Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

GUARIGIONE DI DUE CIECHI DA PARTE DI GESU' - breve confronto sulla diversa modalità e riflessione - di Renzo Ronca - 8-1-16- (Livello 2 su 5) 

 

 

 

 

1) Guarigione del cieco dalla nascita (Giovanni 9:1-9)


1 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. 2 I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» 3 Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. 4 Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5 Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo». 6 Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, 7 e gli disse: «Va', làvati nella vasca di Siloe» (che significa «mandato»). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. 8 Perciò i vicini e quelli che l'avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l'elemosina?» 9 Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». 10 Allora essi gli domandarono: «Com'è che ti sono stati aperti gli occhi?» 11 Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: "Va' a Siloe e làvati". Io quindi sono andato, mi sono lavato e ho ricuperato la vista». 12 Ed essi gli dissero: «Dov'è costui?» Egli rispose: «Non so». 13 Condussero dai farisei colui che era stato cieco. 14 Or era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi. 15 I farisei dunque gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Perciò alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non è da Dio perché non osserva il sabato». Ma altri dicevano: «Come può un peccatore fare tali miracoli?» E vi era disaccordo tra di loro. 17 Essi dunque dissero di nuovo al cieco: «Tu, che dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?» Egli rispose: «È un profeta». 18 I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva ricuperato la vista, 19 e li ebbero interrogati così: «È questo vostro figlio che dite esser nato cieco? Com'è dunque che ora ci vede?» 20 I suoi genitori risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21 ma come ora ci veda, non sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé». 22 Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Egli è adulto, domandatelo a lui». 24 Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo che era stato cieco, e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 25 Egli rispose: «Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo». 26 Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?» 27 Egli rispose loro: «Ve l'ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare suoi discepoli anche voi?» 28 Essi lo insultarono e dissero: «Sei tu discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè. 29 Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia». 30 L'uomo rispose loro: «Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi! 31 Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce. 32 Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco. 33 Se quest'uomo non fosse da Dio, non potrebbe fare nulla». 34 Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?» E lo cacciarono fuori. 35 Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell'uomo?» 36 Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?» 37 Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che parla con te, è lui». 38 Egli disse: «Signore, io credo». E l'adorò. 39 Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi».40 Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?» 41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane. 

 

Tutto il cap 9 di Giovanni parla della guarigione del cieco dalla nascita. E’ molto istruttivo leggerlo fino alla fine. La personalità davvero interessante del cieco guarito si mescola con l’ottusità dei sacerdoti del tempo, che facevano indagini pretestuose sul miracolo, e spicca di fronte a loro in quanto a saggezza ed intelligenza, non priva di una certa ironia. E’ interessante notare che prima arriva la guarigione (vv.6-7) e poi la consapevolezza della fede in Gesù come Messia, che porta la salvezza (vv.35-38).

 

Alle volte anche in noi c’è un atteggiamento che sembra di grande sapienza dottrinale e teologica ma che, speculando su cose inutili perde l’essenza dei fatti  («Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo» v.25).

 

Se uno oggi entrasse in una chiesa e dicesse: “Il Signore è qui fuori!” probabilmente i sacerdoti o i pastori lo rimprovererebbero perché l'uomo non si è prontamente messo nella fila dei maschi o perché ha parlato in un momento sbagliato della liturgia o perché non ha il mandato per parlare.

 

Le chiese si perdono spesso attorno alle cose periferiche e finiscono sempre per fare sciocche dispute; raramente sanno cogliere l’essenza evangelica di questo momento storico che urla da ogni parte: “il Signore sta per tornare, è vicino!”

 

 

2) Guarigione del cieco di Betsaida (Marco 8:22-26)


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2 Giunsero a Betsaida; fu condotto a Gesù un cieco, e lo pregarono che lo toccasse. 23 Egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuori dal villaggio; gli sputò sugli occhi, pose le mani su di lui, e gli domandò: «Vedi qualche cosa?» 24 Egli aprì gli occhi e disse: «Scorgo gli uomini, perché li vedo come alberi che camminano». 25 Poi Gesù gli mise di nuovo le mani sugli occhi; ed egli guardò e fu guarito e vedeva ogni cosa chiaramente.26 Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: «Non entrare neppure nel villaggio».

 

In poche righe Marco ci racconta questo miracolo piuttosto particolare. La particolarità sta nel fatto che Gesù compie il miracolo non immediatamente, ma in più fasi. Quest’uomo non era cieco dalla nascita perché poi sa riconoscere le forme degli alberi e degli uomini; probabilmente ha avuto una disgrazia o una malattia. Gesù lo prende per mano e lo porta fuori dal villaggio. Anche dopo gli dice di non entrare nel villaggio; il perché non lo sappiamo; tuttavia se per tornare non era necessario che passasse dal villaggio possiamo pensare che abitasse in un altro luogo. Analizzare i particolari non credo sia indispensabile, la cosa certa è che Gesù non aveva uno “standard comportamentale”, non era un guaritore magico; Egli operava in base ai caratteri, ai cuori di chi aveva di fronte. A volte bastava una parola senza nemmeno muoversi (il centurione in Matt 8:8) a volte come in qs caso agiva quasi con riservatezza, fuori dal clamore, un poco alla volta. E’ probabile che alcuni di noi siano più sensibili di altri e che il Signore voglia risparmiare ad essi impatti troppo bruschi con il mondo (frastuono confusione sguardi curiosi, commenti inappropriati, impressioni emozioni troppo intense).

 

La cosa importante è che due persone, unite solo dal fatto che non potevano vedere, ad un certo punto, incontrando Gesù, vedono.

In entrambi i casi, nonostante fosse presente tanta gente,  il Signore sa trovare il momento ed il modo adatto per parlare al cuore.

E’ così che agisce il Signore: in modo personale con ciascuno di noi.

 

E’ in queste indicazioni personali, nel rapporto intimo privato tra noi e il Risorto, che noi possiamo capire quale è la nostra strada, il ns posto nel tempo in cui viviamo.

 

Oggi non siamo più in grado di vedere ciò che va visto: o non vediamo niente o vediamo in modo confuso… Se però vogliamo davvero seguire Gesù allora ricordiamoci che è Lui il ns Pastore non il ns zelo, perché solo Lui sa aprirci gli occhi al di là dell’apparenza. Ora l’apparenza riguarda il mondo ma ciò che veramente videro i due guariti fu la persona di Gesù.

 

Credo che a questo ci chiami tutti il Signore prima di ogni altra cosa: a riconoscere Lui, a “parlare” con Lui, a “vedere” Lui.

Se poi ci dirà di fare qualcosa la faremo, se non ci dirà niente Gli resteremo accanto adorandolo.

 

 

 

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