Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

QUANDO L’UOMO SI INDURISCE LONTANO DA DIO – MOVIMENTI DELL’ANIMA – DIFFICOLTA' DI  RITORNO – p.4 – di Renzo Ronca – 17-2-16- h. 18,30 - (Livello  4 su 5)

 

 

 

 

(segue)

La volta scorsa abbiamo visto come l’uomo, pure se distante da Dio, viene da Lui chiamato, attratto, “pungolato” e, in caso di consenso, portato allo stato di salvezza.

 

Ma se l’uomo si irrigidisse ANCORA DI PIU' se indurisse ANCORA DI PIU' il suo cuore ribellandosi CAPARBIAMENTE al richiamo dello Spirito di Dio?

 

Può darsi il Signore nella Sua misericordia tenti altre strade per cercare di liberare quella persona dall’inganno del peccato, ma può anche darsi che il Signore vedendo un rifiuto continuo, duro, offensivo, consapevole, decida di non attrarre più quell’anima e di lasciarla al destino che si è scelta; se per poco o per lungo tempo, questo lo sa solo Dio. Nei casi di avversione grave fino alla “bestemmia” contro lo Spirito Santo, potrebbe anche decidere di lasciare per sempre  l’uomo al destino che si è scelto.

 

Noi comunque speriamo che sia un eclissarsi momentaneo del Signore, solo per “far toccare con mano” il peccato al figlio ribelle, aspettando poi che questi da solo possa tornare pentito. Questo accade infatti molto frequentemente e moltissimi di noi sono stati salvati così: solo dopo aver toccato il fondo nella loro ostinatezza. Tuttavia ecco  come potrebbe schematizzarsi il “movimento spirituale” di un cuore testardo duro ribelle ai richiami di Dio:

 

 Fig. 11

Partiamo dalla fig.11, la ricordate? L’uomo si trova lontano da Dio, nel peccato (sotto la linea nera tratteggiata); il richiamo dello Spirito Santo (linea blu verso l’alto) è forte e lo manda in crisi più volte, tanto che il suo baricentro-coscienza viene sballottato da un posto all’altro (quadratini gialli).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora supponiamo che quest'uomo si indurisca sempre più opponendosi al richiamo salvifico di Dio.

Se lo Sp Santo mantenesse o intensificasse ancora di più la sua attrazione nonostante l’impuntatura dell’uomo, questi lo bestemmierebbe sempre più perché nel suo inganno vedrebbe in Dio la causa di ogni suo male. Oppure nei casi di crisi esistenziale potrebbe verificarsi un pericoloso stato di “breakdown”, cioè una sorta di collasso psicologico.  Allora lo Spirito Santo magari per evitarci eccessi che non riusciremmo a sopportare, potrebbe Lui stesso diminuire momentaneamente.

 

Fig. 9

 

 

 

 

Torniamo alla fig.9. Vedete l’intensità della freccia blu verso l’alto è molto diminuita. Ma potrebbe peggiorare: se in nostro cuore infatti si ostinasse ancora di più, si passerebbe alla fig. 13

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fig. 13

 

 

Vediamo nella fig 13 un distacco molto marcato tra l’uomo e Dio (doppia linea nera tratteggiata); una influenza molto forte delle cose del mondo,  come desideri preoccupazioni paure (doppia freccia arancione verso il basso);  una leggerissima superficiale presenza delle cose di Dio (freccia blu verso l’alto leggera e tratteggiata).

 

 

 

Se osservate il baricentro-coscienza delle fig 9 e 13 vedrete una costante: il quadratino giallo non è più instabile, al contrario rimane fortemente inserito nel mondo, lontano da Dio, senza più alternanze dubbi o crisi esistenziali. Che significa in pratica questo? Significa che la coscienza religiosa funziona meno. Detto in parole povere l'uomo senza Dio non ha coscienza; infatti non avendo più un freno ci lasceremmo andare senza renderci conto di sprofondare. Da un certo punto di vista mondano staremmo anche meglio, avremmo meno scrupoli meno problemi in un cinismo opportunista egocentrico. Infatti chi è empio non è detto che sia infelice, anzi di solito sembra godere molto della vita. Avete mai visto quei film dove c’è “il cattivo” che è veramente cattivo, che uccide e fa uccidere chi gli pare senza provare nulla? Ecco, l’assenza di Dio può portare anche a questi eccessi: freddezza, sembrare vivi ma essere come morti dentro, assenza della coscienza,  assenza d’amore.

 

Quindi, se sentiamo in noi combattimenti, conflitti, sofferenze, non ci perdiamo d’animo, vuol dire che siamo ancora vivi dentro che la nostra anima è ancora in noi viva, che una coscienza toccata da Dio c’è in noi! Questa coscienza si dibatte forse per determinare la giusta scelta, un modo di essere nuovo, dove la libertà inizia con l’allontanamento dal peccato, accettando la grazia del cambiamento per i meriti di Cristo. Preghiamo allora il Signore perché ci dia la grazia della correzione dai nostri errori; solo dopo un pentimento sincero e consapevole ci sarà la conversione e la rinascita.

 

 

 

 

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