Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

QUANTO SPAVENTA IL DIAVOLO? E’ GIUSTO AVERNE PAURA?

di Renzo Ronca - 28-10-15-h.15 -(Livello 3 su 5)

 

 

 

PUNTO DI PARTENZA

Nel nostro tempo, dove tutti ci sentiamo così intelligenti da poter vivere autonomamente senza Dio, pare assurdo credere all’esistenza del diavolo; questo almeno secondo chi segue il mondo.

Per noi credenti invece vale un altro tipo di intelligenza: “Il principio della saggezza è il timore del SIGNORE, e conoscere il Santo è l'intelligenza” (Prov. 9:10)

Dunque non proveremo nemmeno a parlare ai primi (quelli che non credono); mentre ci rivolgeremo agli altri, quelli che credono o che dicono di credere. Già perché anche qui purtroppo è necessaria una differenziazione: ci sono i credenti con la Bibbia (cioè che mettono la Sacra Scrittura al centro della loro vita), e quelli senza la Bibbia, ovvero i credenti e le chiese del “secondo me” (che sono la stragrande maggioranza), cioè che interpretano tutto in base alle loro esigenze o alle filosofie che vanno per la maggiore. Secondo alcuni di questi il diavolo è un simbolo o un concetto.

Noi leggendo la Bibbia, vedendo le opere di Gesù ed ascoltando le Sue parole e quelle degli apostoli, esponiamo con semplicità quanto vi troviamo scritto e cioè che il diavolo è una creatura realmente esistente. Partiamo dunque da qui, evitando il resto.

 

CONOSCENZA DI BASE

Siccome esistono moltissime interpretazioni sul diavolo, a volte fantasiose a volte terrificanti, direi di ripassarci prima quello che ci insegna la Bibbia. A questo proposito, prima di proseguire, vi invito a leggere l’allegato STUDIO BIBLICO SU SATANA che ho trovato in internet nel sito “laparola” e che mi pare abbastanza ben fatto.

 

 

Avete letto lo studio? Bene, ora che abbiamo questa conoscenza scritturale possiamo finalmente chiederci quanto possa spaventarci il diavolo.

 

CI SPAVENTA QUELLO CHE NON CONOSCIAMO, MA..

Come dice giustamente un cara sorella, paura e fede non vanno molto d’accordo. Se il fatto stesso di nominare la parola “Satana” o “spiriti maligni” ci causa timore, vuol dire che ancora abbiamo reminiscenze superstiziose o popolari o distorte da insegnamenti non corretti; oppure significa che la nostra fede è ancora debole. Nessun problema: ci spaventa ciò che non conosciamo, ma noi siamo conosciuti da Gesù Cristo e Lui conosce anche ciò che noi non conosciamo; dunque non è indispensabile che noi conosciamo direttamente tutto.

 

LA BATTAGLIA CONTRO SATANA E’ STATA GIA’ VINTA

Questa battaglia contro il diavolo è Sua e Lui l’ha già vinta superando ogni forma di suggestione (vedi “SUGGESTIONE E TENTAZIONE  DI GESU' NEL DESERTO”  e segg.)

Satana, l’angelo ribelle caduto, è stato già vinto da Gesù sulla croce quando ha ubbidito fino alla morte (riscattando la nostra condanna a morte). Dunque noi che siamo in Cristo non abbiamo nulla da temere.

 

ABBIAMO AUTORITA’ NEL NOME DI GESU’

Inoltre Gesù ha dato ai suoi discepoli l’autorità sui demoni, che nel Suo nome, sono sottoposti  “Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome»” (Lc 10:17). Questo, in termini molto semplici, significa che quando noi ci rendiamo conto di avere delle tentazioni da parte del maligno, possiamo ordinare a queste forze oscure di andarsene NEL NOME DI GESU’ CRISTO.

 

LE PREGHIERE DI LIBERAZIONE

Molto ci sarebbe da dire su queste “preghiere di liberazione” ma non vorrei appesantire troppo questa pagina, per cui mi limiterò all’essenziale:

 

SOLO PERSONE CONSAPEVOLI E DI FEDE MATURA

Le preghiere di liberazione o esorcismi o comandi agli spiriti maligni di andarsene, devono essere fatte solo da persone consapevolmente battezzate (cioè che hanno riconosciuto Gesù come unico Signore e sono state da Lui riconosciute), mature nelle fede, e solo in nome e di Gesù Cristo, non in nome di se stessi o di altri (vedi l’esempio dei figli di Sceva in Atti 19:13-16).

Questo lascia parecchie perplessità ad esempio su alcune preghiere cattoliche dove l’“appoggio” della fede si basa sull’evocazione degli spiriti dei santi (cioè persone morte), di Maria, sulla recita del rosario, sul “potere” di varie “reliquie” (Alcuni preti esorcisti cattolici hanno incastonate in una croce portatile dei pezzetti di ossa di qualche santo considerato “potente” quando era in vita)  o dell’”acqua santa” o del “segno della croce” o cose simili.

 

 Certo spetta a Dio accettare o meno queste preghiere e sicuramente terrà in conto moltissimi fattori nel cuore di chi prega, tuttavia noi credenti evangelici, sapendo già che certe preghiere non sono a Lui gradite come dice nel secondo comandamento (Esodo 20:4-6), ci atteniamo a quanto dice la Scrittura.

 

NON SOTTOVALUTAREIL DIAVOLO

Il fatto che Satana abbia un potere limitato non significa che non abbia potere, o che sia da sottovalutare; anzi le sue possibilità sono senza dubbio superiori a quelle dell’uomo. Lui ci ingannerebbe in continuazione come fece già nell’Eden, non è certo con la nostra forza la nostra intelligenza o il nostro buon senso che riusciremo a batterlo.

 

LA NOSTRA FORZA

La nostra forza è la fede. Che significa questo? C’è una consapevolezza importante di cui a volte ci dimentichiamo: noi dal momento in cui abbiamo deciso di essere di Cristo abbiamo da Lui come una protezione speciale, un contrassegno, un sigillo, un  segno di riconoscimento che ci protegge dal maligno e dai suoi angeli caduti. Questo sigillo è il dono dello Spirito Santo. In un modo misterioso da capire per noi che siamo ancora terreni, abbiamo in noi stessi come il segno di Cristo che ci protegge sempre e dovunque. E’ come al tempo della fuga di Israele dall’Egitto, quando sugli stipiti delle porte venne messo il sangue dell’agnello e la morte non entrò nelle case di chi aveva questo segno. Gesù è l’agnello che ha versato il Suo sangue, e noi che in Lui confidiamo siamo da Lui salvati. La festività di quella protezione-liberazione fu chiamata “Pasqua”, infatti Gesù è anche chiamato “nostra pasqua” (1 Cor. 5:7).

Ora il punto del discorso è questo: lo Spirito Santo è il contrassegno, il “vestito” che, per i meriti di Cristo, indossiamo per fede e che ci permette di essere sempre protetti dagli attacchi del maligno.

Questa consapevolezza deve darci stabilità sicurezza e coraggio.

 

TENTAZIONI E PROVE

Si, il coraggio nella fede ci vuole, perché se è vero che siamo sempre protetti è anche vero che finché saremo sulla terra saremo comunque esposti alle tentazioni.

 

Il perché questo accada è complesso da capire e spiegare, diciamo che noi cristiani siamo chiamati a seguire Gesù come nostro modello; ora Gesù ha camminato attraverso una strada dove il dolore e l’amore sono sempre stati uniti, come la carne con lo spirito. Se vogliamo essere Suoi discepoli, è anche per noi quella strada; una strada di amore e di croce (Luca 9:3).

 

Le tentazioni che vengono da Satana sono talvolta permesse da Dio e vengono chiamate prove. La paura, certi aspetti della depressione, l’autoaccusa, i sensi di colpa, desideri di cose contrarie al ns bene ed altro, possono essere prove. Il motivo per cui Dio permette le prove ai credenti è principalmente quello di rafforzarli nella fede. La prova infatti è sempre sotto il controllo del Signore, Il Quale non permette che la prova sia superiore alle nostre forze né nella durata né nella forza: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere” (1Corinzi 10:13).

Forse possiamo sintetizzare la causa delle prove in due motivi:

 a) Amore: nella sofferenza che proviamo (come credenti e dunque come vincitori in Cristo -Rom. 8:37-)  possiamo capire la sofferenza del nostro prossimo ed intercedere per lui (vedi anche SOFFERENZA NOSTRA E CONSOLAZIONI DEL SIGNORE )

b) Rafforzamento-crescita: secondo gli esempi dell’apostolo Paolo il cristiano è come un atleta, un guerriero, uno che sa lottare; e come si impara a farlo? Proprio esercitandosi. In una palestra si entra deboli e si esce con dei muscoli forti. Immaginiamo di avere un maestro di lotta: quante volte ci farà cadere e ci rialzerà usando proprio i nostri punti più deboli? Non lo farà per esibizionismo ma per renderci forti! Lo farà tante volte fino a che impareremo a difenderci sempre meglio e diventeremo più forti. E le nostre cadute –anche se ci sembreranno terribili ed umilianti- in realtà saranno sempre “assistite” perché il maestro ci farà subito rialzare.

 

LE NOSTRE PAURE VINTE UNA DOPO L’ALTRA

Sotto la guida perfetta dello Spirito Santo che è il nostro Maestro e Guida della Chiesa, le nostre paure vengono vinte una dopo l’altra in un cammino meraviglioso che culminerà con l’incontro reale con Gesù stesso al Suo ritorno. E qual è l’ultima paura da vincere? “L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte” (1Corinzi 15:26).

Infatti vi è una fase importante nella nostra fede che segna la nostra maturità: è quando non ci interessa più la morte, è quando non abbiamo più paura di morire. Sapendo che siamo in Cristo, sentiamo in noi stessi che la paura della morte è stata assorbita dalla vita nuova:

“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità. Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?» Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1 Cor 15:51-58)

 

“Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste, se pure saremo trovati vestiti e non nudi. Poiché noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. Or colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito (2Corinzi 5:1-5)

 

In pratica allora se siamo in Cristo, nel Suo amore, di che dobbiamo avere paura?   Di nulla!

Leggiamoci a cuore aperto queste bellissime frasi dell’apostolo Paolo:

 

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno […] Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com'è scritto: «Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello». Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:28-39)

 

 

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