“…la parte buona che non le sarà tolta” -  di Filippo -  12-1-18

38 Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio; e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua. 39 Marta aveva una sorella chiamata Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. 40 Ma Marta, tutta presa dalle faccende domestiche, venne e disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41 Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. 42 Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta». (Luca 10: 38-42)

 

Il brano racconta di due donne. Una si chiama Marta, l’altra Maria.

Gesù entra nella loro casa: è loro ospite.

Maria si mette seduta ai piedi di Gesù ed incomincia ad ascoltare la Sua parola, Marta invece si fa prendere dall’ansia e dall’agitazione. E’ tutta dominata da una voglia smaniosa di accogliere e servire il Signore. Forse non si aspettava che Gesù arrivasse proprio in quel momento e non vuole fare una brutta figura. Forse teme che il Signore la possa giudicare per le condizioni della sua casa o per i preparativi che essa stessa sta mettendo in atto allo scopo di accoglierlo, quindi si lascia prendere dalle faccende domestiche.

In sostanza risulta chiaro che il desiderio di Marta è servire Gesù; fargli trovare un luogo confortevole ed accogliente; mettergli a disposizione dell’acqua, del cibo e magari dei vestiti puliti.

Marta è così convinta di agire in modo giusto che, ad un certo punto, perde la pazienza quando vede che la sorella Maria continua a stare ai piedi di Gesù, senza alzare neppure un dito per aiutarla nelle faccende. Tanto che chiede a Gesù di rimproverarla: «Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù, teneramente la rimprovera per il suo risentimento: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta».

Perché il Signore dice questo?

A conti fatti Marta è animata da buone intenzioni e, tutto sommato, non avrebbe proprio tutti i torti a reclamare l’aiuto di sua sorella Maria. Ma c’è un piccolo particolare che non ci deve sfuggire: il Signore da più valore al nostro amore che al nostro servizio.

Il servizio a volte può essere contaminato dall’orgoglio, dall’ipocrisia, dall’autocompiacimento; tutte cose che ci distraggono dalla sola cosa necessaria che è l’ascolto della parola di Dio: la parte buona che non ci sarà tolta.

Il Signore, ci vuole trasformare da Marta in Maria.

Ci vuole liberare dagli affanni e dall’agitazione e farci capire che la sola cosa necessaria è stare ai Suoi piedi per ascoltare la Sua parola, non quella che ci parte dal cuore. Il nostro cuore, spesso, ci inganna e ci porta a fare dei ragionamenti che, apparentemente, ci possono sembrare giusti, ma che di fatto si discostano dalla verità della parola di Dio.

Lo stare ai Suoi piedi implica in noi una forma di accettazione della nostra povera condizione di peccatori, bisognosi della Sua grazia e del Suo perdono. In tutto manchevoli, tranne che dell’amore di Dio. E’ solo così, cioè “stando ai suoi piedi”, che il nostro servizio potrà raggiungere la perfezione.

Gesù dice: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

Il Signore non ci vuole agitati come Marta, ma ci vuole liberare dai pesi e dalle ansie che ci rendono schiavi delle nostre paure e dei nostri fallimenti.

Gesù ci fa una promessa importante: ci dice che se impareremo da Lui; se saremo umili di cuore e pazienti, le nostre attività potranno essere svolte senza affanni e angosce varie; con calma, pace e serenità.

Questo non vuol dire che saremo esenti dalle afflizioni e dalle sofferenze, ma che ci verrà data l’opportunità di gettare, su Gesù, i nostri pesi e le nostre sollecitudini, attraverso l’esercizio della fede, della speranza e dell’amore in Cristo.

Cercando prima il regno e la giustizia di Dio, saremo sicuri di aver scelto la parte buona che non ci potrà mai essere tolta.

 

indice rifless. bibliche n. 2    -    Home

 

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica sono scritti NON PROFIT, senza fini di lucro, per il solo studio biblico personale di chiunque lo desideri - vedi AVVERTENZE