“CONSIDERA DUNQUE LA BONTÀ E LA SEVERITÀ DI DIO” (Romani 11:22) - di Renzo Ronca - 20-3-18

 

 

(segue)

Nel campo dell’educazione sociale in Italia l’autoritarismo (1) fino agli anni 50-60 fu senz’altro deleterio, ma il permissivismo (2), che da allora ha preso piede, sta facendo danni peggiori, non solo nel campo dell’educazione dei bambini (3), ma anche nei comportamenti di molte chiese.

 

“Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti, anche tu sarai reciso.” (Rom 11:22

 

Vedete da questa importante frase come “bontà di Dio” e “severità di Dio” siano collegate. Il “Dio degli eserciti” e il “Dio dell’amore” non sono due persone estranee l’una all’altra che camminano separatamente o che si sostituiscono eliminandosi a vicenda. Dio è un Essere infinitamente complesso e giusto. Se ci ha amato al punto da donare suo Figlio per la nostra salvezza (Giov 3:16), non significa che considererà giusto chi si è comportato male (Salmi 11:5 “Il SIGNORE scruta il giusto, ma detesta l'empio..”;  Naum 1:3 “Il SIGNORE è lento all'ira ed è molto potente, ma non lascia il colpevole impunito.). Le predicazioni moderne di molte chiese, pur di acquistare nuovi discepoli, parlano solo del Dio d’amore che perdona tutto. E’ vero che il nostro è un Dio d’amore, ma è anche il Dio della giustizia. Non si può dividere allora il Dio degli eserciti dal Dio che ci ama. E’ vero che con Cristo è stato aperto il periodo della grazia, ma la grazia si ottiene per fede dopo un necessario ravvedimento. Perché non si approfondisce e si spiega meglio questo ravvedimento? E’ di questo ravvedimento, pentimento, conversione, che non si parla abbastanza. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. (Matteo 7:21). FARE la volontà di Dio Padre non è un comportamento teorico, dove basta avere simpatia per la Scrittura,  ma è METTERE IN PRATICA QUANTO DICIAMO DI CREDERE “Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi (Giacomo 1:22).

 

Come il Dio di Abramo non è l’opposto del Dio di Paolo, allo stesso modo non si può prendere il Vecchio Testamento e staccarlo dal Nuovo testamento tanto da dimenticarlo.

Seppure con le dovute cautele la Scrittura deve essere considerata nel Suo insieme: “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, 17 affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera” (2Timoteo 3:16-17).  

Il Vangelo del Figlio è il seme d’amore del Padre, che muore sulla croce e sboccia nella resurrezione, portando in noi i frutti, per mezzo della presenza del Suo Spirito. L’unità Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo e il Suo sviluppo in noi, non può essere compresa, ma può essere accolta e gelosamente tenuta nel cuore (4). Sarà come una grande confidenza viva d’amore, che l’unico Dio-complesso fa alla nostra anima, in attesa di una comprensione futura, quando anche la nostra complessità corpo-anima-spirito sarà trasformata in un “nuova creatura”, al ritorno del Signore.

 

Dio manifesta “un volto” con “espressione” rapportata alle azioni che l’uomo vive nella sua epoca. Anche le parole che Lui dice vanno adattate al presente dell’uomo quando le riceve.

Noi, ad esempio, che ci approssimiamo alla maturità dei tempi della grazia (5), dovremmo renderci conto che il permissivismo cristiano è addirittura peggiorato diventando “lassismo” (6). Gesù, pur amandoci, non era così. Se non ha condannato l’adultera, le ha anche detto: “non peccare più” (Giov. 8:11); non le ha detto “vai tranquilla, sii te stessa perché io ti amo così come sei”.

 

Un motivo importante per cui la “severità di Dio”, cioè l’applicazione della giustizia in modo autorevole e responsabile senza favoritismi, non è tenuta in gran conto sta in questo: le chiese di maggioranza non vogliono ricordare più TUTTO il piano di Dio e si limitano alle pagine più famose delle opere miracolistiche di Gesù. I responsabili delle chiese dicono alcune cose, ma altre le nascondono o non le sviluppano. Non ricordano più che Gesù ci ha promesso che sarebbe tornato e si sono gonfiati d’orgoglio gestendo la Terra e la Parola. Essi si sono impadroniti della “vigna di Dio” dicendo “siamo noi che gestiamo il mondo al posto di Gesù, noi siamo il nuovo regno che doveva venire” Ma sbagliano, perché Gesù tornerà come Re; e stavolta tornerà per giudicare le nazioni del mondo e i primi ad essere giudicati saranno loro (7). La prima selezione si avrà proprio nel “rapimento della Chiesa”, ovvero Gesù verrà incontro a quelli che avrà reputati “giusti” e manderà i suoi angeli a prenderli dalla terra senza farli passare attraverso la morte (8), proprio come fu preso Enoc (Gen 5:24). Poi quando assieme a questa Chiesa, Gesù tornerà, allora ci sarà il terribile giudizio di tutte le nazioni, prima di instaurare un lunghissimo periodo di pace nel governo reale di Gesù Cristo sulla terra (il c.detto “millennio”).

 

Ecco il perché del lassismo:  quando non viene più insegnato ai credenti che Gesù sta per tornare e che NON tutti saranno presi (9), allora in questa predicazione falsa e “comoda”, di un Dio che ti salva “così come sei”, senza passare per un pentimento e una conversione, le persone si lasciano andare ai propri vizi, che diventeranno abitudine della maggioranza; e come opinione  della maggioranza  questi vizi diventeranno legge politica e sociale che chiameranno “libertà”. Non solo non saranno più consapevoli di peccare ma pretenderanno il diritto di farlo addirittura in nome di un "dio-amore" che non è più quello della Bibbia.

Ma a costoro vorrei dare una notizia sorprendente: Dio non cambia come noi, ma resta uguale nei tempi (Malachia 3:6); il peccato è sempre il peccato e chi lo commette non resterà impunito.

Tutti abbiamo commesso peccati, ed io più degli altri, e tutti possiamo avere grazia da Dio per i meriti di Gesù Cristo se crediamo in Lui,  tuttavia la grazia per i meriti di Cristo non ci esime dal modificare il nostro comportamento (anzi è proprio in virtù di questa grazia attiva che siamo resi capaci di cambiare). Efes 4:28 Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani… Allo stesso modo il concetto si applica ad ogni tipo di condotta disonesta, immorale, perversa: “chi commetteva adulterio non lo commetta più… chi si drogava non lo faccia più… chi commetteva atti contro natura non li compia più… chi bestemmiava non bestemmi più” e così via.

Non è il semplice ubbidire al comandamento che ci deve spingere a comportarci bene, ma la consapevolezza che non potremo essere con Gesù se siamo “inquinati” da tanti peccati: “Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.” (1 Cor 6:9-10)

 

 

 

 

 

NOTE

(1) autoritarismo s. m. [der. di autoritario, sull’esempio del fr. autoritarisme]. – Forma esasperata di abuso dell’autorità, che in quanto tale può essere riferita a persone, istituzioni e ideologie. Più correntemente, atteggiamento o comportamento autoritario, soprattutto se associato all’esercizio di fatto o di diritto di un potere all’interno di una istituzione (famiglia, scuola, stato). (Treccani)

 

(2) permissivismo s. m. [der. di permissivo]. – Termine polemico con cui è definita la concezione pedagogico-psicologica, diffusasi prima negli Stati Uniti d’America e quindi in Europa intorno agli anni Sessanta, che proponeva di adottare un atteggiamento tollerante nei confronti di comportamenti, azioni, scelte di vita tradizionalmente considerati riprovevoli. Più genericam., atteggiamento eccessivamente indulgente: il p. di alcuni professoriil pdi certi genitoriil dannoso pdi alcuni sistemi educativi. (Treccani)

 

(3) «Eppure, pur essendo entrambi sbagliati, tra permissivismo e autoritarismo è senz’altro più dannoso il primo. Ad affermarlo con argomenti assai convincenti sono due studiose, Graziella Baracchini Muratorio e Jacqueline Bickel, neuropsichiatra infantile la prima e specialista del linguaggio e dell’apprendimento la seconda, entrambe impegnate nelle strutture pubbliche e universitarie di Pisa. Insieme hanno scritto “Come educare i figli presto e bene”… »  Pubblicato da Rossella Martina in:

http://club.quotidiano.net/martina/leducazione_dei_nostri_figli_quanti_danni_fa_essere_genitori_permissivi.html

 

(4) La nascita di Gesù è anche il miracolo della nascita della Buona novella nei ns cuori, la presenza del Dio vivo in noi, che noi come Maria dobbiamo serbare in noi stessi e meditare a lungo (Luca 2:19)

 

(5) Il “periodo della grazia” inaugurato da Gesù all’inizio del Sua predicazione (Isaia 61:1-3; Luca 4:16-21) non durerà ancora a lungo, ma dopo il rapimento dei credenti, col secondo avvento di Gesù [Egli tornerà con gli angeli (Matt. 16:27; 25:31; Mar 8:38; Lc 9:26)  e con i credenti precedentemente rapiti (Mar 8:38; 1 Tess 3:13)], e quindi vi sarà  il giusto “giudizio delle nazioni”, prima del millennio.

 

(6) Lassismo – “(Generic.) Mancanza di rigore o di serietà, che si risolve in menefreghismo o in rassegnato permissivismo” (Devoto-Oli); “Atteggiamento che tende a ridurre o a trascurare l'osservanza dei precetti morali; eccesso di indulgenza verso comportamenti, costumi moralmente discutibili” (Sabatini-Coletti)

 

(7)  "Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio" (1 Pt 4:17) - La parabola dei “cattivi vignaiuoli” in Matt 21:33-46, se letta con attenzione, può essere riferita non solo alla classe ipocrita che gestiva la religione al tempo di Gesù, ma anche a certa classe religiosa di oggi che mettendosi al posto di Gesù (i papi ad es. si fanno chiamare “Gesù in terra”) e rinnegando il Suo ritorno ed il giudizio delle nazioni, ritengono di essere gli unici depositari della verità e che Dio ha dato a loro il compito di amministrare il potere sulla terra, annullando così anche il periodo del “millennio”. A qs gerarchia, quando Gesù tornerà veramente, non so se darà dato un premio o invece una condanna.

 

(8) Per primi risorgeranno le persone considerate “giuste” che sono in attesa, poi i credenti giusti che sono vivi al momento del rapimento; tutti questi saranno la “Chiesa di Gesù Cristo”. 1 cor 15:51 “Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati” Ma di questo argomento ne abbiamo già parlato ampiamente altrove. [dossier: ULTIMI TEMPI - RITORNO DEL SIGNORE; oppure PREPARIAMOCI AL RAPIMENTO - 1; poi PREPARIAMOCI AL RAPIMENTO DEI CREDENTI - 2  ; ecc. E’ possibile inoltre sentire nostri studi su youtube in ULTIMI TEMPI BIBLICI - PARTE 1 - IL RAPIMENTO DEI CREDENTI  (https://www.youtube.com/watch?v=7PcUe9S0oWs)  e in altri nostri filmati-studio vedi elenco in http://www.ilritorno.it/elenco_video_pic.htm ]

 

(9) Matteo 24:40 “Allora due saranno nel campo; l'uno sarà preso e l'altro lasciato”;  Luca 17:34 “Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro lasciato”; ecc.

 

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