AMBIGUITA’ TRA ADORAZIONE E VENERAZIONE - da "AVVICINIAMOCI AI COMANDAMENTI BIBLICI IN MODO RAGIONATO" parte 16 - di Renzo Ronca – 26-2-19

 

 

 

(segue)

 

Es 20:4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire…

 

Il secondo comandamento è semplice, non richiede particolare intelligenza per l’interpretazione. Certe cose non vanno fatte e basta;  se siamo umili ci atteniamo ad esse senza problemi. Ma non siamo umili e l’abitudine a mettere tutto in discussione e il desiderio di primeggiare sugli altri (come di una chiesa di primeggiare su altre chiese) ci fa spesso arrampicare su dottrine complesse a dir poco discutibili, che con la Bibbia hanno poco a che fare.

L’ingannatore per farci trasgredire questo comandamento doveva trovare un abile e sottile ragionamento; doveva mantenere un peccato di idolatria camuffandolo, convincendo i fedeli che non fosse peccato e che non fosse idolatria. Non era facile. E’ anche per questo che uscì il discorso ambiguo della “venerazione”. [1]

  

I due termini adorazione e venerazione, al di là delle belle teorie dottrinali, fanno confondere i cristiani. Anche se l’etimo, cioè l‘origine, di venerare guarda caso deriva dalla dea Venere, tuttavia secondo me non è nei significati linguistici che va cercato l’inganno, bensì NEI FATTI davanti a Dio: se io mi inginocchio e prego l’Eterno, lo “adoro” e va tutto bene; se mi inginocchio e prego un santo lo “venero”… Forse non usando la parola “adoro” penso di essere fuori dal peccato?  In realtà a me sembra solo un espediente per tacitare la coscienza; in pratica si fa la stessa cosa seppure usiamo due verbi diversi per dirlo. Infatti, nella pratica di tutti i giorni (e non con il “teologhese”), i credenti cattolici PREGANO sia Dio che i santi e fanno dunque ciò che non è permesso; cioè commettono peccato. Anzi, nelle statistiche la preghiera alle persone morte (santi) supera addirittura quella a Gesù Cristo o a Dio stesso, come abbiamo visto in una nota precedente.

Dobbiamo stare molto attenti a chi preghiamo: essere adorato è uno dei desideri di Satana che vuole farsi passare per un dio. Ecco infatti cosa dice l’ingannatore a Gesù in una delle tentazioni-tipo: 

Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: 9 «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori». 10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: "Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:8-10)

Checché se ne dica il venerare cattolico nella pratica dei fedeli, nonostante l’artifizio letterario, è comunque il presentare un culto ad un essere morto, un pregare una persona morta nella fiducia che questa, dall’al di là, possa esaudirci. Una chiesa può fare quello che vuole nella sua dottrina, non intendo polemizzare, ma quando afferma che lo dice Dio, allora altri cristiani possono essere in disaccordo senza che nessuno si offenda. Tra l’altro non mi pare che la parola “venerare” esista nella Bibbia. Questa introduzione contorta di fare differenze tra adorazione e venerazione, tollerando di fatto i culti alle persone morte, ha messo i fedeli in grande disagio e contraddizione. Chissà, forse è per questo che  ad un certo punto depennare tutto il secondo comandamento ha fatto anche comodo a chi ha provocato, volutamente o meno,  la confusione.

Però non per tutti i fedeli il cambiamento è stato accolto come se niente fosse:  molti credenti come me, anche se per tanti anni hanno creduto che i comandamenti biblici fossero quelli imparati a memoria nel catechismo cattolico che ci era stato insegnato, quando poi si sono resi conto che non era così, ci sono rimasti male e hanno riflettuto a lungo. Partendo da lì hanno cominciato ad avere dubbi su tutto il resto delle dottrine insegnate riesaminandole. Per questo ancora oggi, da qualsiasi parte arrivino interpretazioni e dottrine,  cattoliche, evangeliche o ortodosse, le vanno sempre a controllare sulla Bibbia. Giustamente.

Attti 17:10 Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei. 11 Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.

 

NON SOLO LE PERSONE MORTE

             Ad ogni modo la stessa proibizione a pregare a rendere culto ad inginocchiarsi ecc. vale non solo per le persone morte (santi), ma per tutte “le cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra”; vale a dire non si può pregare inginocchiarsi o rendere una qualsiasi forma di culto non solo alle persone morte ma anche a un qualsiasi angelo del cielo o un qualsiasi spirito sotto terra. In pratica si può pregare solo Dio.

“Io, Giovanni, sono quello che ha udito e visto queste cose. E, dopo averle viste e udite, mi prostrai ai piedi dell'angelo che me le aveva mostrate, per adorarlo. 9 Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo; io sono un servo come te e come i tuoi fratelli, i profeti, e come quelli che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio!»” (Apocalisse 22:8-9)

 

COSA FARE PER NON SBAGLIARE 

Che molte dottrine o filosofie siano interessanti e affascinanti è vero, però, secondo me, visti tanti precedenti storici negativi e soprattutto visto cosa ha portato la neutralizzazione del secondo comandamento biblico contro l'idolatria (che esamineremo meglio la prossima volta), per non sbagliare dovremmo attenerci solo a quanto sta scritto nella Bibbia senza avventurarci in troppe filosofie. Facciamo del nostro meglio se vogliamo servire il Dio che si è rivelato per mezzo della Bibbia e si è incarnato in Cristo! Conosciamo la Scrittura canonica e in essa regoliamo la nostra fede. Le cose che non ci sono scritte, anche se dottrinalmente attraenti, se volete seguirle seguitele pure (possibilmente senza dire che l’ha detto Dio), ma a noi, con tutto il rispetto, non interessano.

 

(continua)

 

 


[1]

Nel Cristianesimo tradizionale (Cattolicesimo e Cristianesimo ortodosso in particolare), la venerazione dei santi è l'onore reso a coloro che, dopo una vita secondo la volontà divina, sarebbero giunti in paradiso, e attraverso loro onorare Dio che li fece e nella cui immagine essi furono fatti. Nella teologia cattolica e in quella ortodossa, la venerazione è un tipo di onore distinto dall'adorazione, che è dovuta solo a Dio. I teologi della chiesa hanno da tempo adottato il termine latria per l'adorazione dovuta solo a Dio e dulia per la venerazione offerta ai santi e alle icone. La teologia cattolica include anche il termine iperdulia per il tipo di venerazione specificatamente offerta a Maria,la madre di Gesù. Questa distinzione è chiarita nelle conclusioni dogmatiche del Settimo Concilio ecumenico (anno 787), che decretò anche che l'iconoclastia (proibizione delle icone e della loro venerazione) è un'eresia che equivale alla negazione dell'incarnazione di Gesù Cristo. La venerazione può mostrarsi esteriormente con un rispettoso inchino o dal farsi il segno della croce davanti all'icona o immagine di un santo o alle sue reliquie o alla sua statua. Questi oggetti sono spesso anche baciati. In alcune altre tradizioni religiose la venerazione è considerata equivalente all'eresia di idolatria, e la relativa pratica di canonizzazione equivale all'eresia di apoteosi. La teologia protestante generalmente nega che si possa fare una reale distinzione tra venerazione e adorazione e afferma che la pratica della venerazione distrae l'anima cristiana dal suo vero obiettivo, che è l'adorazione di Dio. Nella sua Istituzione della religione cristiana Giovanni Calvino scrive: "È anzi a questo scopo che si è inventata la distinzione tra latria e dulia: per poter trasferire, senza peccare, l'onore di Dio agli angeli e ai morti". Molti anglicani, però, venerano i santi, e comunque anche le confessioni cristiane che non ammettono la venerazione dei santi ne riconoscono l'esistenza, dando però al termine santi un significato diverso da quello datogli dalla Chiesa cattolica. (Wikipedia - il grassetto è nostro)

 

 

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