NON CI ESPORRE ALLA TENTAZIONE  (Matt 6:13a)

  Riflessioni utili per lo studio scelte da Renzo Ronca -tratte dal nostro dossier: IL "PADRE NOSTRO" - ISTRUZIONI DI GESU’ AI DISCEPOLI PER LA PREGHIERA-  Parte 14 - (19-6-15) - 6-8-18

 

 

 

 

 

 

 

 

NON CI ESPORRE ALLA TENTAZIONE - che differenza c'è tra "prova" e "tentazione"?

 

«1. Prova e tentazione

Si tratta di due sinonimi o si tratta piuttosto di due diversi concetti? La precisazione è indispensabile perché sia l’ebraico (nissàh) sia il greco (peirasmon) traducono entrambi i termini sia come tentazione (un invito a peccare) sia come prova della fede. Dunque all’origine i due termini erano “neutri” e sinonimi uno dell’altro col significato di “testare, mettere alla prova il carattere, le qualità di qualcuno”. Questo dunque deve condurci a non esasperare la differenza ma a valutare l’uso di “prova” e “tentazione” a seconda del contesto e a considerare questi due termini come due lati di una stessa medaglia perché nella Scrittura di volta in volta possono avere significato negativi o positivi. Ad es.: Giac 1:12-15, Abramo (Gen. 22:1) o Davide (2 Sam 24:1; 1 Cr.21:1).

 

a. la prova

 

In genere si traduce con prova quando il contesto suggerisce l’aspetto positivo. Il greco profano la usa infatti per indicare la pietra con cui si saggiano i metalli. Dio è colui che “prova le reni ed il cuore”, li saggia per far emergere i pensieri segreti dell’uomo (Sl.7:10; Deut 8:2,3)

La prova può essere difficile e dolorosa ma il suo scopo è benefico (1 Pt 1:7, 1a Cor 13:13) Infatti il termine “prova” è spesso associato a quello di “purificazione”, di “correzione”. Dunque una forma di sollecitazione per provare la fede, che anche Gesù ha sopportato senza soccombere (Eb 2:18). Il credente, a causa della sua debolezza, domanda un “mezzo per uscirne” in modo da poter resistere (1 Co 10,13).

 

b. la tentazione

 

“Dio stesso non tenta nessuno” (Gc 1:13) l’uomo è sedotto dalla sua concupiscenza. Essa ha dunque un’origine e un obiettivo essenzialmente negativi. E’ un impulso alla disubbidienza che nasce dall’istigazione del Nemico: il Diavolo. Non a caso è chiamato anche il Tentatore (Matt: 4:1-3). Non solo Satana tenta, anche l’uomo, sotto l’impulso del diavolo tenta: soprattutto Dio: quante volte noi vorremmo mettere Dio alla prova? Ma l’uomo non deve tentare Iddio (Deut. 16:16; Matt. 4:7). Alla luce di quanto detto potremmo forse dire che Dio prova l’uomo per fortificarne la fede ma Satana lo tenta per indurlo a peccare.

La differenza sta nelle finalità non nelle modalità!

 

c. prova o tentazione?

 

Come sapere se stiamo passando attraverso una prova o una tentazione? Se è Dio che ci prova o è Satana che ci tenta? Al momento non lo possiamo sapere! Non c’è l’uno senza l’altro. Dio ci prova “usando” la tentazione. Satana non può tentarci se Dio non gli permette di provarci. In fondo, la Scrittura non ci invita a fare questo tipo di analisi ma ad adottare le risoluzioni necessarie per superare la prova/tentazione. Ecco dunque la necessità di questa preghiera che dobbiamo ora ben comprendere.

 

2. Il significato della richiesta

 

a. un significato attuale

 

Il significato per noi di questa richiesta potrebbe essere così parafrasata: “Nell’ora della prova o Padre, non portarci al punto della tentazione dove noi potremmo dubitare di te e delle tue promesse perché noi siamo portati a ribellarci ma, a quel punto, liberaci dalla seduzione del Tentatore” “Liberaci da tutte quelle situazioni alle quali noi esseri umani non sapremmo resistere ma se siamo tentati, non abbandonarci nelle mani del Maligno” “Non permettere che siamo portati fin là dove la prova diventa tentazione e non abbandonarci nelle mani del Tentatore”. Parafrasando: “noi riconosciamo che siamo talmente fragili e deboli che non vorremmo nemmeno per un solo istante che tu ci permettessi di avvicinarci al precipizio”. La nostra congenita debolezza derivata dal peccato non ci consente di sostenere da soli vittoriosamente il momento della prova/tentazione. Il caso di Pietro è esemplare: “Non accadrà mai” – ed è accaduto tre volte in rapida successione. Ecco la necessità della preghiera e il consiglio dato da Gesù ai discepoli nel momento della sua e della loro prova: “vegliate e pregate affinché non entriate in tentazione!”

 

b. un significato escatologico

 

Così come abbiamo visto nelle altre richieste, oltre ad un significato contingente ed attuale, c’è un significato escatologico e finale che potrebbe essere così espressa. “Non permettere che durante la grande tentazione finale quella in cui Satana, si giocherà il tutto per tutto, in quell’ora  suprema a cui “nessuno scamperebbe se non fosse accorciata”, il Tentatore abbia la vittoria su di noi”(Mt. 24:21-22).

 

Conclusione

Alcuni elementi vanno ritenuti:

 

a. la prova/tentazione è inevitabile e necessaria.

Inevitabile a causa della  presenza attiva del tentatore e a causa della nostra inclinazione naturale a cedere al peccato. Necessaria a causa della nostra gracilità spirituale che necessita di irrobustimento. Per questo non possiamo evitarla e neppure chiedere a Dio di evitarcela: sarebbe come chiedere ai genitori di non esercitare la disciplina sui loro figli.

 

b. la prova/tentazione è più forte di noi.

L’idea di resistere contando sulla solo nostra capacità è pericolosa e illusoria. Da soli non possiamo farcela! Pietro ha imparato per esperienza ed ha potuto così scrivere il meraviglioso trattato sulla prova di 1a Pietro.

 

c. Dio veglia sulla prova/tentazione.

•          Luca 22:31: “Io ho pregato per te!”

•          1 Cor 10:13: “ nessuna tentazione….”

Dio ha fatto delle promesse. Non di evitarci la prova/tentazione, ma di essere con noi nella prova/tentazione, di vegliare attentamente affinché essa non abbia su noi il trionfo finale. Noi sappiamo che, benché gridiamo: “Signore basta perché non posso sopportare un minuto di più”, Egli sa meglio di noi come dosare la sofferenza, il dolore, la tentazione affinché essa produca quel benefico frutto di giustizia e di correzione per renderci più conformi al suo progetto di gloria! E la nostra ribellione alla prova è la dimostrazione del fatto che Satana è di nuovo riuscito ad ingannarci sull’amore di Dio e che noi siamo facilmente tentabili. Mentre la prova/tentazione è la miglior dimostrazione dell’affetto di Dio per noi.» [1]

 

 

[1] http://www.chiesaevangelica.org/pages/studio1.php

 

 

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