IL DISAGIO DEI VERI CRISTIANI RIMANENTI E IL LORO DIFFICILE PROSEGUO DEL CAMMINO

=NUOVO MOVIMENTO CRISTIANO 2 - SPIEGAZIONE PIU’ ACCURATA -  di Renzo Ronca – 16-10-18 - parte 3=

 

 

 

 

(segue)

Riporto una recente mail che forse ci può aiutare:

DOMANDA: “Riguardo al discorso di ricerca di una chiesa, volevo precisare che non appartengono a nessuna denominazione, anzi fin dal principio il Signore ha ben chiarito che devo rinnegare le sette e religioni mondane di origine pagane. Per tale ragione mi rivolgo a te, perché mi è parso di capire che hai lo stesso insegnamento a riguardo e non avendo ancora trovato dei fratelli vicino a me ho pensato che magari mi potevi indicare come trovarli. Non mi fraintendere, non sono spinto dal desiderio di appartenenza, il Signore mi dona tutto ciò di cui ho bisogno, ma la necessità di trovare una "chiesa" cioè dei fratelli "chiamati", "appartarti" è data per il completamento a perfezione della mia conversione e santificazione. […] devo portare a compimento l'opera di Dio che è in me e per fare questo devo essere membro del corpo del Cristo, operare in comunione con i fratelli, per operare in comunione con il Signore, secondo la sua volontà.”

 

Questo fratello ha toccato un problema attuale molto grande e complesso: il voler seguire una chiesa perché così sarebbe giusto e allo stesso tempo il non trovare una chiesa che sia corrispondente ai nostri bisogni spirituali.

Cercherò allora di fare una specie di riassunto breve per esporre almeno in parte il mio pensiero in merito:

 

I tempi in cui viviamo (che io penso essere gli ultimi tempi) sono contraddistinti anche da una apostasia molto estesa nel popolo cristiano (cattolici, ortodossi, protestanti)[1]. In tutti questi che presentano spesso una fede spuria adulterata corrotta, dove si prega di tutto e persino le immagini sembrano rivestite di poteri particolari,  il Signore, ad opera dello Spirito Santo, sta procedendo ad una specie di filtraggio, di passaggio al setaccio, in modo da lasciare un rimanente dalla fede pura che non idealizzi più né persone morte o vive né oggetti.

 

La tendenza a seguire una comunità di fratelli è giusta e bisognerebbe attuarla, d’altra parte il diventare dipendenti di una comunità forse limitata o comunque con delle estraneità, potrebbe chiudere l’espansione dello Spirito Santo nel ns cuore. Allora occorre trovare un difficile equilibrio tra possibile “permanenza” senza eccessiva “appartenenza”: saper ascoltare tutto ma prendere solo ciò che è santo e buono. Il che ovviamente è molto, molto difficile, perché dipende dalla maturità della fede di ogni singola persona e si possono fare diversi errori, per esempio di ribellione o di orgoglio.

 

Anche noi evangelici non siamo esenti dalle idolatrie: spesso facciamo della nostra stessa chiesa un idolo; o di certe nostre dottrine facciamo delle leggi come dogmi; o anche paradossalmente della Scrittura stessa facciamo un idolo, come se  “la Parola” fosse un distaccamento di Dio con vita propria. Non c’è potente magia nella parola del Signore, ma sono i Suoi insegnamenti (non le parole in se stesse) che possono portare una rinascita in noi.

 

Il fratello che ci scrive ha ragione quando sente di dover appartenere alla chiesa di Cristo: ma chi ha detto che non sia già così? C’è una chiesa visibile e concreta ma anche una chiesa invisibile di cui solo il Signore conosce i confini.[2]

 

D’altra parte tra spirituale e pratico c’è una bella differenza; la chiesa è anche una realtà tangibile e vivibile. Tanti credenti sentono la giusta necessità di condividere la fraternità della Chiesa e la Scrittura ce lo insegna. Ma sorgono diversi interrogativi: “Seguire” una chiesa, quale? come? Obbedire fino a che punto, se si presentasse una dottrina non conforme?

Non è possibile fare un manuale con le indicazioni, ogni persona è tenuta prima di tutto a curare  in se stessa la maturità propria fede in rapporto allo Spirito Santo che ci guida. Questo significa che lo spirito nostro e lo Spirito di Dio devono essere in continua comunione, perché solo così la nostra coscienza (risultante dell’incontro anima-Dio) può essere in grado di indicarci la modalità del ns cammino.

 

Noi evangelici guardiamo con sospetto il cammino in solitudine e il misticismo inteso come rapporto diretto anima-Dio,[3] però forse siamo troppo intransigenti quando indichiamo come corretto, solo il cammino comunitario. Gesù faceva entrambe le cose: viveva nella comunità coi discepoli ma allo stesso tempo, appena poteva, si isolava nella preghiera personale, da cui riceveva forza consolazione e sapienza. Il cammino in solitudine, temporaneo breve o lungo che sia, può essere un errore per chi non è chiamato a farlo, ma può essere invece la strada più breve per unirsi a Dio, quanto un cuore è predisposto. Questa esperienza mistica di un’anima così appartata da Dio stesso, quando poi è condivisa con i fratelli, può essere un grande dono per una comunità.

 

Cosa fare allora? Frequentare o non frequentare una chiesa? E quale?

 

Secondo me si può frequentare tranquillamente una chiesa senza idealizzarla, ma occorre una grande vigilanza ed un continuo rapporto interiore con il Signore.

 

Di solito le denominazioni evangeliche cercano di mantenere la loro identità, sembrano aperte a parole, ma sono dottrinalmente molto chiuse. Esse ritengono sempre di essere una più giusta delle altre ed hanno un occhio troppo attento alle decime. Però ci possono essere bravi anziani bravi pastori… 

Diciamo così: soprattutto all’inizio è bene condividere l’adorazione al Signore e la preghiera comunitaria (purché non sia troppo confusionaria); e se qualche comunità applica questo spazio nel culto va bene. Poi dopo gli insegnamenti di base è bene studiare le scritture o spingere il pastore ad affrontare studi che riguardino il ritorno di Gesù in modo da rafforzare la fede e preparare i fedeli in modo serio. Infine è bene sempre mantenere e sviluppare anche un rapporto personale con Dio; Egli non ti farà mancare nulla di quello che la tua anima ha bisogno. Infine se una chiesa “va stretta di spalle” si può transitare in un’altra.

Non sono male anche le riunioni in piccole cellule di preghiera cristiana di 4-10 individui, in cui, se le aspirazioni sono sane, è più facile seguire e pregare.

L’importante comunque è che non ci si aspetti dalle chiese e di pastori la perfezione. Spesso infatti chiese e pastori hanno bisogno di molto aiuto, di vento spirituale fresco, un aiuto che anche persone esterne, non ufficialmente iscritte nel “registro di chiesa”, possono dare.

 

A conclusione c’è da dire che, a prescindere da come la pensiamo, i tempi che ci vengono incontro sono quelli che sono. Noi viviamo per fede[4] e secondo la nostra fede l’apostasia attuale esiste[5] e caratterizzerà questi ultimi tempi della chiesa; il ritorno del Signore Gesù esiste;[6] il rapimento della chiesa esiste;[7] il giudizio di Dio esiste e fa parte del piano di Dio; per cui inevitabilmente dobbiamo vigilare e cercare la giusta integrità con ogni mezzo. Quando Israele apostatava unendosi alle idolatrie di Babilonia, i profeti di Dio non dicevano al popolo: “seguite lo stesso quello che vi dicono”, bensì dicevano: “uscite da queste pratiche perché sono un abominio davanti a me”.[8] I tempi stabiliti da Dio e la Sua ira contro il peccato, che oggi è cresciuto a dismisura, non è da prendere alla leggera: l’Apocalisse di Giovanni per noi è un libro che esiste ancora, valido più che mai quando riprende e condanna le abominazioni che erano di Babilonia e che ancora esistono:

Apoc 18:”2 Egli gridò con voce potente: «È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. 3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso».

4 Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi; 5 perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità.”

 

Credo dunque che nei tempi in cui viviamo, lo Spirito Santo ci spinga ad una riflessione e ad una RESPONSABILITÀ PIÙ PERSONALE delle Scrittura e dei fatti rispetto a qualche decennio fa. Se le chiese ripetono parole vuote soffocando spesso lo Spirito Santo, cioè pur leggendo le Scritture non preparano i fedeli a quanto sta per avvenire, perché allora dovremmo addormentarci pure noi? L’invito alla vigilanza è rivolto al cuore di ciascun singolo credente.

 

(continua)

 

 

 

 

 

 


 

[1] Vedremo il tema dell’apostasia già prevista dalle Scritture nel prossimo capitolo.

 

[2] «Il concetto teologico cristiano di "chiesa invisibile" è affermato prevalentemente nell'ecclesiologia protestante, laddove per "chiesa" si intende essenzialmente una realtà spirituale conosciuta solo da Dio, realtà che trascende le sue manifestazioni storiche contingenti, imperfette e fallibili, quelle che nascono e si sviluppano in questo mondo. Il punto di base di questa dottrina è che, dato che la Chiesa è la "sposa di Cristo", il corpo di Cristo, e quella che riceve tutte le benedizioni spirituali di Cristo, solo i veri credenti possono essere considerati membri della Chiesa.» (wikipedia)

 

[3] Vedi nella ns pagina http://www.ilritorno.it/studi_bibl/613_pregh-quando_e_come_pregare_n-UT-p5.htm la parte intitolata “Gli evangelici e la mistica in genere”.

 

[4] Abacuc 2:4 “Egli è pieno d'orgoglio, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà.” 

Romani 1:17 “poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà»”. 

Galati 3:11 “E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede.” 

Ebrei 10:38 “ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce»”

 

[5] 1Timoteo 4:1 “Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni”

 

[6] “Quanto al Nuovo Testamento, si è calcolato che  319 versetti, cioè 1 su 25, sono dedicati al ritorno del Cristo. Dunque si può affermare che poche dottrine bibliche sorpassano per importanza quella della quale ci occupiamo”

da “Il ritorno di Gesù Cristo” di René Pache.

 

[7] 1 Tess 4:13-18 “13 Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. 14 Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. 15 Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; 16 perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. 18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.”

 

[8] Ger 51: “44 Io punirò Bel a Babilonia, gli trarrò di gola ciò che ha trangugiato; le nazioni non affluiranno più a lui; perfino le mura di Babilonia sono cadute. 45 O popolo mio, uscite di mezzo a lei, salvi ciascuno la sua vita davanti all'ardente ira del SIGNORE! 46 Il vostro cuore non si avvilisca, non vi spaventate delle voci che si udranno nel paese;

poiché un anno correrà una voce e l'anno seguente correrà un'altra voce; ci sarà nel paese violenza, dominatore  contro dominatore. 47 Perciò, ecco, i giorni vengono in cui io farò giustizia delle immagini scolpite di Babilonia..”

 

 

 

 

 

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