Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

  

ESSENZIALITA’ DEL BATTESIMO - 2 - NOSTRA MATURAZIONE SUL CONCETTO E SULLA MODALITA’ DEL BATTESIMO, IN VISTA DEL RAPIMENTO DELLA CHIESA  - di Renzo Ronca - 8-4-15- h.9,30 - (Livello 3 su 5)

 

 

 

 

 

(segue)

 

Quando qualche giovane nella fede si interessa al battesimo, penso che invece di un atteggiamento inquisitorio, noi “anziani” dovremmo tenere presenti questi punti sostanziali:

 

1) LE ANIME SONO DI DIO, non di un pastore o di una denominazione. Nessuno se ne può appropriare! Nessuno può gestire il gregge come se fosse cosa sua! “Ecco, tutte le anime sono mie; tanto l'anima del padre come l'anima del figlio sono mie.” (Ezechiele 18:4a). Questo significa che non devono esistere pastori-preti-padroni, ma solo dei servitori mandati da Gesù a svolgere DAL BASSO un compito; e questo compito è SERVIRE, prendersi cura.

 

2) DEVE ESSERE SEMPRE UNA FESTA quando qualcuno si interessa al battesimo. Troppe volte ci comportiamo come severi professori che fanno un esame ai giovani allievi. Un eccessivo zelo, oppure un atteggiamento legalista da burocrate biblico, ci impediscono di gioire, preoccupati come siamo di vedere più i difetti che i pregi di queste anime nascenti. Non saremo noi in difetto perché ci consideriamo “servitori giusti”? Cosa dice il padre al fratello del figliol prodigo?

“Il padre gli disse: -Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato-“ (Luca 15:31-32) – Chi si avvicina al Signore, da qualunque parte egli arrivi, in qualunque modo vi sia arrivato, egli si sta avvicinando a quella salvezza che noi sempre predichiamo, dunque è giusto rallegrarsi SEMPRE.

 

3) L’ATTEGGIAMENTO GIUSTO È QUELLO DI ACCOGLIERE SEMPRE non di respingere.

 

Cerchiamo di capire meglio quanto sia importante aderire a questa richiesta del battesimo:

 

Partiamo dall’idea che CHI INVITA AL BATTESIMO È IL SIGNORE, non noi. Leggiamoci di nuovo i passi degli invitati alla cena o al banchetto di nozze in Luca 14:16-24 e Matteo: 22:1-14 (1)

 

Nella Scrittura indicata tralasciamo per ora il comportamento di chi è invitato, e concentriamoci sull’atteggiamento di chi invita, cercando di capire il meglio possibile la volontà di Dio:

“Un uomo preparò una gran cena e invitò molti….   Tutti insieme cominciarono a scusarsi….   Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: -Va' presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi-". (Luca 14:21)

 

Che non si tratti di un invito qualsiasi lo capiamo meglio nel passo di Matteo:

«Il regno dei cieli è simile a un re, il quale preparò le nozze di suo figlio. (Matt 22:2)

Vediamo subito che l’esempio, portato da Gesù, è riferito al regno dei cieli. Si tratta dunque di una cosa importante che ci riguarda tutti.

Il re prepara le nozze del figlio ed invita alcuni tra i suoi sudditi. La parola “invito” non indica proprio un invito opzionale ed irrilevante, che se ci vai o on ci vai è lo stesso; quando un re “ti invita” significa che DEVI andare, anzi è un ONORE essere invitati dal re, nessuno di quel regno si sognerebbe di non andare, sarebbe una grave mancanza di rispetto come se uno non appartenesse a quel reame o non riconoscesse il re.

 

Ricordo un mio amico che rivestiva un compito nello Stato di una certa responsabilità: una volta ricevette assieme ad alcuni altri, un biglietto di invito da parte del Ministro da cui dipendeva. Nell’invito in un linguaggio garbatamente diplomatico c’era scritto più o meno: “Il Ministro… ha il piacere di invitarla ad una cena per il giorno… alle ore… presso… sperando che lei sia libero da impegni e possa partecipare..” E’ ovvio che in questi casi anche se non sei libero, ti liberi al più presto!

 

Dio invitò il Suo popolo al matrimonio del Figlio. Purtroppo questi invitati –che come Israeliti dovevano essere i primi a capirlo e a festeggiare- non lo presero in considerazione. Nemmeno dopo altre esortazioni:

 

“E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi dicendo: "Dite agl'invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio pranzo, i miei vitelli e i miei animali ingrassati sono ammazzati ed è tutto pronto; venite alle nozze".(Matt 22:3-4)

 

Il loro comportamento fu grave. Pur dipendendo dal re, non se ne curarono:

“Ma essi, non curandosene, se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari. "(Matt 22:5)

Anzi addirittura commisero peccato gravissimo:

“E gli altri, presi i suoi servi, li oltraggiarono e li uccisero. "(Matt 22:6)

 

Adesso forse è più comprensibile il risentimento del re, il perché “si adirò”.

 

Dio aveva scelto un popolo, un popolo che doveva essere rappresentativo, di esempio per tutti gli altri popoli della terra, però quando fu il momento importante, questo popolo mancò e cadde:

“È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto” (Giov. 1:10-11)

E l’uccisero.

 

Attenzione: è qui che si innesta il nostro discorso sul battesimo:

 

ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio”. (Giov. 1:12-13)

 

Come atto di insegnamento/correzione per il Suo popolo (i Giudei) nasce un atto di grazia immeritata anche per noi che non eravamo Suo popolo, quasi per rendere geloso il Suo popolo affinché si ravvedesse:

 

“Ma io dico: Non ha Israele compreso? Mosè dice per primo: «Io vi muoverò a gelosia per una nazione che non è nazione; vi provocherò a sdegno per una nazione stolta»”. (Romani 10:19)

 

Ecco allora che noi, non giudei di nascita, pur essendo per loro come popolo dai molti difetti, siamo stati chiamati a quel banchetto:

 

“Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: -Va' presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi-.

 

Si, lo Spirito Santo, come a Cornelio, si rivolge anche a tutti noi, non-giudei e ci invita a diventare popolo di Dio; anzi addirittura “figli di Dio”. Una bella provocazione per il “popolo eletto”! Ed allo stesso tempo una grazia grande per noi.

 

Il battesimo allora, cioè il riconoscere Gesù come Figlio di Dio, il quale ci ha riconciliati col Padre e ci ha donato lo Spirito Santo, è un invito per tutti noi da non prendere alla leggera come già fece il popolo eletto, infatti se alcuni di loro furono recisi a maggior ragione lo saremmo noi:

“E se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che sei olivastro sei stato innestato al loro posto e fatto partecipe della radice e della grassezza dell'olivo, 18 non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di loro ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te. 19 Forse dunque dirai: «I rami sono stati troncati, affinché io fossi innestato». 20 Bene; essi sono stati troncati per l'incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi. 21 Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te. 22 Vedi dunque la bontà e la severità di Dio: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso. 23 E anche essi, se non perseverano nell'incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo. (Rom 11:17-23)

 

Ma alcuni pastori potrebbero dire: “E’ proprio per la serietà della cosa che devo vigilare affinché nessuno arrivi al battesimo senza essere purificato…” E’ una buona intenzione ma c’è un motivo per non dare eccessiva importanza a questo filtro-controllo-esame prima del battesimo: Il nostro ruolo di anziani è proprio quello di vagliare, analizzare, giudicare chi far entrare e chi non fare entrare? Non lo credo. Leggiamo infatti il resto del passo:

 

Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: "Va' presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi". 22 Poi il servo disse: "Signore, si è fatto come hai comandato e c'è ancora posto". 23 Il signore disse al servo: "Va' fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena. (Luca 14:21-24)

Il padrone di casa è veramente deciso a far venire molta gente al banchetto: quanti più possibile.  Due comandi ai suoi servi: “conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi”, poi siccome “c’era ancora posto”, l’invito diventa quasi una forte pressione: “costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena”

L’intenzione del padrone di casa dunque non è quella di far valutare ai servitori la qualità degli invitati e caso mai, scartati i peggiori, se proprio gli altri si fossero dimostrati degni, di accettarli con tolleranza; bensì l’intenzione del padrone di casa è di invitare/forzare ad entrare  più gente possibile, anche con difetti.

Il controllo il giudicare su chi merita o non merita di entrare nel regno di Dio (battezzarsi) non spetta ai servitori, ma al Re:

10 E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti coloro che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. 11 Ora il re, entrato per vedere i commensali, vi trovò un uomo che non indossava l'abito da nozze; 12 e gli disse: "Amico, come sei entrato qui senza avere l'abito da nozze?". E quegli rimase con la bocca chiusa. 13 Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti". 14 Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti» (Matt 21:10-14)

 

Quindi all’ipotetica affermazione del giudizioso pastore: “E’ proprio per la serietà della cosa che devo vigilare affinché nessuno arrivi al battesimo senza essere purificato…” potremmo rispondere:

Noi siamo servitori, allora vediamo di servire senza fare né troppo né troppo poco. Invitiamo tutti alle nozze dell’Agnello (consapevolezza del battesimo) poi tra quelli che entrano, se uno non avesse l’abito adatto, la giusta personalità di cui Dio si compiace, allora sarà Lui stesso a mandarlo fuori. Non assumiamoci troppe responsabilità perché potremmo fare dei danni alle anime chiamate dal Signore.

 

Questo non significa che da oggi è battezzabile anche chi commette peccato; noi stiamo parlando di chi è attirato dal Signore, da chi ci chiede di essere battezzato (non di chi non gli interessa niente), ora chi chiede di essere battezzato ha un interesse/desiderio del Signore che può venire solo dallo stesso Spirito del Signore.

La priorità per noi allora deve essere quella di spianare la strada ed accogliere chi si avvicina  al battesimo badando più al suo desiderio di Dio che ai suoi “difetti dottrinali”.

 

Questo (almeno a me) porta a riconsiderare alcune forme di battesimo che potevano dare una perplessità, come il “battesimo da folgorazione” il “battesimo di passaggio” ecc. vale a dire quei battesimi a cui si accede senza una classica “scuola dottrinale”, oppure a cui si arriva senza un rigido controllo preventivo delle opere.

(continua)

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 NOTE

 

(1) Siccome difficilmente andrete tutti ad aprire i passi, ve li riporto qui sotto:

Luca 14:16-24

16 Gesù gli disse: «Un uomo preparò una gran cena e invitò molti; 17 e all'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, perché tutto è già pronto". 18 Tutti insieme cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: "Ho comprato un campo e ho necessità di andarlo a vedere; ti prego di scusarmi". 19 Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi". 20 Un altro disse: "Ho preso moglie, e perciò non posso venire". 21 Il servo tornò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: "Va' presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi". 22 Poi il servo disse: "Signore, si è fatto come hai comandato e c'è ancora posto". 23 Il signore disse al servo: "Va' fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena. 24 Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, assaggerà la mia cena"».

Matteo 22:1-14

1 E Gesù, riprendendo la parola, di nuovo parlò loro in parabole, dicendo: 2 «Il regno dei cieli è simile a un re, il quale preparò le nozze di suo figlio. 3 E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. 4 Di nuovo mandò altri servi dicendo: "Dite agl'invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio pranzo, i miei vitelli e i miei animali ingrassati sono ammazzati ed è tutto pronto; venite alle nozze". 5 Ma essi, non curandosene, se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari. 6 E gli altri, presi i suoi servi, li oltraggiarono e li uccisero. 7 Il re allora, udito ciò, si adirò e mandò i suoi eserciti per sterminare quegli omicidi e per incendiare la loro città. 8 Disse quindi ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gl'invitati non ne erano degni. 9 Andate dunque agli incroci delle strade e chiamate alle nozze chiunque troverete". 10 E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti coloro che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. 11 Ora il re, entrato per vedere i commensali, vi trovò un uomo che non indossava l'abito da nozze; 12 e gli disse: "Amico, come sei entrato qui senza avere l'abito da nozze?". E quegli rimase con la bocca chiusa. 13 Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti". 14 Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti»

 

 

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