RICORDATI...  Una memoria dolorosa e liberatoria dell'antica colpa nel quarto comandamento  del riposo sabbatico  -

da "AVVICINIAMOCI AI COMANDAMENTI BIBLICI IN MODO RAGIONATO" parte 6 - di Renzo Ronca - 22-1-19

 

(segue)

Il comandamento del riposo del sabato, il settimo giorno, si inserisce tra gli altri comandamenti a metà, chiudendo quelli riferiti all’Eterno (i primi quattro) ed aprendo quelli dedicati al prossimo (i rimanenti sei):

 Esodo 20:1-17
1 Allora Dio pronunciò tutte queste parole:
(PRIMI QUATTRO COMADAMENTI)

2 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
3 Non avere altri dèi oltre a me.
4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
7 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
8 Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. 9 Lavora sei giorni e fa' tutto il tuo lavoro, 10 ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; 11 poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.

(RESTANTI SEI COMANDAMENTI)
12 Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.
13 Non uccidere.
14 Non commettere adulterio.
15 Non rubare.
16 Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
17 Non concupire la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo».

RICORDATI

8 Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo.

E’ interessante notare all’inizio di Es 20:8 la parola Ricòrdati”.

Il quarto comandamento sul riposo sabbatico inizia col ricordare qualcosa che evidentemente c’era già prima. L’istituzione del sabato infatti, come dice lo stesso comandamento "poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno (Es 20:11a)",  risale alla creazione: “31 Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno. 1 Così furono compiuti i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. 2 Il settimo giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l'opera che aveva creata e fatta.” (Genesi 1:31; 2:1-3)

La memoria secondo una definizione è “la capacità di un organismo vivente di conservare tracce della propria esperienza passata e di servirsene per relazionarsi al mondo e agli eventi futuri. La funzione in cui si esprime la memoria è il ricordo, la cui diminuzione o scomparsa è l’oblio.(…)[1]

 

Non possiamo conoscere il tono l’inflessione della voce con cui si debbano pronunciare i comandamenti, tuttavia se pensiamo all’insistenza della parola “buono” ad ogni giorno della creazione e a espressioni bibliche come questa: “Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE: “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.” (Geremia 29:1), e a moltissime altre frasi,[2]    possiamo pensare a quel “Ricòrdati” (del giorno del riposo per santificarlo), non come ad imperativo del tipo “fai così se no ti punisco!”, quanto invece di un accorato forte deciso invito, molto sofferto, ricolmo di amore e compassione da parte del Creatore, che conosce la nostra natura fragile, la nostra facilità a dimenticare il bene ricevuto e di diventare irriconoscenti (di dieci lebbrosi guariti solo uno tornò a ringraziare Gesù -Lc 17:11-19), e solo per amore si sporge come per indicarci una porta da aprire per il nostro bene. Penso che questa porta del “bene”, della “santità” da aprire sia proprio quella della memoria dell’amore di Dio Padre dimenticata dall’uomo, ma  risvegliata da Dio stesso.

 L’uomo da solo non ha il potere di ricordare alcuni fatti gravi del suo passato antico primordiale, di quando era stato appena creato. Se ricordasse in un attimo tutto il trauma dell’allontanamento dall’Eden, probabilmente sarebbe subito oppresso annientato dalla paura che deriva dalla consapevolezza di essere separato da Dio, e dal senso di colpa per quanto ha commesso. “16 Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te». 17 Ad Adamo disse: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi; 19 mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai».(Gen 3:16-19)

Ricordare dunque in questo caso non è che sia piacevole per noi; però può aiutarci un Padre-Medico che sa prima come proteggere la mente e poi come aprirla alla memoria. “Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.” (Gen. 3:21). In quelle tuniche di pelli c’era già il programma di Dio Padre: un amaro sacrificio di sangue (l’animale ucciso per farne un vestito) che preannunciava il sacrificio di Dio-Cristo stesso. Rendersi conto improvvisamente di cosa significhi la colpa di una condanna e la colpa per un necessario sacrificio (qualcuno che muore ucciso per “ricoprirti” per salvarti, che muore al posto tuo) potrebbe farci cadere ulteriormente nella disperazione; per questo Dio opera un risveglio progressivo del nostro passato antico.

Pensate a come si cura oggi un trauma grave con la psicoterapia: certe lesioni psicologiche, certi shock, certi turbamenti forti, vengono rimossi per difesa dalla nostra coscienza che li mette, per così dire, dentro a un cassetto (l’inconscio). Come spiega la ns psicologa psicoterapeuta Gabriella Ciampi,  quel ricordo può restare per anni nascosto in un angolo della mente e non farsi sentire creando una specie di zona d'ombra, oppure può farsi sentire attraverso disturbi fisici o particolari reazioni emotive e/o comportamenti indirettamente collegati allo shock/ferita. La psicoterapia prende in considerazione queste reazioni/sintomi che hanno origine in quei ricordi insabbiati, e li riporta gradualmente alla luce, piano piano li rende coscienti, ma solo dopo aver rafforzato le risorse della persona, solo dopo aver costruito una protezione che ammortizzi l'effetto del ricordo che viene risvegliato. Il ricordare quel dolore, la coscienza/consapevolezza di quella ferita, porta sulla via della cura.

Se consideriamo la generazione dell’uomo dalla creazione ad oggi, possiamo capire che ci fu nel suo passato qualcosa di terribile, una colpa che è nel cassetto dei ricordi rimossi, che di malavoglia l’uomo va a riscoprire perché gli causa dolore e vergogna per un senso di colpa non risolto e difficilmente gestibile (Gen 3:8 Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino. 9 Dio il SIGNORE chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?» 10 Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto»).

La gradualità della “presa di coscienza” del nostro passato può avvenire solo ad opera di chi ci ha creati perché Lui solo, come un Grande Psicoterapeuta, sa quando e come agire.  Ecco perché come abbiamo detto, l’inizio di questa “cura”, se così possiamo chiamarla, sta proprio in quel “Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.” (Gen. 3:21); un programma di protezione, risveglio della memoria e ritorno consapevole alla casa del Padre.

Ma come fa il Signore a riportare alla mente cose spiacevoli e allo stesso tempo a rafforzarci? Certo Egli consce infiniti modi, tuttavia io pensavo ad uno in particolare: ad un ricordo bello che sta sotto il ricordo brutto in modo da attutirlo, in modo da ricoprire subito il senso di colpa che ci schiaccerebbe. Mi spiego meglio: non c’è solo il ricordo della colpa, ed è questo il punto importante: in uno strato precedente di questa memoria, in fondo al cassetto,  in un tempo che risale ancora prima della colpa che causò l’allontanamento dall’Eden, vi è il ricordo dello stesso Dio, l’imprinting della creazione di cui parlammo già in altri scritti. Sono convinto che qualcosa nell’uomo “conosca” Dio; forse già lo vedemmo quando la nostra massa informe prese vita ed aprimmo gli occhi per la prima volta e vedemmo il Suo sguardo… 

“I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d’essi era sorto ancora. Oh, quanto mi sono preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande il loro insieme!” Salmi 139:16-17.

E’ questo ricordo sublime che Dio risveglia per primo nelle radici del nostro passato; ed è sempre con questo ricordo sublime di Sé, che Dio Spirito va a scoprire pian piano le nostre zone oscure. Le mette per un instante allo scoperto e noi proviamo un dolore indicibile, però quasi subito le ammanta col Suo amore, col Suo sguardo di Padre, e, seppure ancora nel nostro stato terreno di “separati da Lui”, possiamo continuare a vivere nella speranza, avendo Lui nel cuore.

             Ecco allora lo spirito giusto che dovremmo avere prima nel leggere il quarto comandamento del riposo sabbatico: “Ricòrdati”… ovvero predisponiamoci all’apertura, all’ascolto, al risveglio primaverile… ad uscire dal chiuso dei limiti della nostra mente.

(segue)


 

[1]

Dalla “Enciclopedia di psicologia” di Umberto Galimberti – Garzanti

 

[2]

“Due passeri non si vendono per un soldo?  Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro.  Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.   Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.” Matteo 10:29-31

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.  Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli”. Romani 8:28-29

 “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”. 1 Pietro 2:9.

“In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà”. Efesini 1:4-5.

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” Efesini 2:10.

“Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.” 1 Timoteo 2:3-4.

“La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù. Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.” 2 Pietro 1:3-4.

 “Poiché il Signore non ripudierà il suo popolo e non abbandonerà la sua eredità.” Salmi 94:14.

“Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia”. Esodo 19:5.

“Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai”. Giosuè 1:9.

“Il Signore cammina egli stesso davanti a te;  egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non perderti di animo” Deuteronomio 31:8.

“Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” Romani 8:38-39.

 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” Giovanni 3:16.

“Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna”. Romani 6:22.

“…ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna”. Giovanni 4:14.

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi”. Giovanni 14:2-3

 “Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro,  e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate”. Apocalisse 21:3-4.  (da cristianesimoattivo.it)

 

 

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