Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

IL DOPO BATTESIMO - di Renzo Ronca - 15-7-15 - (livello 2 su 5)

“…andrai davanti al Signore a preparagli la via” (Lc 1:76)

 

 

 

 

Finalmente deposti quei pesi che impedivano la completezza di una vita cristiana in compagnia del Signore ed in armonia col prossimo, dopo il battesimo siamo pronti per iniziare a camminare sul serio. Non siamo ancora "arrivati" ma abbiamo lasciato le inquietudini di una volta, abbiamo chiara una direzione, siamo equipaggiati, abbiamo uno scopo, la nostra vita ha un senso ed è in perfetta armonia col creato.

 

A questo punto ci siamo resi conto che è più conveniente per noi seguire la volontà di Dio invece della nostra, perché Lui fa prima di noi a individuare e realizzare il bene.

Seguire il Signore significa anche preparare il mondo per la Sua prossima venuta, appianare la strada, individuare i sentieri giusti non solo per noi, ma per quanti non li hanno ancora trovati.

 

Se nell’immediatezza del battesimo ci sono state conferme, rafforzamenti, riempimenti gioiosi, il tempo che viene dopo è quello in cui possiamo usare questo meraviglioso e potente equipaggiamento.

 

In base al disegno che Dio ha per ciascuno di noi potremo trovarci nella vita di cristiani di fronte a responsabilità e lotte di un certo impegno, che non saranno più solo per noi stessi ma anche per altri. E’ anche per questo motivo che lo Spirito Santo ci ha rafforzati.

 

Tuttavia una cosa è acquisire una potenzialità ed una cosa è metterla in pratica.

Pensiamo allora alla possibilità di una eventuale prova concreta che, come fanno i militari, possiamo chiamare “battesimo del fuoco”.

Stavolta però non saremo presi alla sprovvista dall’ingannatore, ma come con Gesù, sarà lo Spirito Santo a scegliere tempi e momenti adatti all’eventuale confronto:

“Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo” (Matt 4:1).

Come nelle tentazioni di Gesù ci troveremo ancora di fronte ai nostri punti deboli umani, ma avremo una carta vincente stavolta: la consapevolezza di essere “salvati”, essere cioè di Cristo, cioè di Dio, della Sua famiglia; mai abbandonati; sempre sicuri della vittoria per il merito acquisito già dal nostro Signore.

Allora la tentazione non avrà mai più un carattere distruttivo, ma rapportata perfettamente alle nostre capacità, sarà più che altro un ulteriore rafforzamento della nostra fede,  questa volta per esperienza, direttamente sul “campo di battaglia”.

Un rafforzamento con cui “faremo i muscoli” per proseguire la nostra vita come missione.

 

Qualsiasi difficoltà incontreremo sarà anche un progressivo e calmo salire a livelli di fede più matura efficace e di operatività più incisiva nel mondo. Più lotteremo più ci sarà vicino lo Sp di Dio e più vinceremo. Più vinceremo e più saliremo di qualità e più avremo forza e sapienza, e più persone potremo raggiungere per trasmettere l’amore di Dio!

 

Le difficoltà le prove che il Signore permetterà e che supereremo saranno per noi come un deposito di gloria che solo Lui saprà e ricorderà per ricompensarci meravigliosamente quando saremo davvero con Lui.

 

Ma se anche non riuscissimo sempre a vincere, se inciampassimo, non dobbiamo mai cadere nella tristezza, perché la salvezza rimane. La salvezza non è dipesa dalle nostre opere ma solo dalla fede che abbiamo già mostrato. Nessuno potrà mai più separarci dall’amore di Dio (Rom. 8:31-39). Quindi efficienti o meno saremo comunque con Dio e con i fratelli.

A volte lo Spirito Santo è come l’allenatore di una palestra che cerca di sfruttare al massimo le nostre potenzialità. Ora Dio le consce bene le nostre potenzialità cioè i talenti che abbiamo, visto che ce li ha dati Lui. Se ci richiama all’umiltà o ci corregge indicandoci una strada diversa da quella che pensavamo in un primo momento, fidiamoci, è per il nostro bene e di quanti ci manderà.

 

Si perché è piaciuto a Dio operare per mezzo degli uomini, cioè anche nostro. Noi dunque siamo stati costituiti per uno scopo. Non sappiamo ancora bene che tipo di “vaso” siamo, all’uso specifico per cui siamo stati plasmati, ma pian piano lo vedremo sempre più chiaramente. Come disse una cara sorella poco dopo il suo battesimo: “ho ricevuto tanto, mi sento come un vaso ricolmo”. Ora se l’acqua della vita ci riempie con tanta grazia, non dubitiamo dunque di poterla versare per amore a quelle anime che ancora patiscono la sete, e che anche quelle il Signore ama tanto. Forse si servirà proprio di noi per arrivare ai loro cuori.

 

 

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