Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

IL RUOLO DEI MASS-MEDIA NELLA FAMIGLIA CRISTIANA DEI NOSTRI TEMPI

 - Riflessioni sul disfacimento e sostituzione dei modelli familiari nella spiritualità cristiana - cap.3 -  di Renzo Ronca - 21-9-15 - h. 17,15- (livello 5 su 5)

 

 

 

 

PREMESSA NECESSARIA: Gli scritti come questo, di livello 5 su 5, cioè di massima difficoltà, sono rivolti essenzialmente alle persone già addentro alla materia (in qs caso alle Scritture bibliche). Non presenterò gli insegnamenti evangelici di base sull’amore verso il prossimo il battesimo la legge la grazia ecc. ma cercherò soprattutto prospettive che gettino luce sugli avvenimenti degli ultimi tempi. Il principio da cui parto è che la Chiesa del Signore...

 

Cioè la Chiesa “invisibile” al mondo e che può anche “attraversare” le varie chiese cristiane, secondo il nuovo movimento di risveglio senza appartenenza che puoi vedere in questo dossier pdf: http://www.ilritorno.it/es/eshtml/dossier/NUOVO%20MOVIM%20CRIST.pdf  oppure, per chi ha fretta, in qs pagina: UNO STRANO NUOVO MOVIMENTO)

 

...debba essere anche profetica, ovvero debba consolare, correggere, preparare, edificare (1 Cor 14:3-5).  E’ nostro compito di cristiani dunque indicare senza allarmismo, ma con sano realismo, i cambiamenti epocali che stiamo già vivendo, inquadrandoli nella prospettiva del rapimento dei credenti, che prelude al ritorno di Gesù Cristo. La nostra epoca presenta il successo apparente degli inganni satanici (soprattutto per mezzo del controllo mediatico), che avranno il culmine nella presentazione molto positiva dell’anticristo, che apparirà a quasi tutti come grande e risolutivo uomo di pace, di giustizia e libertà. E’ fondamentale per la Chiesa di Cristo, come nella parabola delle dieci vergini (Matt. 25:1..), mantenersi vigilanti come se lo Sposo Gesù dovesse arrivare da un momento all’altro e saperLo riconoscere. Questi scritti nello specifico, pur considerando che nel mondo vi sono molti tipi di inganni, si occupano soprattutto di un’azione maligna insidiosa molto sofisticata, che da moltissimo tempo cerca di modificare e stravolgere l’idea di famiglia che viene da Dio.

Scusate la lunghezza e l’apparente ripetitività, ma se riprendiamo spesso i fili del discorso non è per ripetere le stesse cose, bensì per approfondire ogni volta un pochino di più. Non dobbiamo avere la fretta di arrivare, ma cerchiamo invece la “lentezza del capire”, perché l’uomo è lento a capire e rapidissimo a dimenticare.

 

 

(segue)

Cerchiamo di capire come potrebbe agire oggi il ns “avversario spirituale” nella sua battaglia devastante contro l’idea di “famiglia” che Dio cerca di trasmetterci.

 

Le forze maligne, gli spiriti seduttori, che identifichiamo con il sintetico “avversario” o “ingannatore”, sanno che i ruoli e gli equilibri all’interno della famiglia occidentale moderna sono sempre più dinamici, in corso di transizione, spesso confusi e quindi molto fragili.

Tali equilibri non sono più degli standard uguali per tutti come erano in passato, ma sono da cercare famiglia per famiglia, individuo per individuo, in una crescita attenta dove, per stare bene, l’umiltà e l’intelligenza dovrebbero andare d’accordo con la fede.

 

Per quanto riguarda la fede, il progressivo allontanamento da Dio in atto nel mondo, indebolisce il nostro appoggio sulla guida dello Spirito Santo.

 

Senza questa illuminazione continua del nostro pensare, orientata verso quel futuro promesso, che appena intravediamo e che solo Lui conosce, non possiamo far altro che ripiegare i pensieri ad “altezza di uomo”, adattando nello specifico la famiglia a quanto avviene nel quotidiano.

 

Non avremo più allora un giusto percorso che:

-partendo dall’alto dalle sublimi complessità della natura di Dio

-ci attrae a Sé,

-trasferisce nel ns cuore questa parte di Sé crescente,

-e dal nostro cuore si trasferisce poi alla famiglia unita

-e dalla famiglia si traduce in comportamenti cristianamente sani.

 

Bensì un errato percorso che:

-partendo dal basso, cioè dall’umano,

-pur cercando il meglio di ciò che potrebbe essere “diritto e libertà”

-si estende poi in maniera limitata alla nostra vita di tutti i giorni,

-rimpallando “il bene ed il male” da un uomo all’altro nelle “conquiste” sociali.

-Un “bene e male” che ha come sfondo la “misura finita dell’uomo” e non più la “misura infinita di Dio”.

 

I risultati di questo operare “piatto” si vedono subito: l’aumento dei problemi politico-sociali che creiamo in continuazione e che poi nella nostra limitatezza non sappiamo più risolvere, accresce la nostra necessità di sicurezze; poi cerchiamo le sicurezze in noi stessi ma produciamo solo altri problemi che si sommano ai precedenti. Un giro chiuso che nella pratica ci rende sempre più bisognosi di aiuto; un aiuto che non vogliamo/possiamo cercare/trovare in Dio a causa della nostra orgogliosa “autosufficienza”.

 

La spinta di questo avversario è sempre la stessa: cerca di convincerci che il legame con Dio sia negativo e ci impedisca di evolverci. Attraverso ragionamenti e filosofie di tutti i generi le forze anti-Dio cercano di convincerci da sempre che la nostra fede in Dio sia solo un cordone ombelicale legato alle tradizioni ed ai miti, da tagliare subito per poter finalmente camminare da soli. In qs senso viene propagandata soprattutto agli “intellettuali di potere” una affascinante idea di satana-lucifero-raziocinio-portatore-di-luce-e-di-progresso.  [1]

 

[1] Chiamo “intellettuali di potere” principalmente quegli uomini potenti che non compaiono mai nelle cronache, ma che sono dietro lobby politiche economiche militari esoterico-massoniche e determinano di fatto le sorti del mondo. A torto o a ragione ritengo che  dietro questi uomini potenti, a loro volta, vi siano forze oscure molto più potenti di loro, di origine satanica, che, dopo aver preso le loro menti,  perseguono un piano destabilizzante globale preciso.

 

Come nell’inganno di Eva e di Adamo ci sono verità e falsità mescolate che non percepiamo subito. Il progetto di Dio non prevede cordoni ombelicali da tagliare perché l’individuo è stato creato già libero.

 

All’uomo viene solo affiancata una linea di condotta protettiva provvisoria –un riferimento indicativo utile per lui se lo vuole accogliere- in grado di riconoscere il bene dal male.

 

Questo aiuto viene dall’alto e rimane un riferimento dall’alto, come una indicazione “un modello” al di sopra del mondo; diciamo un modello di ciò che è “Bene” in maniera assoluta  –accettabile o meno- accessibile a tutti quelli che di Dio si fidano. Un aiuto per l’uomo che durerà fin quando l’uomo sarà uomo e che si manifesta in due modi:

 

1. finché l’uomo è “spiritualmente minorenne” si manifesta con i comandamenti. Lo scopo di queste linee guida  è traghettare l’uomo fuori dal fango in cui è finito per aver voluto fare troppo presto tutto da solo.

 

2. E’ con la maturità spirituale poi, –guidati dal Padre-Figlio-Spirito-Santo-, che riusciamo ad introiettare [2] certe cose complesse della natura di Dio; le facciamo nostre: non per averle perfettamente capite, ma per averle in noi stessi “digerite”, assimilate tipo “infusione” dall’alto, andando oltre, andando sopra la comprensione razionale umana. E’ questa la “nuova nascita” che ha un senso solo per chi la vive.

  

[2] “L’introiezione è un processo psicologico per cui viene incorporata nel sistema dell’Io la rappresentazione mentale di un oggetto esterno, per cui il rapporto dell’Io con l’oggetto si trasforma nel rapporto dell’Io con l’immagine dell’oggetto introiettato.” (Diz. Di psicologia di U. Galimberti) – [Chiedo scusa agli psicologi se qualche volta uso dei loro termini per spiegare cose religiose di cui mi mancano le parole adatte. Li vorrei solo usare come esempi generali, sperando di non rendere ancora più confuso tutto quanto.]

 

Attenzione ora: allontanandoci da Dio non possiamo più usufruire né del primo aiuto (comandamenti) né del secondo (nuova nascita) e non possiamo più assimilare nulla dall’alto;  

si innesta quindi UN AGGRAVAMENTO della nostra condizione umana:

infatti ci è utile capire che certi processi dentro di noi, per esempio quello di imitazione, di cui siamo dotati “per natura”, e che nella famiglia “sana” sono  utilissimi, funzionano lo stesso pure in una eventuale famiglia disgregata e di fuori di essa; e questo è da capire bene perché non imitando Dio o le cose di Dio (non trovandole), cosa imitiamo se non l’anti-Dio?

E questa è la causa principale della nostra rovina attuale.

 

Nella famiglia antica che metteva la Bibbia al centro della casa, i genitori credenti erano già “in Dio” e costituivano un riferimento, un filtro, una difesa, un mezzo per individuare la strada “giusta”.

I genitori di oggi, che guardano più al mondo che alla Bibbia, oberati da preoccupazioni ed ansie, non riescono a trasmettere altro ai figli se non ciò che hanno dentro. E cosa hanno dentro? Un grande vuoto; l’inquietudine e i morsi di una esigenza d’amore sempre insoddisfatta.

Si, perché la nostra anima dentro è così: alla ricerca continua dell’amore di Dio; e non trovandolo soffre e vive in continue crisi, che cercherà di risolvere con quanto ha sottomano, come i continui innamoramenti umani,  ma che non la soddisferanno mai. E come dentro è così la ns anima, così fuori è la ns spinta inconsapevole ai nostri comportamenti contraddittori e stati d’animo negativi.

 

E’ per questo che le forze ingannatrici anti-Dio, approfittando di questa smagliatura nella famiglia e nella società, si mobilitano, si gettano sulle facili prede disperdendo questi “nuovi orfani” in maniera sempre più globale. [3]

 

[3] Chiamo “nuovi orfani” tutte quei figli che crescono senza più i genitori radicati nella fede cristiana;  ed in forma generale le ultime generazioni che crescono in un ambiente globale che sta andando alla deriva lontano da Dio.

 

E come fanno queste forze ingannatrici a ingannare e disperdere i “nuovi orfani”?

 

Le forze ingannatrici sfruttano la nostra buona tendenza all’imitazione, usandola per fini sbagliati, usando anche i mass-media [4].

 

[4] Tutte le cose che Dio ha messo nell’uomo, anche i meccanismi psicologici, sono cose buone. Il problema sorge solo quando vengono gestite per il male e non per il bene. Anche il processo di imitazione nasce come attività buona e indispensabile per la nostra crescita: “L’imitazione è un processo cognitivo e agisce su due piani, quello conscio e quello inconscio.  Nei suoi studi sullo sviluppo del neonato, lo psicologo svizzero Jean Piaget aveva già osservato come i piccoli imparino in fretta a rispondere per imitazione (Piangi? Piango. Ridi? Rido.), già a 2 mesi riescono a imitare gesti anche senza aver ben chiaro a cosa servano. Più i bambini crescono più si specializzano nel loro imitare, dando un significato a quanto agiscono, imparando a cosa serve un gesto piuttosto che un altro. Imitando prendo il mio posto nell’ambiente. Anche l’adulto non è lontano da questa forma di apprendimento. Entrando in un posto nuovo come arma di adattamento, imita gli altri (es. in un supermercato dove si entra per la prima volta si cerca di imitare il comportamento altrui, al bancone serve il numero? o no? Dove lo prendono? etc). Per non parlare della grande scoperta italiana dei neuroni specchio […]”

(da “I Bambini Fanno quello che Vedono. Psicologia e Imitazione.” In https://pollicinoeraungrande.wordpress.com/2013/09/20/i-bambini-fanno-quello-che-vedono-psicologia-e-imitazione/)

 

Rimanendo nell’ambito dei mass-media, che abbiamo avuto modo di avvicinare più volte nei nostri scritti precedenti, vediamo che queste forze ingannatrici, dopo averci distratti, attratti, allontanati da Dio e dai Suoi buoni esempi, come farebbero dei cattivi genitori virtualici forniscono altri esempi, ALTRI MODELLI da seguire presentandoceli come “buoni” e attraenti.

 

L’uomo del mondo allora, che di Dio ha un ricordo sempre più diluito, se non quasi del tutto assente, è sempre meno in grado di valutare da solo i pericoli dei nuovi modelli, così li segue ingenuamente.

 

In un certo senso, con i limiti dell’esempio, è vera la frase che abitualmente si dice: “la TV è la baby-sitter dei nostri tempi”. Essa infatti, coadiuvata dai terribili giochini violenti o dagli immancabili cellulari in grado di connettersi con tutto (senza distinzione di bene male),  “aiuta” (sostituisce?) la presenza dei genitori, con tutti i rischi di imitazione-apprendimento che ne conseguono, propagandati liberamente da questi sistemi di comunicazione.

 

Questi mezzi infatti COMUNICANO SEMPRE DELLE COSE e a poco servono i filtri delle fasce d’età. A volte basta una semplice pubblicità per confondere un bambino.

 

Già una trentina d’anni fa se ne parlò a proposito di un piccolino lasciato nella stanza a guardare la TV che trasmetteva un film di “Superman”: il piccolo, cercando di imitarlo, si buttò dalla finestra.

La TV i cellulari i giochini non sono semplicemente e soltanto passatempi, ma sono anche soprattutto  TRASMETTITORI DI INFORMAZIONI, DI ESEMPI, DI MODELLI CHE POSSONO FARE DEL MALE.

 

Un ultimo esempio tra i tanti, il più recente e forse il più atroce: una quindicenne danese, amica di un simpatizzante ISIS, dopo aver visto una ventina di volte il filmato di una decapitazione -come queste bestie sono soliti fare- ha ucciso subito dopo la propria madre  (Corriere della Sera – 16-9-2015).

 

So che quanto dico potrà sembrare eccessivo, tuttavia penso che le forze maligne abbiano preso quasi totalmente il controllo dei mezzi di comunicazione. In un certo senso potremmo dire che Satana è un “trasmettitore continuo” che cerca di attrarre tutti. Solo chi si mantiene in continua comunione con lo Spirito di Dio riceve discernimento ed aperture mentali sufficienti per restare distaccato ed usare i media senza esserne troppo preso.

 

Questo meccanismo di imitazione diffuso a milioni di “nuovi orfani” (cioè senza più radici bibliche) forma una specie di “famiglia virtuale” dalle terribili conseguenze.

 

Per esempio gli sbandati, i delusi, quelli presi dalla rabbia e dalla mancanza di futuro sono i più esposti ad essere attratti dall’alternativa più estrema  (quanti giovani europei ci hanno sorpreso andando volontariamente ad arruolarsi negli eserciti più violenti e barbari che esistono?).

 

Ma anche l’eccessiva spinta politco-sociale a favore di una “libertà” di tutti a tutti i costi (libertà anche alla blasfemìa, all’omosessualità persino nelle chiese) gioca ambiguamente un ruolo perverso che subito si ripercuote nella famiglia classica che appare obsoleta.

 

Ecco allora famiglie sempre più “miste”.

C’è di tutto dentro le nostre famiglie ma anche chiese, case, pensieri, cuori… 

 

L’unico modo, a mio parere, per ritrovare ciò che sia “bene” e distinguerlo da ciò che sia “male”, penso stia nel ritornare alla centralità degli insegnamenti di Dio. Non in maniera idolatrica come forse alcuni giudei fecero un tempo, ma certamente mettendo al centro del nostro cuore la riflessione sul nostro Signore, immensamente semplice da amare ed incredibilmente complesso da capire, che con la famiglia ci ha dato una immagine della sua unità composta.

 

Una volta “cacciati i mercanti dal tempio” (cioè tutte le estraneità profane da ciò che è sacro)  si potrà riempire il tempio del nostro corpo-cuore con la Grazia; e questa aprirà le porte alla presenza attiva dello Spirito Santo che ci riempirà.

Sarà questa presenza di Dio vivo che alla fine spingerà pensieri ed azioni ad esistere all’interno di tutto il progetto divino per la salvezza dell’uomo.

  

Dice lo Spirito di Dio che “c’è il tempo per ogni cosa” (Eccl. 3:1..) e come possiamo sapere se una nostra azione sia giusta o sbagliata se non comprendiamo i tempi?

 

Ogni azione va inquadrata nel contesto del tempo in cui si vive, nel nostro caso nel tempo che precede il rapimento dei credenti, che a sua volta anticipa di poco il ritorno di Gesù Cristo.

 

Mantenere una famiglia unita oggi è molto difficile perché abbiamo una infinità di modelli che ci attraggono e ci confondono. Se facciamo un’analisi solo razionale sociale non verremo a capo di niente: domani dovremo farne un’altra, perché quella di oggi sarà già superata.

 

Se pensiamo alla famiglia invece (come del resto alla “chiesa”) come un concetto che ci arriva da Dio, quasi come un modello di Sè, a Sua somiglianza, tutto da percepire e riscoprire nella sua sublime unità e scambio di amore, allora forse siamo sulla buona strada.

 

 

 

 

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