Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

La fede opera nell’amore - di Filippo - 26-9-17

 

Giacomo 2:14-26

14 A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? 15 Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, 16 e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? 17 Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. 18 Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». 19 Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano.
20 Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? 21 Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull'altare? 22 Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; 23 così fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»; e fu chiamato amico di Dio. 24 Dunque vedete che l'uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. 25 E così Raab, la prostituta, non fu anche lei giustificata per le opere quando accolse gli inviati e li fece ripartire per un'altra strada? 26 Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

  

 

Oggi desidero parlare di un argomento fondamentale per la vita di ogni cristiano: la fede.

Ma cos’è la fede? Da dove proviene? Come si manifesta? Come possiamo distinguere chi la possiede, veramente, da chi invece crede di possederla?

Facciamoci aiutare direttamente dalla Sacra Scrittura e incominciamo a capire il vero significato della parola fede: “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” (Ebrei 11:1). Per fede, si accettano come autentiche le cose che si sperano e si conoscono le cose che non si vedono. Ora, vorrei ridurre ai minimi termini il passo della Scrittura appena citato e soffermare la nostra attenzione sul sostantivo femminile che segue la parola fede: “certezza”. Siccome è importante studiare a fondo il significato delle parole, vediamo come definisce la parola certezza  il vocabolario on line di google: “Stato in cui si trova la mente allorché non ha più motivo di dubitare; convinzione fondata sulla consapevolezza del soggetto”. Perciò, la fede si potrebbe definire come un sentimento di fiducia che fa ritenere possibile quello in cui si spera, anche se ancora non si è visto e toccato con le proprie mani.

Adesso sappiamo che cos’è la fede. Ma come si origina, come si manifesta, ma soprattutto come si radica questa consapevolezza e chi ne è il soggetto. Incominciamo, intanto, a capire da dove prende vigore e chi ne è la fonte: “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.” (Romani 10:17). Facendo un breve ragionamento, possiamo facilmente dedurre che se la parola che si ascolta viene dalla parola di Dio, allora è da Dio stesso che proviene la fede, perché senza la Sua parola, noi non ascolteremmo e senza ascoltare noi non avremmo la fede. Sappiamo, però, che “senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6), e che “…è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.” (Efesini 2:8).

Perciò la fede è un dono e, come qualsiasi dono, siamo liberi di poterla accettare o rifiutare, ma non senza conseguenze, perché la Scrittura è chiara quando afferma che senza la fede non c’è la grazia della salvezza; ovvero la grazia del perdono dei peccati e della riconciliazione con Dio.

Riepilogando: la fede è certezza nelle promesse di Dio; è elemento essenziale per l’ottenimento della salvezza; proviene da Dio; si ottiene attraverso l’ascolto della parola di Cristo. Adesso ci manca un solo tassello per completare l’argomento fede e cioè capire come essa si manifesta: solo così saremo in grado di testarne l’autenticità. Partiamo dalla domanda: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?” Cosa sono queste opere, di cui parla Giacomo? E perché la fede senza le opere è morta? Facciamo un esempio: se un bravo medico, ci dicesse che per guarire dalla nostra patologia dovremmo scrupolosamente, seguire i suoi consigli: cioè, fare dell’attività fisica, stare attenti al consumo di alcuni cibi ed assumere i farmaci prescritti. E noi, dopo avergli dato la nostra fiducia per un po’, riprendessimo a fare la nostra solita vita, nella sedentarietà e negli abusi. Potremmo imputare al medico l’eventuale peggioramento del nostro stato di salute? CERTAMENTE NO. Potremmo dire di aver avuto fiducia nel medico? A parole si, ma con i fatti no, perché alle buone intenzioni, non sono seguite le opere; infatti, se l’avessimo ascoltato, saremmo stati in grado di dimostrare tre cose: la bravura del medico, la nostra fiducia in lui ed infine la nostra guarigione.

Ma ritorniamo alla domanda di Giacomo: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere?” In questo passo, quello che non ci deve sfuggire è la parola “dice”; cioè afferma con le parole di avere fede, ma in realtà non la manifesta con i fatti. Giacomo, ci vuole fa riflettere sulla condizione di chi, dopo aver accettato il dono di Dio della salvezza per fede, non cambia vita; non si converte; non cambia la propria mentalità e le proprie scelte. Se una fede è viva si lascia guidare concretamente, dalla parola di Dio, e le opere della fede ne sono una naturale conseguenza. Se una fede è morta, non essendo in grado di trasformare la vita, si fermerà alle belle parole, ai dogmi, ai precetti, ai riti: tutti frutti sterili di una religiosità basata sulla convinzione errata di servire Dio. Ma allora come si manifesta questa fede, se è vera? Lo spiega bene l’apostolo Paolo quando, scrivendo ai Galati, dice: “Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l'incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore.”. (Galati 5:6) Così anche Giacomo ci invita a non mettere in contrasto la fede alle opere o le opere alla fede, ma di farle “operare” insieme, perché non c’è amore verso Dio se non c’è amore verso i propri fratelli.

Non c’è vera fede in chi non ha amore, come non c’è vero amore in chi non ha fede.

Matteo 25:31-46

31 «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. 32 E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; 33 e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli della sua destra: "Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v'è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; 36 fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi". 37 Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" 40 E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me". 41 Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! 42 Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; 43 fui straniero e non m'accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste". 44 Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito?" 45 Allora risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto non l'avete fatto a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me". 46 Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna».

 

 

 

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