COMUNICAZIONE DIVINA  PARTE 12   LA DIVERSA PERCEZIONE DEL TEMPO - Renzo Ronca 1-10-19

(segue)

Certo, una cosa è parlare delle prove adesso che siamo tranquilli a scrivere o a leggere, cioè nei momenti in cui la grazia di Dio sembra vicina, ed una cosa è dirlo quando il Signore non si avverte più come prima, quando cioè la comunicazione con Lui sembra interrotta, ovvero quando la prova è in atto.

 

Al momento della prova dobbiamo renderci conto che viviamo un presente tumultuoso, dove percezioni e valutazioni risultano modificate. Soffermiamoci ad es  su un fenomeno che ci si presenta abbastanza spesso e a cui non sempre badiamo, cioè il diverso modo di percepire/vivere il tempo a seconda delle situazioni. Alle volte il tempo sembra lungo e altre volte sembra breve; questo accade sia nella comunicazione divina e sia in certe esperienze pratiche. Proviamo ad approfondire anche questo aspetto perché ci potrà aiutare nei momenti difficili aprendo la ns mente.

 

MODIFICA DELLA PERCEZIONE DEL TEMPO IN BASE AGLI STATI D’ANIMO

Ci sarà capitato quando aspettavamo un incontro importante, con una persona a cui tenevamo molto,  di controllare sempre l’orologio, di guardare dalla finestra, di controllare se il telefono era libero… insomma il tempo in quell’attesa sembrava non passare più e  un minuto sembrava lunghissimo, vero?

Oppure pensiamo –se vi è mai successo- a quando siamo stati delusi da qualcuno o qualcosa, me veramente delusi, tanto da essere addolorati e feriti nel cuore… Pensiamo a un lutto, oppure a un tradimento della persona amata…   C’è come un richiudersi nel proprio dolore…  l’aspettativa fiduciosa del domani è sparita e al suo posto compare come la sensazione “che ormai…” “che tutto andrà male…” “che tutto è inutile…”. Questo stato di malinconia pessimismo e forse rabbia può durare molto e potrebbe degenerare nella depressione. I giorni appaiono sempre uguali anche se non lo sono, tanto che arrivare fino a sera ci pare una fatica immensa. Il domani che verrà tra poche ore equivale ad una eternità di tempo che non passa e non passerà mai.

Al contrario una giornata di festa in cui siamo felici, sembra volare in un attimo.

Insomma la percezione del tempo in certi periodi cambia in base ai nostri stati d’animo.

 

E com’è la percezione del tempo nella comunicazione divina?

 

MODIFICA DELLA PERCEZIONE DEL TEMPO NELLA COMUNICAZIONE SPIRITUALE

Mi capitò una volta, in una chiesa, di assistere ad un fenomeno di chiaroveggenza, in cui alcune persone contemporaneamente ricevettero una comunicazione spirituale/soprannaturale. Senza entrare adesso nell’esame del contenuto e della sua origine,[1] vorrei soffermarmi in modo molto pratico solo sul fenomeno in sé, ovvero valutando il tempo che trascorse. Mentre i veggenti pregavano normalmente, ad un certo punto, come ad un segnale invisibile a noi che assistevamo, rimasero silenziosi con lo sguardo fisso, fu una questione di pochi istanti. Poi ripresero la preghiera ringraziarono e spiegarono a tutti noi il “messaggio” che avevano ricevuto. Il messaggio era composto ovviamente di parole e frasi che avevano un senso e per raccontarlo tutto ci volle una quindicina di minuti. In pratica loro ricevettero una particolare comunicazione di due secondi, che poi necessitò di parecchi minuti per essere “tradotta”. Per dirlo in termini adatti alla comunicazione moderna essi avevano ricevuto come una impronta spirituale “zippata”, a loro perfettamente comprensibile, che pure se infusa in un flash, per esser comunicata razionalmente a noi doveva essere ”scompattata” ed espressa nel nostro linguaggio umano.

La comunicazione spirituale potrebbe avere dunque due tipi di percorsi o binari o realtà: quella dello spirito e quella della carne. La prima, ovvero la comunicazione che arriva dall’alto direttamente allo spirito nostro (infusione), viaggia ad una velocità forse superiore a quella della luce e trasmette un insieme di significati che superano o non hanno bisogno della razionalità delle parole e della sintassi. La comunicazione umana invece è solitamente più lenta, usa elaborazione razionale parole e gestualità.

 

Ho detto “solitamente” perché anche nell’uomo esiste una piccola parte che potrebbe nel suo piccolo avvicinarsi ad una comunicazione che trascende la comunicazione classica, come in parte succede nell’empatia:

 

EMPATIA

Nell’empatia si percepisce direttamente lo stato d’animo di chi ci sta di fronte. Questa percezione può essere principalmente in una sola direzione (lo psicologo è allenato, percepisce chiaramente e rapidamente lo stato d’animo di chi gli sta di fronte, ma controlla se stesso e generalmente evita la sua partecipazione emotiva). Oppure può esserci uno scambio più libero tra i due stati d’animo, in modo che come nei “vasi comunicanti”[2]  fluisca, ci si trasmetta, ciò che abbiamo dentro. Ma lo scambio, se lasciato emotivamente troppo libero, potrebbe a volte sfuggire al controllo e causare imprevisti di vario genere.[3]

 

PREGHIERA NEL PROFONDO: DUE TIPI DI COMUNICAZIONE IN CONTEMPORANEA

Quando si fa una preghiera per un’altra persona, a livello spiritualmente profondo, coinvolgendo la nostra anima,  è come unire due contenitori. Può capitare che in uno (la persona che sta in gravi condizioni psicofisiche) esista un senso di vuoto sconcertante o di paura o di aggressività o di peccato terribile in grado di scandalizzare, ecc. che possa destabilizzare chi prega per lui, se non è più che preparato. Ecco perché in certe preghiere particolari si consiglia di essere almeno in due a pregare e di usare DUE TIPI DI COMUNICAZIONE IN CONTEMPORANEA: la prima –privilegiata- è con Dio, che deve rimanere forte chiara e costante; la seconda è con l’anima della persona per cui si prega, che deve essere per così dire ascoltata “di sponda” di riflesso, con il discernimento che ci fornisce il Signore stesso.

Questa preghiera, se fatta bene, presenterà il Signore (che “riposa” già nell’anima nostra), all’anima tormentata di chi ci davanti  e permetterà come un fluire della Sua grazia da noi a lui, liberandolo dal male o per meglio dire, fornendogli i mezzi per aprire col Signore quella consapevolezza di fede che poi lo libererà da ogni male.[4]

Noi in realtà saremmo come l’asinello in cui si è appoggiato Gesù prima di entrare nella città di Gerusalemme. Sarà il Signore a farsi carico di ogni devastazione o scompenso o depressione che si trova in quell’anima tormentata, non noi, altrimenti ci schiaccerebbe.

 

Ecco che in questi casi la comunicazione divina è più complessa: certo il Signore potrebbe arrivare subito al cuore della persona che sta male, e a volte lo fa. Ma spesso preferisce usare le persone a favore di altre persone. Ciascuno di noi potrebbe essere a volte quel veicolo di grazia liberazione o guarigione che si avvicina e tocca delicatamente i sentimenti di chi è in affanno.

 

(continua)


 

[1]

Purtroppo non tutti questi tipi di manifestazioni vengono da Dio.  Per chi ha desiderio di approfondire consigliano il ns libro scaricabile gratuitamente PIC 4  - VERITA’ –PERVERSITA’ ODIERNA – MECCANISMI CONDIZIONAMENTO MEDIATICI – MATURITA’ LIBERTA’ E SENSO DI APPARTENENZA – IL TERRENO CHE SIAMO – LA TELA DEI MEDIA –POTERE E CRISTIANESIMO – RELIGIONE GLOBALE – SUGGESTIONE ANIMA E MENTE – MODELLI FAMILIARI OGGI (PDF  pag. 390 form A4- 3,19 MB) soprattutto verso il “QUARTO LIVELLO DI VERITA' - il contatto del serpente -Perché è tanto difficile discernere la falsità satanica dalla verità di Dio?” pg 139. CHI HA FRETTA invece, per farsi un’idea, potrà leggere la sola pagina in questione in qs link  IL QUARTO LIVELLO DI VERITA.

 

[3]

La comunicazione di oggi tra le persone, sempre più impulsiva e sempre meno riflessiva, sfocia facilmente in violenza o stati passionali incontrollati di vario tipo.

 

[4]

Questo è anche uno dei motivi per cui Gesù dona la pace a chi Lo segue (Giov 14:27). Il cristiano deve cercare di essere sempre sereno perché, come tutti è un “trasmettitore” più o meno consapevole di ciò che ha dentro. Se in lui “riposa” il Signore, la pace di Gesù, questa si comunicherà anche a chi gli sta vicino.

 

 

 

Pag precedente   -  pag seguente   -   indice rifless. bibliche n. 2    -    Home