Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

ECCO IL MIO SERVITORE CHE HO SCELTO..” (Matteo 12:18-21) – di Filippo – 8-9-17

 

 

 

Matteo 12:18-21

18 «Ecco il mio servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l'anima mia si è compiaciuta.
Io metterò lo Spirito mio sopra di lui,
ed egli annuncerà la giustizia alle genti.
19 Non contenderà, né griderà
e nessuno udrà la sua voce sulle piazze.
20 Egli non triterà la canna rotta
e non spegnerà il lucignolo fumante,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia.
21 E nel nome di lui le genti spereranno».

 

 

Spiegazione per versetto

18 «Ecco il mio servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l'anima mia si è compiaciuta. (1)

L’Eterno sceglie, come Suo servitore, il Suo amato Figlio: su di Lui riposano tutte le aspettative e le aspirazioni del Padre; 

 

Io metterò lo Spirito mio sopra di lui, ed egli annuncerà la giustizia alle genti.

Su di Lui, L’Eterno Padre, riporrà tutto il Suo Spirito. Per mezzo suo Egli manifesterà la Sua gloria (Isaia 49:3). Sarà lo strumento della Sua salvezza, e Luce delle genti: attraverso di Lui parlerà direttamente Dio (Giovanni 1:1); in Lui Dio concederà il ravvedimento, perché l’uomo possa giungere alle benedizioni della vita eterna;

 

19 Non contenderà, né griderà
e nessuno udrà la sua voce sulle piazze.

Non verrà per contendere con l’uomo, né per emanare sentenze o giudizi, ma “… per cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19:10). In qualità di messaggero, non metterà in risalto la Sua voce, ma quella del Padre che Lo ha mandato: non si imporrà con la violenza, non cercherà i primi posti nelle adunanze; sarà uomo mite e paziente;

 

 20 Egli non triterà la canna rotta
e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia.

Egli proclamerà la giustizia di Dio con amore; con composta dolcezza ed umiltà. Il soffio misurato delle Sue parole non si manifesterà con potenza tale da spegnere la debole fiammella del lucignolo fumante o spezzare del tutto la canna pestata, finché non abbia fatto trionfare la giustizia.

 

21 E nel nome di lui le genti spereranno».

Per amore del Suo nome, che è grazia di Dio, tutti i popoli avranno la possibilità di essere chiamati, nella fede, al ravvedimento, al perdono dei peccati ed alla giustificazione. Tutti quelli che sperano nel Suo nome saranno chiamati alla comunione dei santi, saranno arricchiti in ogni dono di parola e conoscenza; saranno consolati da ogni afflizione; saranno liberati dalle catene del peccato; saranno benedetti dalla grazia di Dio, la quale è anche fonte di amore, di pace e di vita.

 

Commento generale

In questi versi il profeta Isaia annuncia le caratteristiche distintive del servo di Dio, e come Egli si sarebbe manifestato in mezzo al popolo.

Egli non sarebbe stato soltanto un semplice servitore di Dio; uno dei tanti profeti, ma il prescelto, il prediletto, l’amato per eccellenza.

In Lui l’Eterno avrebbe riposto ogni fiducia, ogni aspettativa, ogni speranza; su di Lui Dio avrebbe riversato il Suo Spirito ed Egli sarebbe stato il Suo principale strumento di salvezza; la Sua luce.

E così è avvenuto: il Suo amato Figlio è stato un servo fedele ed ubbidiente; ha manifestato la Sua gloria, come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Lui ed anche se nessuno ha mai visto il Padre, il Figlio ne ha mostrato l’immagine e tutte le qualità.

Ubbidiente fino alla fine, non è venuto per emanare sentenze o giudizi, ma “… per cercare e salvare ciò che era perduto” (Luca 19:10). Dalla divinità che gli appartiene, in quanto uguale a Dio, Gesù abbassò se stesso fino ad assumere la condizione di servo: in Lui il progetto di salvezza del Padre ebbe pieno compimento e, a motivo della Sua obbedienza perfetta, noi abbiamo ottenuto la salvezza.

Egli non si è mai imposto con la violenza, ma con composta dolcezza ed umiltà, si è lasciato guidare dall’amore del Padre, il quale attraverso di Lui, ha manifestato la Sua giustizia.

Il soffio misurato delle sue parole non ha spento la debole fiammella del lucignolo fumante, né spezzata del tutto la canna pestata; ma è venuto per ridare speranza e ricondurre al Padre quelle anime che, seppur apparentemente vive nel corpo, sono di fatto morte in quanto al peccato. Egli consola gli afflitti e gli umili di cuore: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Egli annunzia il regno di Dio: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi.” (Luca 4:18).

Nel Suo nome tutti i popoli avranno la possibilità di essere chiamati, nella fede, al ravvedimento, al perdono dei peccati ed alla giustificazione. Tutti quelli che sperano nel Suo nome saranno arricchiti in ogni dono di parola e conoscenza; saranno consolati da ogni afflizione; saranno liberati dalle catene del peccato; saranno benedetti dalla grazia di Dio, la quale è anche fonte di amore, di pace e di vita.

 

Filippesi 2,6-11

6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

 

Commento personale: “Cosa potrebbe volermi dire il Signore con questo passo?”

 Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo; umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte.

Oggi, più di ieri, in un mondo sempre più lontano dai Suoi insegnamenti, tutti i veri credenti non possono rimanere indifferenti alla figura eccelsa del servo di Dio; contemplarne la totale obbedienza e l’esempio perfetto di umiltà.

Chi ha deciso di seguire il Maestro, non può non ricercare, nella propria vita, gli stessi sentimenti che furono in Cristo. Se abbiamo deciso di assomigliargli, non possiamo guardare a Lui rimanendo indifferenti alle Sue parole, ai Suoi gesti, al Suo amore compassionevole.

Egli non ha solo insegnato, ma ha anche dato pieno compimento alle sue parole. Egli non ci ha indicato solo la via, ma l’ha percorsa per primo. Ancora oggi, la continua a percorrere assieme a chi si arrende al Suo amore e alla Sua compassione. Egli non ha lasciato sterile il nostro terreno, ma lo ha preparato perché portasse frutto in abbondanza. Egli ci ha fatto capire che come il corpo è morto senza lo spirito, così anche la fede è morta senza le opere. Gesù, che è stato l’opera perfetta del Padre, ci insegna a prenderci cura non solo delle persone che amiamo, ma anche di tutte quelle che Egli ama.

In preghiera, chiediamo a Dio come possiamo servirlo: Egli non tarderà a darci tutti gli strumenti per farlo, nei tempi e nei modi che solo Lui è in grado di conoscere. In cambio, ci chiede solo di avere fiducia nelle Sue promesse, il resto sarà opera Sua.   

  

 

 

 

(1) I vv. di Matt. 12:18-21 sono citazioni di Isaia 42:1-4 comunemente intese come prefigurazione delle caratteristiche di Gesù-Messia nel Suo primo avvento. “Contrariamente alle aspettative rabbiniche del I secolo la venuta del Messia non sarebbe coincisa con la presentazione di un nuovo programma politico, campagne militari e grandi celebrazioni, ma con la manifestazione della grazia e della mansuetudine, con la proclamazione della giustizia ‘alle genti’” (MacArthur)

 

 

 

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