Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

È L’UOMO CHE CERCA DIO O È DIO CHE CERCA L’UOMO? - parte 1 - (Tratto dal cammino cristiano di persone che ci scrivono) - di Renzo Ronca - 8-8-17

 

 

[...]

Abbiamo appurato finora che:

 

1 gradino: Anche se siamo consapevoli di capire solo in piccola parte la complessità di Dio (che per una questione teologica chiamiamo spesso “trinitario” limitandone però la portata) capiamo che è bene pregarLo per i meriti di Gesù Cristo, che consideriamo il Messia, il nostro Salvatore, l’unico intercessore tra noi e il Padre.

 

2 gradino: accettiamo che la Bibbia intera (i 66 libri dell’AT e NT) costituiscano la somma degli insegnamenti che Dio ci ha trasmesso per il ns bene, ispirata da Lui stesso e scritta con la personalità di chi ha chiamato a scriverla nel corso dei secoli. Accettiamo per fede dunque le verità bibliche, che costituiscono per noi la base del comportamento e della fede. Si tratta solo di saperla meditare in modo sempre più maturo ed equilibrato.

 

Adesso proseguiamo.

 

3 GRADINO: È L’UOMO CHE CERCA DIO O È DIO CHE CERCA L’UOMO?

 

Ora che abbiamo deciso di accettare la Bibbia come fondamento delle verità che stiamo cercando, non sarà difficile trovarvi le risposte. E’ chiaro che sarà avvantaggiato chi ha letto di più la Bibbia e ci avrà riflettuto di più. Ma anche chi si avvicina per la prima volta, capirà; perché questo nostro accostarci a Dio non è casuale né disordinato, ma è sotto la “regìa” di Dio. Proprio per l’attenzione del Signore che ci avvolge, se decidiamo di seguirLo seguiremo un percorso prestabilito da Lui a seconda delle nostre esigenze, a seconda di come siamo fatti (e Lui lo sa bene come siamo fatti avendoci creati). Cerchiamo dunque di stare tranquilli sapendo di Chi ci siamo fidati.

 

Ora ti riporterò la prima delle frasi utili per cercare di dare una risposta alla nostra domanda: “è l’uomo che cerca Dio o è Dio che cerca l’uomo?”, poi tu ci mediterai sopra mi scriverai in merito e poi proseguiremo.

 

Questo è il primo passo:

Filippesi 2:1-18

1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d'amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. 12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

Prima che tu provi a meditarlo ti dò delle indicazioni utili:

1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d'amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

 

Il v.1 esprime ciò che deve essere “contenuto” nel ns cuore e nella nostra meditazione. Tutto ciò che non è così consideriamolo estraneo, poco importante, deviante.

 

1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d'amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

 

Il v.2 esprime la gioia anche del Signore quando noi cerchiamo l’accordo, l’unità, un unico modo di pensare, una unnica mente con Dio e tra noli credenti.

 

1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d'amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

 

I vv. 3-4 indicano quelle spinte che non sono da seguire.

 

5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

 

Il v.5 indica come dobbiamo regolare il nostro sentimento, il ns sentire, il nostro provare e cercare i versamenti del cuore, il nostro voler essere. Una specie di spinta ad imitare le cose buone che Gesù ci ha mostrato; perché ciò che Lui ha detto e fatto è stato solo per il nostro perfezionamento

 

5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

 

I vv.6-8 spiegano il grande punto della “incarnazione” cioè di Gesù che “essendo in forma di Dio”, “svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini” e, come uomo, “divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce”. Prendiamo tutto questo come concetto difficile da capire ma teniamolo nel ns cuore in modo che quando Dio vorrà ce ne rivelerà il significato più profondo.  Una cosa importante che subito si evidenzia è l’ubbidienza e l’umiltà. Egli pur essendo “altissimo” si abbassò fino a terra e presentò la sua vita terrena come ubbidienza completa alla volontà del Padre, fino alla morte in croce. L’esempio per noi da tenere in considerazione è dunque l’umiltà e l’ubbidienza; questa è la linea da seguire.

 

5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

 

Nei vv. 9-11 vediamo che Dio, dopo che Gesù ha compiuto la Sua missione terrena fino alla morte lo eleva di nuovo al di sopra di tutto e tutti. Vediamo che tutto e tutti gli sono sottoposti (“nel nome di Gesù..”) 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee.. In tutto questo scenario di gloria e potenza, ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. E noi così facciamo, fiduciosi ed ubbidienti alla Sua parola.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

I vv. 12-18 sono introdotti da quel “Perciò..” rappresentano allora la conseguenza di quanto detto prima: “ a seguito di quanto detto…” “in considerazione di quanto detto…”. Se uno leggesse la fine del passo senza prima aver riflettuto sul suo inizio avrebbe una comprensione parziale.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

L’apostolo Paolo, autore della lettera, si rivolge ai suoi discepoli con grande affetto e cerca di sospingerli al sano comportamento anche se lui è fisicamente assente. Questo ci porta a pensare che anche noi, come discepoli di Cristo, siamo sempre sollecitati ad ubbidire al Suo insegnamento che è sempre per il ns bene; anche se ora il Signore è fisicamente assente. E questo va fatto con “timor di Dio”, ovvero con timore reverenziale sapendo ceh non siamo davanti ad un uomo qualsiasi ma davanti al Signore, Colui che è al di sopra di tutto e tutti.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

Il v.13 è la chiave. 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare. Se noi abbiamo la giusta disposizione di fede di umiltà e di ubbidienza, siamo per così dire “in comunione” col pensiero di Dio, con lo Spirito di Dio, con il Suo intento, che è anche il nostro bene; ed è dunque questa ns disposizione spirituale interiore, che permette a Dio stesso di suscitare in noi il meglio di Sé nel volere le cose migliori, nell’operare il comportamento più corretto e giusto.

Se colleghiamo qs punto centrale con la domanda inziale “È L’UOMO CHE CERCA DIO O È DIO CHE CERCA L’UOMO?” ci accorgiamo che la risposta non è poi così semplice. Se noi ci disponiamo con umiltà e fede (frutto e scelta della ns volontà), allora in noi opera uno Spirito di Dio che mette ordine nella nostra mente, in ciò che vogliamo o non vogliamo; e mette ordine nel nostro comportamento, in ciò che vogliamo fare o non fare.

Prova a riflettere centrando questo pensiero.

“per il suo beneplacito” significa “secondo la Sua buona approvazione” cioè il Signore vede approva benedica il nostro pensiero e il nostro agire. E quando una cosa da Lui è approvata benedetta produrrà frutti di benedizione in ogni direzione ed attività.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

Nel v. 14 vediamo come lo Spirito di Dio, che ha ispirato queste parole all’apostolo, conosce bene la natura umana. Il ns istinto è sempre lo stesso, allora come oggi: siamo mormoratori, scontenti, diffidenti, critici, polemici ed arriviamo sempre a fare dispute, discussioni, ribellioni, divisioni dove non ce ne sarebbe bisogno.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

Nel v. 15 vediamo l’invito ad essere irreprensibili e integri. Irreprensibile significa che ha un comportamento corretto a cui non si può muovere nessuna critica; integro significa che ha saputo mantenere se stesso (la verità della fede, il tesoro della grazia) intero, senza menomazioni, soppressioni, inganni, pregiudizi. figli di Dio significa la consapevolezza di una nuova nascita in Cristo, come Lui figlio di Dio, così noi, per Suo merito credendo in Lui diventiamo figli accolti coeredi del regno di Dio. Questa  consapevolezza che crescerà in noi sempre più è di una bellezza meravigliosa. senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa: è la differenza che sussiste tra chi è “giustificato per la sua fede in Cristo” e chi non lo è. Chi non ha accettato questa fede non ha potuto modificare il suo moto interiore “perverso” e non ha potuto trovare il ”verso” giusto quello dell’espansione dell’anima verso l’eternità (1). Chi non è salvato per la sua fede in Cristo Gesù non potrà rimuovere la sua condanna e resterà ingiusto (non giustificato da Dio) e perverso (seguendo una involuzione spirituale fino alla morte anziché una evoluzione verso l’eternità). fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, Non si tratta di un merito personale come se fossimo bravi; infatti accogliendo il Signore, inevitabilmente si crea una differenza tra chi è cristiano e chi non lo è. Il cristiano ha in se stesso la presenza spirituale del Risorto ed è come se la luce del Cristo splendesse in lui. La parola della vita è Gesù stesso risorto e vivo, espresso nella scrittura biblica.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

Nel v. 16 il “giorno di Cristo” si riferisce al RAPIMENTO DEI CREDENTI quando il Salvatore ritornerà ed incontrerà i Suoi nell’aria (1 Tess. 4:13-18). Questo è l’evento che tutti noi credenti aspettiamo.

16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato: L’apostolo sarà contento e gratificato di questo per i suoi discepoli (i Tessalonicesi), ma se estendiamo l’interpretazione è come se il Signore stesso volesse esprimere la Sua felicità per tutto il Suo amore e dedizione che ha messo nell’educarci e riportarci verso l’eternità, accanto a Sé.

 

12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito. 14 Fate ogni cosa senza mormorare e senza dispute, 15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita, 16 affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato. 17 Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi. 18 Similmente gioitene anche voi e rallegratevi con me.

 

I vv.17-18 parlano del sacrificio di Paolo (offerta del suo impegno a Dio) della sua contentezza della salvezza dei suoi discepoli, e dell’invito ad essi a essere anche loro felici. Ma questo concetto può estendersi anche a noi perché il sacrificio di Cristo, la croce, pure nel Sua drammaticità, è stato per noi il mezzo della salvezza, per cui dobbiamo essere grati al Signore per questo Suo essere offerto per noi. E’ come se il Signore gioisse di noi e ci invitasse a gioirne con Lui.

 

Per la prossima volta  fai una specie di riassunto breve del passo, come spiegazione generale. Poi approfondisci il v. 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare. Chiediti se è sempre così e come mai in molte persone il volere e l’operare sembrano tanto estranei a Dio. Poi continueremo.

 (continua)

 

 

  pag seguente   - indice rifless. bibliche n. 2    -    Home

 

 

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica sono scritti NON PROFIT, senza fini di lucro, per il solo studio biblico personale di chiunque lo desideri - vedi AVVERTENZE