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LE DUE REALTA’ BREVE APPROFONDIMENTO - parte 4 di Renzo Ronca 30-5-09
(segue)
Prendete il capitolo 12 di Romani. I primi otto versetti (soprattutto i primi due) parlano della consacrazione cristiana[1].
Invece i versetti da 9 a 21 parlano della vita cristiana nella pratica.
Ora, detto in termini molto “terra-terra”, se noi mettiamo come obiettivo solo i versetti 9-21[2] ci troviamo di fronte ad una realizzazione solo “pragmatica”: “cioè questo è detto e questo devo fare nella pratica e basta”. Dice “Benedite quelli che vi perseguitano”? Va bene io li benedico (e magari dentro di me penso: “ma se mi capitano a tiro l’ammazzo”). Secondo me, non possiamo imporci un comportamento se prima non è cambiato il cuore. Il cuore non può cambiarselo l’uomo da solo. La base sta tutta in questo scambio di posti. SOGGETTO: SEMPRE Dio che può darci forza, rivelazione e capacità per il bene di TUTTA la chiesa (mai come conquista personale per un idilliaco, egoista, paradiso personale in terra); OGGETTO: l’uomo, le opere, la santificazione… (mai cambiare l’ordine dei fattori!) La realtà spirituale non è una conquista della bravura dell’uomo, ma una conseguenza della grazia di Dio.
I punti fondamentali della nostra meditazione infatti sono i primi due versetti del citato Romani 12: 1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
Non credo nell’ascetismo fatto di continue mortificazioni della carne, di digiuni, di privazioni continue. “La donna induce in tentazione? Eliminiamo le donne dalla nostra vita” dicono certi asceti ortodossi vivendo in luoghi in cui nemmeno animali femmine possono entrare. Con tutto il rispetto per le loro scelte (che meritano comunque una grande considerazione) pensate se tutti ci comportassimo così. Pensate se ogni persona chiamata da Dio non potesse sposarsi, come del resto fanno i preti o le suore! “Scegli: o Dio o il mondo!” Poveri noi! Che resterebbe del genere umano? Come potrebbero nascere quei bambini che secondo il piano di Dio devono anch’essi avere la possibilità di entrare in paradiso?
Conclusione: le due realtà ci sono solo per chi non ha ancora fatto una scelta definitiva tra carne e spirito; tra Dio e il proprio egoismo; e tutto sommato ci sono dunque per chi è ancora carnale. Chiunque ha conosciuto Dio, quello vero e vivo, in Cristo Gesù, sa che può e “deve” vivere una situazione “assurda”, come se fosse già spirituale, ma consapevole di essere solo carnale. Sa che non può gestirla né capirla da solo e che questa potrà dargli sofferenza e prove a non finire. Però sa anche che, come un miracolo continuo, c’è un Tramite che continuamente milioni di volte al giorno, ogni ora ogni minuto, fa da intermediario tra cielo e terra, tra Dio che lo trasforma continuamente in spirito e la sua carnalità che vorrebbe trasformarlo in bestia; e questo Tramite, che è lo Spirito Santo, gli permette di vivere in entrambe le realtà, sereno dentro, senza più gestirsi troppo, senza osservarsi troppo, senza porsi più domande.
(fine)
Correlazioni:
LE DUE REALTA’ - LA NOSTRA CONDIZIONE - parte 1
LE DUE REALTA’ - I NOSTRI ACCOMODAMENTI - parte 2
LE DUE REALTA’ - EDUCARE LA CARNE - parte 3
Indice studi e riflessioni - Home
[1] 1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. 3 Per la grazia che mi è stata concessa, dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura di fede che Dio ha assegnata a ciascuno. 4 Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, 5 così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo, e, individualmente, siamo membra l'uno dell'altro. 6 Avendo pertanto carismi differenti secondo la grazia che ci è stata concessa, se abbiamo carisma di profezia, profetizziamo conformemente alla fede; 7 se di ministero, attendiamo al ministero; se d'insegnamento, all'insegnare; 8 se di esortazione, all'esortare; chi dà, dia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le faccia con gioia.
[2]
9
L'amore
sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene.
10 Quanto
all'amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto
all'onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente.
11 Quanto allo zelo,
non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore;
12 siate
allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella
preghiera, 13
provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura
l'ospitalità.
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