“…MA LIBERACI DAL MALIGNO" (Matt 6:13b)

Riflessioni utili per lo studio del "Padre nostro" scelte da Renzo Ronca -tratte dal nostro dossier: IL "PADRE NOSTRO" - ISTRUZIONI DI GESU’ AI DISCEPOLI PER LA PREGHIERA - Parte 15 - (21-6-15) - 9-8-18

 

 

 

 

  

«INTRODUZIONE

Siamo alla seconda parte dell’ultima richiesta. Siccome la tentazione/prova è più grande della nostra capacità naturale di sopportarla, ci è indispensabile collegare queste due richieste [a: non ci esporre alla tentazione; b: ma liberaci dal maligno]. Nessuno può pensare di resistere da solo alla tentazione e così ci è necessario chiedere a Dio l’aiuto di cui abbiamo bisogno.

 

1. Male o maligno?

 Il termine greco “ponerou” è sia neutro che maschile: può perciò essere tradotto sia con “male” in senso concettuale o con “maligno” in senso personale. Alcuni commentatori, tra cui Calvino, non considerano la distinzione troppo importante perché ogni tipo di male ha sempre la medesima sorgente: Satana. Altri invece fanno qualche differenza.

 a. male

La lezione preferita dal Cattolicesimo. Ci sono preghiere giudaiche che utilizzano questo termine in modo astratto. Dunque sia il male materiale che spirituale, sia quello prodotto dagli uomini che quello prodotto da Satana.

 

b. Maligno

La traduzione preferita dagli Evangelici. Perché dei testi biblici favoriscono questa interpretazione (Mt.13:19; Gv.8:44; Ef.6:16; 2Ts.3:3; 1Gv.2:13). E sembra più tipico del pensiero ebraico riferirsi al concreto più che all’astratto. Il dualismo ideale tra bene e male è più greco che ebraico.

 

2. Il maligno

a. chi è?

 Sappiamo dalla Scrittura, sebbene la sua precisa origine non sia rivelata, che il Maligno è un angelo dotato di grande potere, creato da Dio ma ribellatosi a Lui. Il termine ebraico Satana (l’avversario) ne definisce il ruolo di pubblico ministero davanti a Dio, mentre quello greco Diavolo (calunniatore) ne definisce il ruolo di falso accusatore contro di noi.

 

b. cosa fa?

 La sua costante attività è quella di opporsi a Dio ad opera in tutta la creazione per distruggere l’opera di Dio, per usurpare il potere che spetta al legittimo sovrano ed instaurare così il suo regno del male. Egli opera soprattutto nei confronti dell’uomo. Per questo utilizza tutte le sue armi: inganno, frode, menzogna, omicidio. In questo è aiutato dai suoi collaboratori che operano in una precisa gerarchia: troni, podestà, angeli in cielo, uomini posseduti sulla terra. Satana agisce con potenza. Dio gli ha concesso ampia libertà di azione e Gesù lo definisce il “principe di questo mondo”. L’uomo non è in grado di liberarsi da solo da questo feroce dominio. La sua volontà è schiava e costretta a compiere ciò che il Diavolo vuole. Per questo dobbiamo essere liberati da qualcuno che un potere più forte di quello del Diavolo. Dice Calvino: “Bisogna qui diligentemente osservare che non è in nostro potere combattere contro il diavolo, forte e grande lottatore, né sostenere i suoi assalti e resistere alla sua violenza. Chiedere a Dio quel che avremmo già da per noi stessi, sarebbe inutile o equivarrebbe a prenderlo in giro. Certo coloro che, fidando in se stessi, si preparano a lottare contro di lui, non comprendono esattamente con quale nemico hanno a che fare, né quanto esso sia forte ed astuto in guerra, e bene armato. Pertanto chiediamo di essere liberati dalla sua potenza come dalle fauci di un leone furioso ed affamato (1 Pi. 5.8) , pronto a smembrarci con le sue unghie e con i suoi denti e infine ad inghiottirci, per poco che il nostro Signore sia lontano da noi; eppur certi che se il Signore è presente in nostro aiuto e lotta per noi impotenti, per la sua forza saremo fortificati”

 

c.dove va?

 Il diavolo è un nemico già vinto. La morte di Cristo ha posto termine per sempre alla signoria di Satana (Lc.10:18; Gv.12:31; Cl.2:15) Tutto il potere è ora nelle mani di Cristo e Satana sta vivendo i suoi ultimi giorni prima dell’esecuzione. Per questo è furioso e si scatena contro la chiesa. Dobbiamo resistere ancora per un po’ di tempo in attesa che il giudizio già pronunciato alla croce diventi la condanna definitiva all’inferno.

 

3. Liberaci 

a. la liberazione passata: la morte di Cristo (Cl 1:13-14)

 Con la sua morte Cristo ci ha liberati dal potere di Satana. Dobbiamo esserne certi e rassicurati. Il diavolo non ha alcun potere su di noi: non gli apparteniamo più perché siamo stati riscattati una volta per sempre dal sangue di Cristo morto per la nostra giustificazione, siamo stati “adottati” da Dio e portiamo su i noi il nome e le insegne di Cristo.

Siamo tutti liberati dal Signore? Qualcuno è ancora schiavo? Preghiamo!

 

b. la liberazione presente: la preghiera di Cristo (Gv.17:15)

Che consolazione: nel momento supremo, la richiesta di Cristo per i suoi e che vengano preservati dal Maligno. E come accade? In due modi: con la presenza dello Spirito in noi e con l’intercessione di Cristo per noi. (Lc.22:31; Rm.8:26; Eb.7:25).

 

c. la liberazione futura: la vittoria di Cristo (Ap.10:20)

Per quanto sconfitto e condannato, Satana non è ancora stato giustiziato e sta percorrendo l’ultimo “miglio verde”. Ogni giorno che passa, questo momento si avvicina, lui lo sa. Anche noi lo sappiamo e preghiamo che questo tempo arrivi presto per realizzare la nostra definitiva liberazione dal maligno.

 

conclusione

1 Pt.5:8-9. Sappiamo di non poter resistere da soli, ma sappiamo anche che l’occhio vigile d Dio e sopra di noi. Per questo possiamo pregare con ferma fiducia:

“Signore liberaci dal Maligno”!» [1]

 

 

 

[1] http://www.chiesaevangelica.org/pages/studio1.php

 

 

 

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