Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

PARALLELO TRA "DIO-FAMIGLIA" E FAMIGLIA TERRENA  - Riflessioni sul disfacimento dei modelli familiari nella spiritualità cristiana - cap.1 -

 di Renzo Ronca - 15-9-15 - h. 11,15 - (livello 5 su 5)

 

 

 

L’imitazione è nel nostro patrimonio genetico per favorire la crescita. Negli animali, nei cuccioli ad esempio, è fondamentale imparare la sopravvivenza, la caccia, la difesa attraverso l’imitazione dei genitori. Anche il bambino imita il papà per apprendere le buone esperienze di sopravvivenza, fino a diventare autonomo. Ma se negli animali le cose rimangono pressoché uguali nel tempo, per noi i riferimenti genitoriali cambiano per molti motivi. E non sempre in meglio.

 

La nostra società occidentale ha subìto cambiamenti veloci, spesso contraddittori e confusi  e la famiglia che era il riferimento principale è stata la prima a subirne le conseguenze.

 

I riferimenti genitoriali di una volta stanno sparendo del tutto, sostituiti da altri riferimenti confusi (vedi gli insegnamenti “gender” dove si ipotizzano famiglie non solo maschi-femmine ma anche maschi-maschi e femmine-femmine). E’ bene? E’ male? Da un punto di vista sociale lasciamo al sociologo il compito di spiegare se questo sia “progresso” “evoluzione” o “distruzione”; noi approfondiamo l’argomento nella prospettiva della fede cristiana.

 

Premessa necessaria: accennerò in estrema sintesi dei concetti-ipotesi abbastanza difficili; li useremo solo per comprendere un ragionamento ampio visto dall’alto. Pregherei quindi il lettore di non soffermarsi troppo nei singoli punti (che si potranno sempre correggere o sviluppare) ma di comprendere le linee generali. Forse userò esempi e parole non perfette, ma spero che il Signore mi correggerà strada facendo. Dove non è chiaro scrivetemi (mispic2@libero.it )e cercherò di spiegare meglio.

 

1) IL PARALLELO TRA DIO-FAMIGLIA E FAMIGLIA TERRENA

 

Sono convinto che nell’imprinting che Dio ha messo nell’uomo [1]

ci sia anche un modello di “famiglia” ben più elevato di come lo intendiamo normalmente

-modello che è Dio stesso nella Sua complessità- [2] 

modello che l’uomo tende poi a ricomporre per tutta la vita, più o meno consapevolmente.

 

 

[1] […] Vi e' nell'uomo, da qualsiasi tribù della terra egli provenga, un qualcosa ad immagine di Dio, uno spirito, che lo rende particolare, un'anima vivente. In questa "immagine di Dio" io penso ci sia potenzialmente tutta la nostra identità spirituale nascosta; tutta la storia dell'uomo dalla creazione al suo ritorno al paradiso perduto. E' come un seme che seppure piccolo e apparentemente secco ha in sé tutte le caratteristiche della pianta della sua specie e appena trova l'ambiente adatto si riproduce, cresce, si solleva verso il cielo.  C'e' in noi, più o meno soffocata, nascosta, questa inquietudine o desiderio di rinascita che trova pace e appagamento solo in Dio. Questo e' il terreno in cui possiamo riprodurci e crescere. […] (Da: “SEME, RADICE DELL'UOMO: "IMPRINTING" DI DIO” di RR - 1994)

 

 

[2] La complessità di Dio è quasi sempre sintetizzata nella dottrina della “Trinità”; tuttavia questa rimane una dottrina teologica che, nel tentativo di capire-spiegare Dio, finisce per inscatolare una molteplicità, un pluralità, che è molto al di sopra delle nostre possibilità di comprensione. Consiglio vivamente di leggere il breve ma importantissimo scritto del fratello Angelo Galliani “CHE COS’È LA TRINITÀ?” (link esteso: www.ilritorno.it/postapic_quest/31_trinita.htm )

 

 

Non so spiegare in che modo, ma come detto più volte sono certo che all’atto della creazione ci sia stato trasmesso in qualche modo, forse programmato nello stesso DNA, un piccolo “seme”, come un “programma” speciale, capace di percepire e riconoscere i cenni della paternità-maternità di Dio e molto di più.

 

E’ questo seme-programma che determinerà poi il desiderio nell’uomo di unità attrazione insopprimibile verso Dio e che ci aprirà in seguito alla nostra identità filiale (come “figli di Dio”)  in un senso di appartenenza alla pluralità di cui Egli è composto.

 

E’ importantissima questa coscienza perché, se sviluppata correttamente, ci permetterà di avere una specie di “bussola interiore”, un discernimento sufficiente a riconoscere le cose di Dio da quelle estranee a Lui.

 

Anche se più volte abbiamo parlato in passato di questo seme-imprintig di Dio, adesso come vedete, sviluppiamo un nuovo elemento: la rassomiglianza al Suo modello genitoriale-familiare.

Non più Dio-Essere-singolo, ma “Dio-Plurale in Uno”, dove in qs pluralità è contenuto un MODELLO DI FAMIGLIA basato su un “insieme”, a cui in qualche nodo noi aspiriamo  più o meno consapevolmente.

 

Tutta la Bibbia, a guardarla da questa prospettiva ci fornisce dei “modelli” a cui fare riferimento per capire, per saperci comportare, per evolverci: l’arca che costruì Noè, il decalogo, il santuario nel deserto, il tempio di Gerusalemme, la Gerusalemme celeste, Gesù stesso… Tutti modelli celesti da seguire sulla terra per il nostro bene, in attesa di conoscere direttamente il Divino: “Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto” (1Corinzi 13:12)

 

Il “come in cielo così in terra” indica molto più di quanto sembri. In noi stessi da qualche parte ci sono le “istruzioni d’uso” per l’evoluzione dell’uomo fino all’eternità, nostro obiettivo. Istruzioni “zippate”, compresse, ma che il Signore ci sta aprendo. Dio-Spirito-Santo ci apre queste informazioni un poco alla volta, nei giusti tempi. E sappiamo che la maturazione dei tempi dell’universo è in mano Sua.

 

Molto ci sfugge è normale, siamo ancora umani, ma è proprio questo sublime “Insieme” che, nella nostra vita terrena, tentiamo sempre di ricomporre, nonostante gli errori e le difficoltà. Alla base dell’istinto di formare una famiglia e avere dei figli c’è il modello della complessità di Dio e della Sua creazione continua.

 

E’ come se tutte le “persone-espressioni” di Dio (D-Padre, D-Figlio, D-Spirito-Santo, D…) tendessero sempre ad unirsi, come se non potessero vivere da sole ma fossero attratte le une alle altre e la loro esistenza costituisse l’Unità di Dio.  Poi questa attrazione sublime interna a Dio, eppure divisa in più "Persone",  è come se nel suo ruotare e trasformarsi in una potenza che non conosciamo e possiamo chiamare solo "Amore", producesse e creasse altro Amore che puoi "respirare" fino a riempirti i polmoni, e creasse  "oggetti d’Amore" che a loro volta vivono, si attraggono, e trasmettono riflessi di quell'Amore-Matrice...

 

E parallelamente, questa attrazione spirituale divina, rassomiglia nell’umanità all’attrazione dell’uomo e della donna, che tendono a cercarsi, a diventare un essere solo fisicamente e spiritualmente e che tendono a mettere alla luce dei figli, somiglianti ai genitori stessi.

L’insieme è unito da vincoli d’amore che riempiono soddisfano e aprono…

Come ad esempio quando in famiglia si cena tutti insieme: nonni, genitori, figli, nipoti… un bellissimo insieme! Un pezzetto del programma d’amore di Dio per noi fatto “a Sua immagine”. Una “Famiglia” mai chiusa perché si svilupperà nei figli nei nipoti… Come l’amore di Dio che crea nei mondi infiniti “figli”.

 

L’attività di Gesù sulla terra iniziò in un matrimonio, preludio della famiglia (Giov. 2:1-12). Tutti siamo stati presi dal dialogo di Gesù con la madre (episodio nell’episodio), ma il centro della vicenda non era la madre, bensì la benedizione della festa nuziale, benedizione del significato del matrimonio, unione festosa gradita al Signore in cui Lui “partecipava” attivamente. L’unione matrimoniale viene “sviluppata” e protesa nei significati della trasformazione dell’acqua in vino. L’acqua: vale a dire ciò che noi possiamo essere e fare volontariamente; il vino: cioè quando i nostri vasi-corpi si offrono fiduciosi al Signore, in modo che Lui possa  immettere nei ns cuori il Suo Spirito, portandoci a una nuova vita.

 

Anche l’individuo più solo al mondo, nell’unità con Cristo Gesù, sente, è attratto, è un invitato, partecipa a questa festa nuziale, fa parte della “Famiglia” di Dio che ha stampata dentro. Famiglia non solo come “fratello di chiesa”, ma anche come parte di quella impressionante meravigliosa sublime complessità eterna che è Dio, che ancora poco conosciamo ma di cui siamo certi, perché così ci attesta Dio-Spirito-Santo che ogni giorno ci rivela di più Se stesso.

 

(continua)

 

 

 

 

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