Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

QUANDO L’UOMO È LONTANO DA DIO – MOVIMENTI DELL’ANIMA – POSSIBILE RITORNO – p.3 – di Renzo Ronca – 13-2-16- h. 17 - (Livello  5 su 5) 

 

 

 

 

(segue) 

Supponiamo che l’uomo NON voglia dare fiducia a Dio, non voglia credere alle Sue parole, ecco allora che il suo comportamento si allontana dal Padre. (1)

 

Fig.9

 

Nella fig. 9 vediamo infatti che l’uomo:

a) compiuta la scelta di distaccarsi da Dio si trova al di sotto della linea nera tratteggiata orizzontale, che rappresenta il confine tra bene e male;

b) L’attrazione il richiamo dello Sp di Dio (freccia blu verso l’alto) si sente ancora, ma è più sottile e meno forte di prima;

c) L’attrazione verso le opere della carne è più forte (freccia arancione verso il basso)

d) Il baricentro dell’uomo segue la volontà dell’uomo e si trova sotto la linea della scelta, nella parte dell’influenza del mondo.

 

 

In qs caso l’uomo ha usato la sua volontà per determinare una scelta. Sottolineo questa scelta dell'uomo perché non è mai vero il contrario, cioè che Dio determina arbitrariamente il destino dell’uomo lontano da Lui: anche se potrebbe benissimo farlo, è sempre l’uomo che si allontana per vari motivi, perché Dio è sempre stato fedele al Suo patto stipulato con Abramo, ripetuto poi con Mosè e rinnovato in Cristo. Non esiste, secondo noi una “predestinazione negativa” (vedi il ns PREDESTINAZIONE E DOPPIA PREDESTINAZIONE IN MODO SEMPLICE ) che vede qualche individuo sulla terra nato privo della grazia della salvezza.

 

Questo allontanamento può verificarsi a causa della nostra debolezza, ma non sempre l’uomo è del tutto consapevole della propria scelta; a volte fa del male agli altri e a se stesso perché ingannato; resta comunque il fatto che si può trovare vicino a lontano da Dio.

 

 

 

Ritengo che questa fase sia la condizione vera dell’uomo quando nasce sulla terra: egli si trova separato da Dio a causa del peccato di Adamo e si dibatte in conflitti interiori fino a che decide di ascoltare il richiamo di Dio oppure di rimanere lontano da Lui.

 

 

 

Finché esiste in lui il richiamo di Dio, più o meno consapevole, esiste pure un conflitto interiore, uno stato di irrequietezza esistenziale che in certi casi può portare crisi e finanche  depressioni.

 

 

 

Fig.10

 

 

Infatti vediamo nella fig.10 una linea verso l’alto più intensa. E’ come se lo Sp Santo avesse aumentato il Suo richiamo all’anima che si sta allontanando (freccia blu), per controbilanciare la forza verso il basso dell’ingannatore (freccia arancione).

 

Questa intensità molto forte è data dalla grazia che Dio concede per i meriti di Cristo. L’uomo viene a sapere che non solo può tornare, ma che il Padre lo ha sempre amato e che se torna seguendo gli insegnamenti di Gesù,  lo accoglierà come un figlio nel Suo regno.

 

Tuttavia questa situazione di incertezza non è piacevole per l’uomo né fisicamente né psicologicamente perché la vive spesso con sofferenza, in profonde crisi anche esistenziali. Egli è combattuto tra il seguire Dio e il seguire il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

Fig.11

 

Come si vede nella fig.11 il baricentro si sposta in continuazione (i quadrati gialli): a volte rinnega il Signore a volte lo cerca a volte rimane immobile. C’è nell’uomo instabilità.

Come abbiamo detto è un vero e proprio combattimento interiore.

Le forze in gioco sono tante e noi quasi sempre non ne siamo consapevoli. Quelli che noi chiamiamo “spiriti maligni” sono in verità creature spirituali ribelli organizzati in gerarchiche potenti con scopi precisi: 

 

“poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti”. (Efes. 6:12)

 

Certamente noi la perderemmo questa guerra se la dovessimo combattere da soli, ma lode a Dio perché non saremo noi a combatterla veramente, a noi basterà un cenno di fede riconoscendo il Cristo.

Infatti se da Cristo sono tutte le cose e tutte le creature: “poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Colossesi 1:16), significa che queste creature sono a Lui sottoposte. Per questo dice: “fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi dell'intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo […] perciò prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa” (Efes. 6:10-11; 13). Se allora tutte le creature (dunque anche gli spiriti maligni) sono sottoposte al Signore, allora a noi non resta che metterci sotto la protezione del nostro Signore. Basta riconscerLo come tale. E’ in fondo questa la conversione: riconoscere Gesù Cristo come nostro Signore! "Se Dio è con noi chi sarà contro di noi?" (Rom. 8:31)

 

Ci accorgiamo allora che il baricentro del nostro stato spirituale (il quadratino giallo) non è altro che la nostra coscienza.

 

La coscienza cristiana (diversa da quella psicologica) è un movimento continuo nell’uomo che elabora in continuazione la propria volontà in rapporto a quella divina e ne genera in continuazione una risultante. Un movimento. Una cosa mobile che si evolve e cerca e trova in continuazione e non smette di cercare e di trovare, e poi subito riparte a cercare e trovare risposte… perché il nostro presente è così: una esplorazione, una sperimentazione, una valutazione, una scelta continua dell’agire, in un modo o in un altro modo. La strada verso Dio è fatta di tentativi di zig-zag di cadute incertezze e scoperte a volte belle a volte brutte. Ma intanto si cresce e ci si solleva da terra. (2)

 

 

E’ spesso in questa fase che molti si convertono. Quando le anime si trovano alle strette, lontano da Dio, lo Sp Santo in loro suscita una preghiera quasi soffocata, ma pur sempre una acutissima preghiera sofferta e dolorosa che sale in luoghi altissimi e giunge fino al Padre. Ed il Signore, in risposta, apre i cuori e le menti, rafforza illumina la coscienza, manda dei servitori, che con il necessario “discernimento degli spiriti” sanno come dire parole di speranza per far tornare l’anima afflitta all’amore di Dio.

 

 

Fig.12

 

Se l’uomo accetta questo richiamo d’amore di Dio, anche attraverso i pungoli dello Spirito Santo, ecco come nella fig. 12 che viene sollevato al di sopra della linea della decisione, NELLO SPAZIO DELLA GRAZIA, con una percezione di Dio molto forte (freccia blu) ed un baricentro-coscienza (quadrato giallo) in zona elevata. La forza di attrazione verso il mondo non cesserà mai finché saremo terreni, ma sarà più attenuata (linea tratteggiata arancione verso il basso).

 

 

Ma quante volte avviene questa salvezza? Ci chiama sempre lo Spirito Santo? E se l’uomo rispondesse di no?

 

 

 

 

 

 

 

(continua)

 

 

 NOTE 

(1) Vorrei sottolineare che è l’allontanamento da Dio che produce il peccato; il peccato di per se stesso non è l’alternativa a Dio è solo la Sua assenza. Per noi credenti infatti tutto esiste in funzione di Dio, senza di Lui nulla esiste. Dunque anche la morte, come estrema conseguenza del peccato, non esiste in se stessa. Esiste Dio e la vita eterna, il resto non avendo vita, è un’apparenza terrena che si ridurrà alla sua vera sostanza, cioè nulla.

 

(2) Tratto dal breve: LA COSCIENZA; vedi anche: LA GRAZIA DELLA COSCIENZA LA COSCIENZA CRISTIANA;  ecc.  Oppure GLI SVILUPPI DELLA COSCIENZA DI DIO SULLA BASE DELLA CONVERSIONE DI SAULO (studio in PDF in http://www.ilritorno.it/es/eshtml/dossier/COSCIENZA.pdf

 

 

 

 

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