Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

ESEMPIO DI CONFESSIONE A DIO LEGGENDO LA BIBBIA - preghiera ed ascolto dello Spirito di Dio in merito alle cose che ci accadono - di Renzo Ronca – 10-1-10

 

 

“La gioia è scomparsa dai nostri cuori, le nostre danze sono mutate in lutto. La corona ci è caduta dal capo; guai a noi, perché abbiamo peccato! Per questo langue il nostro cuore, per questo si oscurano i nostri occhi: perché il monte di Sion è desolato e vi passeggiano le volpi”.[1]

 

Chi scrive così ha il cuore molto triste; è consapevole di quello che era e di quello che è diventato. Non cerca scuse, sa di aver peccato. Egli si prostra davanti all’Eterno con dolore. Non si ribella ai fatti che sono sopravvenuti dandone ad altri o a Dio la colpa, ma al contrario se ne assume la responsabilità; egli è cosciente di aver trascurato il Signore e di aver causato dei mali a se stesso ed altri. Egli comunque, pur nel suo estremo dolore, non si fa vincere dal senso di colpa che lo distruggerebbe, ma si inginocchia nella sua pochezza davanti all’Eterno, pronto ad accettare da Lui ogni cosa.

 

“O Eterno, io so che la via dell'uomo non è in suo potere e non è in potere dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi. Correggimi, o Eterno, ma con giustizia, non nella tua ira per non ridurmi al nulla” [2].

 

L’uomo pentito rinuncia a gestire se stesso si rimette all’Eterno e rispettosamente chiede la Sua correzione. Pur timoroso della Sua potenza, si raccomanda a Lui, alla Sia giustizia.

 

Questi sentimenti di umiltà e prostrazione e di nullità quando ci si presenta a Dio sono per noi di grande insegnamento. Quante volte invece le nostre preghiere sono condotte con superficialità o peggio con il “collo duro”, quasi come se fosse scontata una risposta positiva alle nostre richieste. Il Signore ci aiuti a confessare in nostri peccati sempre in maniera a Lui gradita, con estrema umiltà, consapevoli di Chi abbiamo di fronte.

 

Non preoccupiamoci se non siamo in grado di parlare così come nella Bibbia, lo Spirito di Dio, per i meriti di Cristo, sa come portare i nostri gemìti, il nostro pentimento, le nostre richieste davanti al Padre; Lo Spirito Santo sa anche come aprirci le Scritture per per farci “tornare” il pensiero di Dio rapportato alle nostre limitatezze umane:

 

“Di' a questi ribelli, alla casa d'Israele: "Così parla DIO, il Signore: O casa d'Israele, basta con le vostre abominazioni! Avete fatto entrare degli stranieri, incirconcisi di cuore e incirconcisi di carne, perché stessero nel mio santuario a profanare la mia casa, quando offrivate il mio pane, il grasso e il sangue, violando così il mio patto con tutte le vostre abominazioni. Voi non avete mantenuto l'incarico che avevate delle mie cose sante; ma ne avete fatti custodi quegli stranieri, nel mio santuario, al vostro posto” [3].

Nell’esempio di Ezechiele che abbiamo letto la riposta di Dio è molto precisa: Egli per prima cosa definisce la sua casa una casa “ribelle”. Oggi gli uomini essendosi allontanati da Dio hanno permesso a questa radice e ad altre, di crescere e proliferare  in un insieme di orribili frutti, diventando peccato globale tollerato e persino considerato come “normalità”.

 

“Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente; ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati. Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette” [4]

 

Ma il peccato più grande si riassume in una grande inavvertenza: quello di aver fatto entrare “stranieri nel tempio di Dio”. Vediamo meglio questo punto. Il “Tempio di Dio” siamo noi stessi:

Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? [5]

Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. [6]

Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. [7]

Ma chi sono questi “stranieri” che vi abbiamo fatto entrare?

 

Arriviamoci con un’altra domanda: a chi Dio ha affidato il tempio del nostro corpo? Noi lo abbiamo ricevuto da Dio. Noi soli ne siamo responsabili. Quando incontreremo il Signore faccia a faccia ci chiederà conto prima di tutto della nostra anima. Non potremo dire “ma il prete mi ha detto di fare così… ma il pastore mi ha detto di fare cosà…” Il Signore ha affidato il governo della nostra persona a noi stessi, per ci ne siamo responsabili. Il prete o il pastore vanno ascoltati se seguiti finché dicono cose in linea con la Scrittura e la volontà di Dio, ma non potranno mai comunque sostituirsi a noi nelle scelte comportamentali. Prete e pastore più sono importanti e più sono nostri servitori

 

Ma Gesù disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e coloro che esercitano autorità su di esse sono chiamati benefattori. Ma con voi non sia così; anzi il più grande fra di voi sia come il minore e chi governa come colui che serve[8].

 

Gli estranei che sono entrati a gestire le nostre anime non sono solo persone religiose troppo idealizzate da noi a cui abbiamo conferito un incarico eccessivo, ma tutte le persone, fatti, entità, concezioni e filosofie perverse, che si sono intromesse nel nostro rapporto privato tra lo spirito nostro e quello di Dio.

 

Il più sottile e difficile da scoprire, tanto si è mascherato bene, è l’entità estranea chiamata “conquista sociale”. Il mondo, separato da Dio, cambia il concetto della morale. Il buonsenso sociale è l’espressione delle nostre coscienze collettive; ma se l’uomo si distacca sempre più da Dio che tipo di “buonsenso sociale” potrà avere? Infatti, per esempio,  l’accettazione su larga scala delle perversioni sessuali è diventato fatto “normale”.  Ora, se addirittura molte chiese vengono oggi guidate da omosessuali e lesbiche significa che chi deve essere aiutato, come loro, non ha più la consapevolezza di peccato. Senza la consapevolezza di peccato come potrà confessarsi a Dio?  Come potrà provare pentimento? E senza pentimento, come potrà provare la gioia del perdono? E senza il perdono come manifesterà la grazia di Dio?

 

Viviamo in momento drammatico e nessuno si ferma a rifletterci. Nei processi politici e di cronaca è difficilissimo oggi capire chi ha ragione e chi ha torto: ci sono sempre due schieramenti opposti, uno dice il contrario dell’altro. C’è una forza oscura diabolica che di fronte ad un fatto ti avvolge di liti e polemiche e ti impedisce di vedere la realtà. Perché Dio permette questo? Per la nostra durezza di cuore perché lo abbiamo abbandonato per scegliere la falsità:

 

“Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente; ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati. Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette” [9]

 

Ma come possono fare le persone pie? Come possono salvarsi quelli che ancora amano e cercano il Signore con tutto il loro cuore? Ed anche come possono tornare quelli che si sono davvero pentiti?

 

C’è un solo modo: mantenersi staccati dalla mentalità mondana, non partecipare a questa trasformazione orribile che cambia il bene in male, trincerarsi dietro la fortezza di Dio; e poi Pregare con la massima umiltà chiedendo a Dio di investigarci per rivelarci le prime crepe che potrebbero disfare il nostro tempio. A volte sbagliamo per ignoranza, per inavvertenza, senza volerlo, ma se non ci umiliamo in continuazione davanti a Dio chi ce lo farà capire?

 

“Investigami, o Eterno, e mettimi alla prova; purifica col fuoco la mia mente e il mio cuore”.[10]

“Investigami, O DIO, e conosci il mio cuore; provami e conosci i miei pensieri”; [11]

 

In questo modo con umiltà e pregando il Signore che ci protegga e ci apra la mente chidiamoGli di mantenerci nel rimanente del Suo popolo, chiediamogli di mantenerci ancora la Sua grazia:

 

 “In quel giorno, il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il residuo del suo popolo rimasto in Assiria e in Egitto, a Patros e in Etiopia, a Elam, a Scinear e a Camat, e nelle isole del mare. Egli alzerà un vessillo verso le nazioni, raccoglierà gli esuli d'Israele, e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro canti della terra”.Ci sarà una strada per il residuo del suo popolo rimasto in Assiria, come ce ne fu una per Israele il giorno che uscì dal paese d'Egitto.” [12]

 

E poi riconoscenti, lodiamolo e ringraziamolo con tutto il nostro cuore:

 

“Io celebrerò il SIGNORE con tutto il mio cuore, narrerò tutte le tue meraviglie. Mi rallegrerò ed esulterò in te, salmeggerò al tuo nome, o Altissimo, poiché i miei nemici voltan le spalle, cadono e periscono davanti a te. Tu infatti hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; ti sei assiso sul trono come giusto giudice. Tu hai rimproverato le nazioni, hai fatto perire l'empio, hai cancellato il loro nome per sempre. È finita per il nemico! Son rovine perenni! Delle città che hai distrutte si è perso perfino il ricordo. Il SIGNORE siede come re in eterno; egli ha preparato il suo trono per il giudizio. Giudicherà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. Il SIGNORE sarà un rifugio sicuro per l'oppresso, un rifugio sicuro in tempo d'angoscia; quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perché, o SIGNORE, tu non abbandoni quelli che ti cercano”.[13]

 

 

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[1] Lamentazioni 5:15-18

[2] Geremia 10:23-24

[3] Ezechiele 44:6-8

[4] Romani 1:28-32

[5] 1Corinzi 3:16 (1Co 6:15-20; Mt 18:6-7)(1Co 1:19, ecc.; Ro 8:17, 32)

[6] 1Corinzi 3:17

[7] 1Corinzi 6:19

[8] Luca 22:25-26

[9] Romani 1:28-32

[10] Salmi 26:2

[11] Salmi 139:23

[12] Isaia 11:11-12 e 16

[13] Salmi 9:1-10

 

 

 

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