Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

SEI COSE CHE DOVREMMO SAPERE – DA 1 CORINZI 6

Di Renzo Ronca – 19-11-15- h. 18,30 - (Livello 2 su 5)

 

 

 

1Corinzi 6

1 Quando qualcuno di voi ha una lite con un altro, ha il coraggio di chiamarlo in giudizio davanti agli ingiusti anziché davanti ai santi? 2 Non sapete che i santi giudicheranno il mondo? Se dunque il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicare delle cose minime? 3 Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più possiamo giudicare le cose di questa vita! 4 Quando dunque avete da giudicare su cose di questa vita, costituite come giudici persone che nella chiesa non sono tenute in alcuna considerazione. 5 Dico questo per farvi vergogna. È possibile che non vi sia tra di voi neppure una persona saggia, capace di pronunciare un giudizio tra un fratello e l'altro? 6 Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agl'infedeli. 7 Certo è già in ogni modo un vostro difetto che abbiate fra voi dei processi. Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? 8 Invece siete voi che fate torto e danno; e per giunta a dei fratelli. 9 Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13 Le vivande sono per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Dio distruggerà queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo; 14 Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza. 15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! 16 Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne». 17 Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui. 18 Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. 19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

 

 

Introduzione

Il carattere degli abitanti di Corinto nei tempi antichi era “mercantile, effeminato, lascivo ed immorale” (1) e la chiesa fondata da Paolo, pur essendo attratta dalla cose elevate della sapienza e dai doni dello Spirito, risentiva dell’ambiente corrotto ed aveva molti casi di disordine morale e sessuale. Questi credenti pur essendo molto “carismatici” non riuscivano a risolvere casi semplici di sano comportamento all’interno della loro comunità; è per questo che Paolo è costretto a riprenderli. La loro mollezza nei costumi (ci fu persino un caso di incesto) era un male per loro stessi ma anche una cattiva testimonianza verso i non credenti, che in questo modo non avrebbero avuto rispetto per il Signore.

Nel capitolo 6 della prima lettera ai Corinzi vi sono sei espressioni di Paolo che iniziano con “Non sapete che…?”.  Questo rimprovero fece molto riflettere le persone più sensibili e sagge della comunità, che in effetti avrebbero già dovuto sapere le cose che Paolo ricordò loro. Questa consapevolezza avrebbe potuto già prevenire i disordini morali che si erano manifestati.

Penso che la nostra realtà oggi sia molto simile a quella che era allora a Corinto. Anche noi andiamo a cercare manifestazioni potenti, doni miracolosi spettacolari dello Spirito di Dio, ma abbiamo spesso un comportamento scandaloso. Leggiamo allora questi sei “non sapete che..” come fossero indirizzati anche a noi, in modo da crescere in vera sapienza e purezza davanti al Signore che sta per tornare.

 

 

Breve riflessione

1) Non sapete che i santi giudicheranno il mondo? (1 Cor 6:2)

Sappiamo già che la parola “santi”  non indica una casta speciale di super credenti, ma indica tutte le persone che Dio ha santificato, cioè “messo a parte” dal mondo, i redenti, ovvero tutti quelli ha salvato per la loro fede in Cristo Gesù.

Tutti i santi, ovvero i redenti i salvati, che erano stati precedentemente rapiti dalla terra come “Chiesa” come “Sposa” del Messia, torneranno per il giudizio dei popoli prima del millennio (da non confondere col giudizio finale o “universale” che avverrà alla fine dei tempi ad opera di Dio stesso). I redenti non saranno più giudicati, avranno un corpo vero,  trasformato, eterno, e parteciperanno assieme a Gesù a quel giudizio sul mondo; non solo ma regneranno con Lui sul mondo per tutto il millennio.

 

2) Non sapete che giudicheremo gli angeli? (1 Cor 6:3)

L’apostolo si riferisce quasi certamente agli “angeli caduti”. Nel giudizio delle nazioni infatti di cui abbiamo appena parlato, Satana e i suoi “angeli caduti” o spiriti maligni o demoni, verranno imprigionati per mille anni. Anche a questo tipo di giudizio i santi parteciperanno.

 

3) Non sapete che gl'ingiusti non erediteranno il regno di Dio? (1 Cor 6:9)

Paolo, proprio perché parla a delle persone che si erano lasciate andare, prosegue in modo categorico: “Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio”. Quel “non vi illudete” appare fin troppo attuale. Molte chiese cristiane di maggioranza oggi predicano un “arrotondamento” dei peccati, un perdono generale da parte di un dio che alla fine perdona tutti perché ci ama ed è buono. Che Dio sia buono e perdonatore è vero, ma giudicherà comunque il peccatore, senza riguardo di persone. Del resto chi veramente è nella grazia, cioè nato in Spirito e Verità, ha una coscienza che lo spingerà sempre più a comportarsi in maniera corretta.

 

4) Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? (1 Cor 6:15)

La Chiesa per Paolo è come un corpo in cui a capo c’è Gesù (Colossesi 1:18; 24). Noi siamo membra della Chiesa, cioè del corpo di Cristo. Ora come parte di Lui, noi dobbiamo stare molto attenti a non sporcare di nuovo questo corpo che Lui ha purificato col Suo sangue.

 

5) Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? (1 Cor 6:16)

Paolo proseguendo fa qui un accenno importante a Genesi 2:24 “«Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne»”. Egli parla della profondità dell’unione. Parte dall’unione fisica per arrivare all’unione spirituale:   “«Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne». Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui.” (1 Cor 6:16-17). Con questo importante parallelo e con l’esempio del corpo di Cristo fa leva sulla coscienza dei credenti affinché si pentano della loro impurità. Non si può essere puri spiritualmente se si è impuri sessualmente per via della fornicazione, che era uno dei mali di Corinto. “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo” (v.18).

Anche noi dovremmo riflettere. Oggi il mondo fa sesso con chiunque: bambini, giovani, vecchi e persino con animali. In questo mondo così corrotto la tentazione per i credenti di commettere adulterio è grande: “in fondo… per una volta…  lo fanno tutti…”. Se il mondo è così lo sia pure; noi credenti che vogliamo essere di Dio, cioè UNITI a Lui, cerchiamo con tutte le nostre forze di fuggire questo tipo di peccato.

 

6) Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? (1 Cor 6:19)

I punti 3, 4, 5 sono un crescendo di verità importanti che fanno vergognare i credenti caduti nel peccato. In questo crescendo, questo ultimo punto 6 potrebbe far addirittura piangere il peccatore. Il nostro corpo è il tempio in cui “abita” lo Spirito di Dio. Un corpo che Gesù ha rinnovato; ci ha riscattati, “comprati a caro prezzo” cioè col Suo sangue. Dunque apparteniamo a Lui, il nostro corpo è Suo e la nostra vita stessa Gli appartiene e va santificata ogni giorno: “Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.” (vv.19-20)

 

 

 

 

(1) Dizion. Bibl. R. Pache

 

 

 

 

 

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