SIA SANTIFICATO IL TUO NOME (Matt. 6:9d)

 

Riflessioni utili per lo studio scelte da Renzo Ronca - tratto dal nostro dossier: IL "PADRE NOSTRO" - ISTRUZIONI DI GESU’ AI DISCEPOLI PER LA PREGHIERA - Parte 9 - (15-6-15) - 21-7-18

 

 

 

 

 

 

Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome (Matt 6:9)

 

 

 

« "Sia santificato"

Nella LXX il verbo “santificare” è la traduzione da una radice ebraica che significa "separare": separazione che viene attuata con lo scopo di mettere in risalto un particolare valore. Consci di essere stati separati "a caro prezzo" dalla sfera del peccato e immersi in quella di Dio, i primi cristiani non esitarono a denominarsi "santi", appellativo che non aveva l'accezione presa in seguito di virtù straordinariamente esercitate da pochi, ma semplicemente rifletteva l'esperienza ordinaria dell'adesione a Gesù Messia. Quando oggetto del verbo è Dio, “santificare” ha il significato di "riconoscere" ciò che è per eccellenza l'essenza di Dio, che nell'AT viene presentato come "il Santo" per antonomasia:

“Santo, santo, santo è Yahvé Sabaot” (Is 6,3). Mentre l'attività del Dio "santo" è mirata a consacrare il suo popolo, l'azione dell'uomo è diretta a riconoscere la santità di Dio.

La particolare forma verbale utilizzata dall’evangelista [“sia santificato”] vuole significare che questa santificazione viene resa visibile.  […]

“il tuo Nome”

La prima petizione del Pater riguarda il nome di Dio. Il nome manifesta le qualità di chi viene nominato e nella cultura ebraica non indica solo come è chiamato l'individuo, ma chi realmente è, al punto che si può dire che uno è come si chiama.[…]

L'esatta conoscenza del nome divino ha un'importanza essenziale per i rapporti dell'uomo con la divinità. Per questo Mosè chiede a Dio di rivelargli il suo nome: "Mosè disse a Dio: Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: qual è il suo nome?; E io che cosa risponderò loro? Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono! Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi" (Es 3,13-14; cf Gen 32,30).

Nell’episodio del roveto ardente Dio, che è allo stesso tempo "nascosto" e "salvatore", non rivela la sua identità, ma un’attività che lo rende riconoscibile. Non una rivelazione filosofico-teologica su “chi è” Dio, ma una comunicazione esistenziale su “come” Dio si presenta.

Dio si fa riconoscere nell’essere Padre, nel trasmettere continuamente vita. Compito della comunità dei credenti è di prolungare questa trasmissione di vita. Solo attraverso gesti che comunicano vita è possibile che Dio venga riconosciuto come Padre. […]

Essendo il nome quel che rende riconoscibile e quindi designabile una persona, con la richiesta “sia santificato il tuo nome” si domanda che Dio venga conosciuto col nome col quale è stato invocato, che non è più quello di Yahvé, il Dio d’Israele, ma quello, già conosciuto e sperimentato dai discepoli, di Padre, il Dio di tutta l’umanità. L'esperienza del Padre, fatta attraverso Gesù, porta i credenti a riconoscere in lui il vero Dio (cf Gv 14,8-11).» [1]

 

 

«Quando è nostra ferma convinzione e fede che colui che è per natura Dio al di sopra di tutto è il Santo dei Santi, confessiamo la sua gloria e suprema maestà. Allora riceviamo il suo timore nella nostra mente e conduciamo una vita giusta e senza biasimo. Così diventiamo santi noi stessi e possiamo essere in grado di essere vicini al Dio santo. […] La preghiera è dunque: “Possa il tuo nome essere mantenuto santo in noi, nelle nostre menti e nelle nostre volontà”. Questo è il significato della parola sia santificato. Se una persona dice Padre nostro, sia santificato il tuo nome, non sta chiedendo che sia aggiunto qualcosa alla santità di Dio; egli chiede piuttosto di poter possedere una mente e una fede tali da sentire che il suo nome è onorevole e santo. (Cirillo di Alessandria - Commento a Luca, omelia 72)

 Subito dopo diciamo: Sia santificato il tuo nome, non poiché auguriamo a Dio di essere santificato dalle nostre preghiere ma perché domandiamo a lui che il suo nome sia santificato in noi. Del resto, da chi può essere santificato Dio, che è colui che rende santi? Ma dato che ha detto: Siate santi perché anche io lo sono, chiediamo questo e lo preghiamo affinché noi, che siamo stati santificati nel battesimo, perseveriamo in ciò che abbiamo cominciato a essere. E questa è la nostra preghiera quotidiana. Ci è infatti necessaria la quotidiana santificazione al fine che, peccando noi ogni giorno, emendiamo con una continua santificazione i nostri errori. (Cipriano -Il Padre nostro 13)

Aveva già espresso questo concetto con le parole: Risplenda la vostra luce agli occhi degli uomini, affinché vedendo le vostre buone opere diano gloria al Padre vostro che è nei cieli (Mt 5,16). I serafini, lodando Dio, dicono: Santo, santo, santo (Is 6,3); appunto le parole: sia santificato il tuo nome, significano che il suo nome sia glorificato. E’ come se dicessimo a Dio: concedici di vivere in modo così puro e perfetto che tutti, vedendo noi, ti glorifichino. La perfezione del cristiano sta proprio in questo, nell’essere così irreprensibile in tutte le sue azioni, che chiunque lo vede, per esse, rende lode a Dio. (Giovanni Crisostomo - Commento al Vangelo di Matteo 19,4)

[Dio] che è santo abita tra i santi. Dice infatti: Siate santi, poiché io sono santo. Nessuno certo [credo] impuro, immondo e impudico può santificare il nome del Signore. Colui dal quale il nome di Dio è santificato, santifica egli stesso. (Origene - Frammento 119) » [2]

 

 

Ricordiamoci sempre che entrare in relazione con Dio significa entrare nella Sua santità. Non a caso Dio disse a Mosè: «Non ti avvicinare qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro». (Esodo 3:5)

Ci sia dunque in noi sempre una grande consapevolezza e rispetto dello spazio e del tempo (eternità) in cui lo spirito nostro si accinge ad entrare quando in nome di Gesù Cristo, nel tramite dello Spirito Santo entriamo in preghiera.

La scelta dei modi dei vestiti delle parole, la postura, l’atteggiamento interiore del nostro cuore, siano sempre rapportati alla Maestà di Dio.

 

 

 

 

 

 

[1] http://www.studibiblici.it/appunti/Il%20padre%20nostro.pdf

[2] http://www.natidallospirito.com/2011/10/01/meditazioni-dei-padri-sul-padre-nostro-%E2%80%9Csia-santificato-il-tuo-nome%E2%80%9D/

 

 

 

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