Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

LA GRANDE MOLTIPLICAZIONE DEI PANI DI GESU’ – IL MOMENTO PARTICOLARE ALLORA COME OGGI – parte 3 -

Episodio descritto in Matteo 14:13-21; Marco 6:30-44; Luca 9:10-17; Giovanni 6:1-14. - di Renzo Ronca - 7-1-16- h. 16,30 - (Livello 3 su 5) 

 

 

 

 

(segue)

LI FECE SEDERE A GRUPPI

 

“Perché c'erano cinquemila uomini [con le donne e i bambini abbiamo visto precedentemente che si trattava di 10-15.000 persone]. Ed egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di una cinquantina». E così li fecero accomodare tutti” (Lc 9:14-15)

 

Abbiamo qui un esempio della pianificazione ordinata ed efficiente di Gesù. Egli pur provando compassione per quella enorme folla e pur avendo deciso di sfamarla conosce bene come è fatto l’uomo; sa che in un assembramento del genere c’è sempre quello più prepotente e se avesse distribuito il cibo senza organizzare le persone ci sarebbe stato quello che avrebbe mangiato troppo e quello che forse non avrebbe toccato cibo. La scelta da parte del Signore del luogo pianeggiante con molta erba, la divisione per gruppi, il fatto di farli sedere, permetteva invece ai discepoli un immediato colpo d’occhio su chi aveva già mangiato e chi ancora non lo aveva fatto in un clima di riposo e di calma “perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace” (1 Cor 14:33).

 

Questo sapiente ordine ci fa anche immaginare la conoscenza del Signore dell’animo umano quando nel millennio regnerà sulla terra, dove darà al mondo pace meravigliosa ma anche fermezza con “verga di ferro”.

 

 “Poi… “ (Lc 9:16)

E’ interessante quel “Poi…” che mette Luca. Gesù non ha mai fretta, Egli perfettamente unito al Padre e allo Spirito Santo è un conoscitore e GESTORE del tempo terreno. Ogni gesto, ogni parla Sua è detta quando deve essere detta e fatta quando deve essere fatta, né prima né dopo. Prima lo sguardo al Padre per fare la Sua volontà perfetta, quindi le domande per saggiare la maturità spirituale dei discepoli, poi le indicazioni su come dovevano fare, infine quando tutto è pronto, ritorna a guardare in alto per la benedizione e il miracolo. Ogni cosa di Dio è perfetta, lode al Suo Nome.

 

Questo ci fa riflettere sul come servire Dio: senza sonnolenza ma anche senza fanatismo: né troppo né troppo poco. “Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Luca 17:10).

 

“Poi Gesù…”  

 

Immaginate le migliaia di persone sedute a gruppi in attesa… i discepoli vicino al Signore pronti a eseguire i suoi ordini… il silenzio… Gesù è il soggetto, il centro dell’azione. C’è solo Gesù che agisce in un momento volutamente solenne.

 

Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci…”

 

Gesù prende il poco, ciò che è quasi niente, insufficiente in confronto alla grande folla affamata e lo fa davanti a tutti, perché tutti potessero vedere e ricordare. Ripeto si tratta di quasi 15.000 persone!

 

Viene in mente l’acqua alle nozze di Cana: Gesù si fece portare i recipienti pieni d’acqua. Ciò che ai nostri occhi non è, ecco che con l’intervento del Signore, DIVENTA.

 

“..alzò lo sguardo al cielo…”

 

Gesù guardava il Padre come in un collegamento d’amore e di dedizione invisibile e meraviglioso. Il cuore di Gesù era tutto nel fare la volontà del Padre, questo ci ha insegnato a fare: una obbedienza completa totale colma d’amore: quello è il nostro tesoro: amare Dio con tutta la mente il cuore la forza (Mar 12:30), Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12:34).

 

“…li benedisse…”

E’ l’azione d’amore per l’uomo che parte da Dio e a Dio torna: “Volgi lo sguardo dalla dimora della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d'Israele e il suolo che ci hai dato come hai giurato ai nostri padri, il paese dove scorre latte e miele!” (Deuter. 26:15). Dio-Padre benedice e Dio-Figlio benedice e Dio-Spirito con loro benedice. La parola di Dio non torna a Dio senza aver fecondato la terra: "così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata" (Isaia 55:11)

 

“… li spezzò…”

Il pane di Gesù è sempre spezzato. Come il Suo corpo che fu spezzato. Per questo è tanto prezioso perché è la sofferta donazione di Sé per noi. E’ per questo che si chiama “pane di vita” ed è benedizione per noi, perché per il Suo sacrificio noi viviamo ed abbiamo un futuro. Lode al Signore nostro!

 

“…e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero alla gente(Lc 9:16)

 

E’ meraviglioso questo passaggio! Dio avrebbe potuto incaricare gli angeli di portare l’Evangelo agli uomini, oppure avrebbe potuto Lui stesso comunicarlo in modo spirituale, ma ha scelto di servirsi di altri uomini! Lode a Dio! Siamo noi quegli uomini, senza distinzione di sesso, di razza, senza differenze sociali… siamo noi perfettamente uniti al Cristo! “Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù”  (Galati 3:28)

 

“Tutti mangiarono a sazietà...” (Lc 9:17a)

 

La Scrittura non dice semplicemente che tutti mangiarono, ma dice “mangiarono a sazietà”. Giovanni dice in maniera ancora più esplicita: quanti ne vollero” (Giov 6:11). Il Signore non dà mai la grazia misurata contata ma la dà in abbondanza.

 

Ma al Signore non piacciono gli sprechi:

“Quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché niente si perda»”(Giov 6:12).

 

Pensate invece alla nostra “società del benessere” così ingiusta ingorda e disordinata: quante tonnellate di cibo vengono sprecate buttate ogni giorno nelle nostre nazioni? E quanti esseri umani muoiono di fame?

 

Essi quindi li raccolsero e riempirono dodici ceste di pezzi che di quei cinque pani d'orzo erano avanzati a quelli che avevano mangiato”. (Giov 6:13).

 

Pensate alla grazia di Dio:  Dodici ceste d’avanzi!! E nulla sarebbe andato sprecato perché sarebbe stato utilizzato ancora, probabilmente durante il viaggio di ritorno. Quando il Signore benedice lo fa sul serio e con grandissima generosità!

 

La gente dunque, avendo visto il miracolo che Gesù aveva fatto, disse: «Questi è certo il profeta che deve venire nel mondo»” (Giov 6:14).

 

Questo ultimo versetto indica una constatazione bella, ma anche triste. E’ così l’uomo: DOPO AVER VISTO IL MIRACOLO, crede.

 

E noi credenti come siamo? Quanto crediamo? Abbiamo anche noi bisogno di vedere constatare e saziarci prima di credere? Lasciamo aperta questa riflessione dove ciascuno per proprio conto potrò darsi una risposta.

 

Di certo abbiamo bisogno di due cose come dicevamo la volta scorsa:

 

1) Quella di ritirarci in preghiera sempre più spesso in luoghi e momenti adatti come fece Gesù. In questo potremo riflettere purificarci capire concentrarci santificarci. E’ importante perché siamo alla vigilia di eventi mondiali e dobbiamo aver chiaro il progetto di Dio nelle radi e nelle piccole cose, senza distrazioni, se vogliamo servirLo.

 

2) Quella di tornare al Cristo risorto per prendere il pane da dare alle persone che non hanno idea di come sfamare la propria anima.

 

Non è questione dunque da ciò che siamo in grado di fare, ma solo dalla fede che veramente abbiamo nel Signore. Sarà Lui a far tutto, come sempre, a noi spetta di crederci e di operare nel Suo Nome.

 

A noi credenti, discepoli del Signore spetta avere un ruolo significativo nel tempo che verrà. Chi si sente di farlo segua allora sempre con maggiore serietà ed attenzione i Suoi insegnamenti dedicandovi molto più tempo.

Il Signore ci benedica e ci apra la mente in modo da farci ragionare avendo sempre lo sguardo ed il cuore in Dio e non sulle nostre limitatezze.

 

 

 

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