Zaccaria 5:5-11 - La visione dell’efa -  3-10-18  - di Filippo

 

L’angelo che parlava con me uscì e mi disse: «Alza gli occhi e guarda che cosa esce là». Io domandai: «Che cos’è?» Egli disse: «È l’efa che esce». Poi aggiunse: «In tutto il paese non hanno occhio che per quello». Ed ecco, fu alzata una piastra di piombo, e in mezzo all’efa stava seduta una donna. Egli disse: «Questa è la malvagità», e la gettò in mezzo all’efa; poi gettò la piastra di piombo sulla bocca dell’efa.

Poi alzai gli occhi, guardai, ed ecco venire due donne: il vento soffiava nelle loro ali, e le ali che avevano erano come ali di cicogna; ed esse sollevarono l’efa fra terra e cielo. 10 Io chiesi all’angelo che parlava con me: «Dove portano l’efa?» 11 Egli mi rispose: «Nel paese di Scinear, per costruirgli una casa; quando sarà preparata, esso sarà posto sopra la sua base». (Zaccaria 5:5-11)

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Zaccaria è considerato uno dei profeti minori dell’Antico Testamento. Iniziò il suo ministero profetico intorno al 520 a.C., nel periodo immediatamente dopo l’esilio babilonese. Il suo libro, infatti, si rivolse principalmente ai reduci ebrei che erano stati deportati a Babilonia, ma per le profezie in esso contenute, questo libro è ancora oggi molto importante per la sua concezione prettamente messianica e per i chiari riferimenti alla prima ed alla seconda venuta di Gesù. Composto soltanto da quattordici capitoli, ma citato per ben quaranta volte nel Nuovo Testamento, questo libro stupisce gli studiosi per la quantità e la precisione delle profezie: sue sono quelle che predicono l’ingresso di Gesù a Gerusalemme (9:9), il Suo tradimento per trenta sicli d’argento (11:12-13), la Sua morte quale pastore percosso e umiliato (13:7), il Suo ritorno sul monte degli Ulivi (14:4) e il Suo regno millenale come sommo sacerdote e Re (14:9). Le visioni simboliche del profeta Zaccaria hanno finora avuto un adempimento parziale, ma molte di queste profezie potrebbero realizzarsi nell’immediato futuro.

Oggi, prenderemo in esame la settima profezia di Zaccaria: la visione dell’efa.

L’efa, era la massima unità di misura nell’ambito commerciale. Ai giorni nostri, si potrebbe intendere come un recipiente avente la capacità di contenere una persona, cioè circa 35 litri.

L’angelo incaricato di parlare a Zaccaria, gli fa vedere che dentro di essa era stata fatta entrare una donna, che rappresenta la personificazione della malvagità, la quale sarebbe stata tenuta a freno da un coperchio di piombo e pronta per essere trasportata nel paese di Scinear (Babilonia), ossia tra l’odierno Iraq e la Siria. Secondo questa profezia, la malvagità del paese, sarebbe stata trasportata da due donne, aventi ali simili a quelli di cicogna, le quali gli avrebbero costruito una casa, ovvero una realtà stabile, forse un tempio, e dove l’efa avrebbe avuto il posto d’onore.

Sappiamo che al tempo del profeta Zaccaria, Israele fu purificata dall’idolatria dopo la cattività babilonese, quindi, questa visione si estende profeticamente, con ogni probabilità, al periodo dell’oscurità e della malvagità descritto in altri vari passi della Scrittura, quando tutte le nazioni della terra abbracceranno la peggiore forma di idolatria e religiosità, arrivando persino ad adorare l’Anticristo come Dio. (1)

Che cos’è la malvagità se non immoralità, degenerazione, corruzione, indifferenza, ed ogni inclinazione al male.

Leggiamo cosa dice la Scrittura in 2Timoteo 3: “Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore. Guardati bene da costoro!

Basta dare un rapido sguardo a giornali e notiziari per renderci conto subito in che genere di mondo viviamo. Se ci facciamo caso, ogni giorno, siamo ripetutamente bersagliati da brutte notizie. È noto a tutti che le notizie cattive attraggono l’attenzione più di quelle buone e che aumentano le tirature dei quotidiani ed alzano gli ascolti della tv, tuttavia è innegabile che ci sia in atto un rapido e progressivo peggioramento delle condizioni di vita di gran parte della popolazione mondiale.

In un mondo dove l’informazione, la ricerca scientifica e lo sviluppo economico avrebbero dovuto donare all’uomo il benessere tanto sperato, l’umanità si trova ancora a dover fare i conti con la miseria, le malattie, le guerre ed ogni genere di sofferenza. La diffusione generalizzata della miseria e dell’indigenza rappresenta uno scandalo sociale inammissibile; l’aumento di diseguaglianze, atrocità e crimini, sono una palese ferita insanabile.

Se poi ci prendiamo due minuti del nostro tempo per analizzarne le cause, quasi sempre ci accorgiamo che sono il risultato evidente dell’egoismo e dell’attaccamento morboso al denaro da parte dell’uomo: in altre parole, “tutti cercano i propri interessi (Filippesi 2:21).

Ma noi credenti siamo stati anticipatamente messi in guardia da tutte queste cose: sappiamo che, negli ultimi tempi, il cuore dell’uomo sarebbe divenuto ricolmo di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia e malizia e che l’invidia, l’omicidio, la contesa e la frode sarebbero divenuti gli strumenti di ogni forma di male.

La malvagità si traveste continuamente; muta le forme nel tempo, ma non la sua essenza.

Sappiamo che “…Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna; affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano giudicati.” (2Tessalonicesi 2:11-12)

Dopo queste tristi considerazioni, vorrei riprendere la profezia del profeta Zaccaria, alla luce di un mio personale ragionamento, che adesso tenterò di chiarire e sintetizzare il più possibile.

Ho riflettuto parecchio su queste due frasi: “«È l’efa che esce»” e “«In tutto il paese non hanno occhio che per quello». Leggendo il seguito della profezia abbiamo visto che l’angelo spiegò a Zaccaria che si trattava della malvagità, e che un giorno sarebbe stata rimossa da Israele per essere trasferita sul piedistallo di una nuova “casa” o tempio, dove presumibilmente sarebbe stata venerata come un idolo.

Allora mi sono chiesto: “Chissà se quel giorno di cui parlava Zaccaria è già in corso? Da che cosa potrebbe uscire l’efa? Cosa vorrebbe dire che in tutto il paese non hanno occhio che per quello?”.

Poi mi sono dato questa interpretazione, che ripeto, è esclusivamente personale.

Se consideriamo che il nostro corpo è effettivamente il tempio dello Spirito Santo, credo che Il Signore stia in qualche modo già operando in noi affinché ogni opera malvagia venga rimossa dalle nostre vite. Quindi, noi credenti non dovremmo avere occhio che per quello; cioè santificare le nostre vite perché sul piedistallo del nostro tempio vi sia solo Cristo e affinché ogni opera malvagia; fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria, venga fatta morire, cioè rimossa, in attesa della Sua venuta.

In Matteo 21:12-17 c’è scritto: “Gesù entrò nel tempio, e ne scacciò tutti quelli che vendevano e compravano; rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi.” Oggi, Gesù continua a scacciare e rimuovere in noi tutti quegli elementi estranei che insultano e dissacrano il tempio dello Spirito Santo, in attesa che la malvagità venga definitivamente rimossa dal mondo intero, e si realizzino le promesse del Regno.

 

 

 

 

NOTE

(1) (n.d.r) Il periodo che chiamiamo di “distretta o tribolazione” sarà molto duro per tutti gli uomini rimasti nel mondo perché sarà tolto l’impedimento alle potenze del male che riusciranno a ingannare tutti. Questo “impedimento” alla uscita dell’anticristo è il termine biblico che traduciamo con "ciò che lo trattiene" è "katechon", che nessuno sa con esattezza chi  o cosa indichi; anche se a quel tempo i discepoli evidentemente lo sapevano bene. Tra le varie ipotesi trovate per es. nel testo "Apocalisse" di M. Distort sono l'impero romano, la Chiesa, Dio nella Persona dello Spirito Santo, la proclamazione del Vangelo a tutte le genti, l'imperatore cristiano, il Sacro Romano Impero, il papato, l'arcangelo Michele.  Noi riteniamo che possa identificarsi con lo Spirito Santo, necessario per proteggere la Chiesa fino al suo rapimento, ma che poi verrà in gran parte ritirato (tratto dal nostro “L’ANTICRISTO QUANDO? Breve riflessione su 2Tessalonicesi 2:1-20” nota n.3 in http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/58_anticr-qnd.htm ). Riportiamo di seguito alcuni passi biblici utili:

Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, io vi dicevo queste cose? E ora voi sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene. Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità (2 Tess 2:3-11).

Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. Le fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. La adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell’Agnello, immolato fin dalla fondazione del mondo (Ap 13:1-8).

 

 

 

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