Dio".
L'ingannatore raramente cerca di convincerci in maniera diretta che non c'e' Dio
e che non bisogna seguire la sua volontà; egli stesso conosce bene il Signore e
ne ha paura perché sa che subirà, come tutte le creature, il giudizio finale;
se ci affrontasse così, in maniera chiara e diretta, pochissimi o nessuno gli
darebbe ascolto. L'azione del maligno e' molto più pericolosa, trasversale,
ambigua, insinuante: a lui basta immettere un piccolo granello di sabbia nel
fluire della nostra fede; una disobbedienza anche indiretta o poco consapevole;
l'importante e' che DI FATTO l'uomo si trovi in condizione di peccato.
Nell'acqua torbida il diavolo può mimetizzarsi meglio ed agire con grande
libertà.
In un'azione molto sottile l'ingannatore prende elementi fondamentali del
peccato come l'orgoglio e la superbia, li traveste da "libertà, sapienza, luci",
ed illude l'uomo in una falsa autosufficienza e sicurezza di sé, mascherando la
tragica realtà: cioè che l'uomo non riconosce più il suo Dio; conseguentemente
non può avere coscienza di peccato perché non ha coscienza di trasgredire, di
offendere Dio come Persona. Senza la consapevolezza del peccato e' assurdo e
sconosciuto anche il concetto di pentimento o di perdono; senza la
capacità di pentirsi e di perdonare non si riesce nemmeno ad amare.
(continua)
Puntata precedente -
Puntata successiva
indice studi e riflessioni -
Home
"Poi sorse fra loro una disputa: chi di loro fosse il maggiore." (Luca
9:46).
1) (Gen. 3:5) E' vero che gli occhi di Adamo ed Eva si sarebbero aperti
(verità), ma non certo per divenire come Dio, né per scansare la
morte(bugie); 2) In Apoc. 13:18, dietro il simbolismo del numero 666,
riferito a Satana, tralasciando altre interpretazioni, c'è comunque che
il 6 è "quasi 7", dove 7 è simbolo di pienezza, perfezione divina.
|