Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

RUOLI ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA OGGI

  Cosa è cambiato dall’impostazione biblica alle necessità sociali dei nostri tempi?

Di Renzo Ronca – 3-1-10

 

 

 

 

Chi vive in occidente ed è di religione ebraica, musulmana o cristiana, deve fare i conti con un nuovo sistema sociale che non tiene più conto della struttura patriarcale biblica. Per molti le contraddizioni emergono. 

Pensiamo per esempio agli esodi di famiglie islamiche nei nostri paesi: due le possibilità per loro: “integrarsi” nella nuova nazione accettando dei compromessi, oppure restare chiusi nelle proprie tradizioni e nella propria religione, vivendo un isolamento sociale e qualche volta rischiando anche di andare contro la legge del paese che li ospita.[1]

In tutta l’Europa attualmente si cerca di trovare soluzioni per la difficile convivenza: le cercano i paesi ospitanti e le cercano gli emigrati, ma non è per niente facile. I figli degli esuli ad esempio vogliono vivere alla maniera occidentale ed entrano così in contrasto con i loro genitori che seguono le loro regole di fede in modo tradizionale rigido. Non di rado ci troviamo di fronte ad orribili fatti di cronaca in cui queste famiglie “scoppiano” in maniera violenta. Magari per noi occidentali è normale che una ragazza si trucchi, vesta con minigonna quando va in discoteca con amici maschi e femmine; oppure che un medico o infermiere maschio possa curare una donna in un ospedale, ma forse per loro questo è un tradimento della loro religione. Non è facile risolvere questi cambiamenti.

         Ma anche nelle nostre “tranquille” famiglie di paesi ricchi le cose non vanno per niente bene. Il cristianesimo ha le radici nell’ebraismo dove la struttura familiare rimane di tipo patriarcale. Questo contrasta fortemente in una società consumistica e tecnologica dove si è anziani già a 40 anni e dove non interessa a nessuno ciò che questi hanno da dire. L’esperienza una volta aveva valore, oggi no; ed è anche comprensibile: pensate ad esempio nel campo dell’informatica, in internet…  tutti i lavoratori devono si adeguare nelle conoscenza dell’uso dei computer negli uffici, nei software sempre più sofisticati che dopo un paio d’anni vanno rinnovati, ecc.  Gli anziani non sempre riescono a stare al passo delle nuove tecnologie e e con la concorrenza arrivista dei giovani, così le ditte, invece di fare costosi aggiornamenti preferiscono investire a tempo indeterminato in giovanissimi già al corrente dei nuovi sistemi.  In casa non è più l’uomo a mantenere una famiglia col suo lavoro; uno stipendio non ti basta più per vivere. Le mogli devono lavorare e spesso prendono stipendi maggiori dei mariti. La giusta emancipazione femminile, senza però una base con cui regolarsi, investe tutti i ruoli di tutti i campi, esagerando spesso ed entrando in competizione con i ruoli maschili. Gli uomini sono da tempo in crisi d’identità, ma non avendo riferimenti precisi spesso si ripiegano su se stessi (l’omosessualità è la prima conseguenza), oppure accettano solo convivenze, evitando il matrimonio, sia per sfuggire ai sempre più frequenti “scontri di potere” con le donne e sia per sfuggire alle responsabilità verso i figli e verso la società. Un bel quadretto non c’è che dire!

Il punto è che la società capitalistica oggi, al di là delle chiacchiere, è fondamentalmente senza Dio, egoistica, senza fede. L’unica fede che viene propagandata, soprattutto grazie alla società americana oggi dominante, è quella in se stessi.  Certo si parla di Gesù, si frequentano chiese, ma in pratica, nei paesi più “avanzati” si vive una ipocrita democrazia piena di idoli e miti, in cui il “profano” è la realtà, ed il “sacro” è solo un vago ricordo tradizionale.

Avere fede in se stessi invece che in Dio è un grosso atto di superbia. Ricordate Abacuc quando ci parla dei terribili Caldei? Il Signore ha di nuovo suscitato i Caldei un popolo “crudele ed impetuoso” (1:6) che “fa della sua forza il suo dio rendendosi colpevole” (1:11). La nazione americana anche se nata sui principi del protestantesimo diffonde questi slogan: “confida in te stesso, fatti valere, sii te stesso, avrai successo, sarai il n.1, imponiti, ce la puoi fare!” Ma questo se ci pensate bene è solo l’insegnamento di un popolo ormai ateo che non confida più in Dio. “Come il vento” (1:11) i caldei  passarono dominando crudelmente il popolo di Dio per un certo tempo. Anche ai nostri giorni è così, pure se in forma meno evidente: l’uomo fa un dio della sua sola forza. Confidando in se stesso l’uomo dimentica Dio, regredisce, diventa superbo, orgoglioso, violento, vuole conquistare sempre più potere e non sa fermarsi; pensa di avere buon senso e giudizio, crede di sapersi condurre da solo in ciò che è bene e ciò che è male.

Sostituendo se stesso a Dio l'uomo moderno non accetta più la famiglia tradizionale,  inventa nuovi modelli familiari fatti di votazioni e di uguaglianza, senza differenzazione di ruoli. Nessuno comanda, comandano tutti. Se moglie e figli decidono che il padre anziano non deve usare una sedia nel suo bagnetto, la sedia non si usa, perché il padre si deve saper mettere in discussione ed avere rispetto per il lavoro dei figli e della moglie in casa. Il padre è uno, la madre è uno, il figlio è uno. Le unità non si sommano più.  Ognuno pensa a se stesso. I figli parlano solo di diritti, le mogli di autonomia, i mariti di autoritarismo.

 Io mi sento di chiedere perdono a Dio per come ci stiamo riducendo. L’impostazione della famiglia secondo le Scritture ci è diventata nemica, eppure era per il nostro bene.

Non so di chi sia la colpa; eppure il Signore ci aveva predetto tempi difficili di grande corruzione degrado e ribellione:

 

Michea 7:4 Il migliore di loro è simile a un rovo; il più retto è peggiore di una siepe di spine. Il giorno annunciato dalle tue sentinelle, il giorno della tua punizione viene; allora saranno nella costernazione. 5 Non fidatevi del compagno, non riponete fiducia nell'amico intimo; sorveglia la porta della tua bocca davanti a colei che riposa sul tuo petto. 6 Perché il figlio offende il padre, la figlia insorge contro la madre, la nuora contro la suocera e i nemici di ciascuno sono quelli di casa sua. 7 Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso il SIGNORE, spererò nel Dio della mia salvezza; il mio Dio mi ascolterà.

 

 E' la stessa presenza di Cristo che paradossalmente dividerà le famiglie tra chi è fedele a Lui e chi non lo è, per questo dice ancora:

 

Matt 10:34 Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. 35 Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua.

 

Ecco allora che la famiglia può essere un luogo delizioso dove risposare lo spirito nostro nella pace oppure un posto infernale dove c'è sempre guerra.

         Voglio ricordare le parole di Geremia quando parla dei Recabiti:

 

Ger 35:8 Noi abbiamo ubbidito alla voce di Ionadab, figlio di Recab, nostro padre, in tutto quello che ci ha comandato: non beviamo vino durante tutti i nostri giorni, tanto noi, che le nostre mogli, i nostri figli e le nostre figlie;

18 Alla casa dei Recabiti Geremia disse: «Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele: "Poiché avete ubbidito all'ordine di Ionadab, vostro padre, e avete osservato tutti i suoi precetti e avete fatto tutto quello che egli vi aveva prescritto, 19 così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele: 'A Ionadab, figlio di Recab, non verranno mai a mancare discendenti che stiano davanti alla mia faccia'"».

 

Dio non cambia coi tempi, rimane lo stesso[2], come i suoi consigli per il nostro bene, come l’impostazione della famiglia che ha in significato molto profondo perché realizzata su un modello celeste meraviglioso, troppo lungo ora da spiegare. I nostri “modelli sociali avanzati” non tengono più conto dell’uomo-sacerdote, della donna-chiesa, dei figli ubbidienti per prepararsi alla vita. Si articolano in una apparente uguaglianza che tiene conto di coppie di fatto, famiglie di soli uomini, di sole donne a cui si affidano persino dei bambini…  L’idea della donna sottomessa all’uomo fa ridere, come sembra assurda l’idea di un uomo responsabile al punto tale da dare le vita per la moglie. Che poi i figli siano ubbidienti è pura fantascienza in un mondo dove tutti sanno già tutto.

 

Che possiamo dire di più? Benedetti coloro che riescono a mantenere nelle proprie famiglie gli insegnamenti di Dio con intelligenza e sapienza, nell’umiltà e nel rispetto della diversità dei ruoli; per loro ogni progetto sarà colmato di benedizioni.

 

Caro fratello o sorella se ti trovi in situazioni familiari difficili, lasciati sempre guidare da Dio e non dalle passioni o dal sentimento o dalla sola ragione: ricordati quanto abbiamo scritto sopra, cosa disse in Michea quando si trovò in situazioni simili: "Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso il SIGNORE, spererò nel Dio della mia salvezza; il mio Dio mi ascolterà".

 


 

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[1] L’obbligo di mostrare il viso per il riconoscimento ad esempio contrasta con l’obbligo del velo per le donne.

[2] Malachia 3:6

 

 

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