Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSÌ IO MANDO VOI (Giovanni 20:11)

Approfondiamo meglio il senso di questo mandato di Gesù 

di Renzo Ronca – 3-4-15- h.9,45 - (Livello 3 su 5)

 

 

 

 

Gesù risorto non si manifesta al mondo, ma ai suoi discepoli. Con la Sua morte in croce ha compiuto la Sua missione salvifica (1); con la resurrezione, la donazione dello Spirito Santo, rafforza i suoi e dà inizio all’attività della Chiesa.

 

Per alcune chiese cristiane questo mandato “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi” è riferito solo agli apostoli di allora, un mandato che valeva solo a quel tempo, per quelle persone specifiche; ma per estensione esso è riferito alla Chiesa tutta, allora come oggi.

 

Il cristiano è un missionario per definizione; consapevolmente o meno egli “porta” Gesù nel cuore dovunque si reca. Come lo Spirito Santo era in Cristo risorto, così è in noi. Lo stesso Spirito Santo che ci fa capire di essere figli di Dio per i meriti di Cristo. Lo stesso Spirito Santo che può fare opere potenti e darci, all’occorrenza, tutti i doni necessari perché si compia la volontà di Dio anche per nostro tramite.

 

Non ci sono classi di laici e di preti secondo la divisione attuale umana, il cristiano è cristiano. Siamo tutti un popolo di sacerdoti (2), tutti chiamati -chi più chi meno- ad offrire noi stessi (3) come una missione consacrata secondo il disegno di Dio, al Suo santo servizio (4).

 

E dunque sarà il caso di riflettere su questa frase che Gesù dice agli apostoli e come Chiesa,  anche a ciascuno di noi:  «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi»

 

“Pace a voi” (Shalom) non è solo un saluto.  Leggiamo il passo:

 

Giov 20:19 Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate per paura dei Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: «Pace a voi!». 20 E, detto questo, mostrò loro le sue mani e il costato. I discepoli dunque, vedendo il Signore, si rallegrarono. 21 Poi Gesù di nuovo disse loro: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi». 22 E, detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo.

 

Al v.19 c’è già un “pace a voi”  poi al v. 20, una volta che Gesù si è fatto riconoscere, ripete “pace a voi” con l’invito ad andare e con il soffio dello Spirito Santo. Questo soffiare sugli apostoli richiama il soffio vitale al momento della creazione; e il cristiano riceve in effetti una vera e propria rinascita spirituale con il riempimento dello Spirito Santo. Qui allora “Pace a voi” ha più un significato letterale, forte, potente. Il cristiano porta questa pace di Gesù dovunque. La porta attorno e dentro.

 In qualunque casa entriate, dite prima: "Pace a questa casa!" 6 Se vi è lì un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi. (Luca 10:5-6)

 

E’ con questa attitudine di pace che il Signore ci chiede di testimoniarLo. Un’attitudine di pace diversa dalla pace del mondo:

 “ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. 27 Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.” (Giov 14:26-27)

 

Una pace serena ma anche potente perché viene dall’alto ed è protetta dallo Spirito Santo che è Dio; una pace che passa attraverso ogni contrasto e difficoltà.

 

La pace del Signore non fa discussioni o polemiche e nemmeno  cerca di fare proselitismo perché il fine è la salvezza delle anime, non la potenza di una organizzazione ecclesiastica.

 

Andare su mandato del Signore significa pensare come Gesù e fare le cose che faceva Lui:

“In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch'egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13 E qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se chiedete qualche cosa nel nome mio, io la farò”. (Giov 14:12-14)

 

Questo “qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò, “ non significa che possiamo fare miracoli a nostro piacimento come fosse una magìa, ma che le preghiere dei credenti, come “rappresentanti” di Gesù, se sono secondo la Sua volontà, saranno esaudite.

 

Il mandato di Gesù allora “Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”  “E, detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo”, potrebbe essere scritto anche in questo modo: “Andate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

 

Questo ci ricorda la formula del battesimo vero? Ecco che allora capiamo meglio che dal battesimo, cioè dalla nuova nascita, il credente inizia la sua missione sulla terra secondo Dio nel suo perfetto insieme Dio-Padre, Dio-Figlio, Dio-Spirito.

 

E’ con questa nuova consapevolezza che noi viviamo ed operiamo. Lode a Dio.

 

 

 

 

 

 

 NOTE

 

(1) Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito. (Giovanni 19:30)

 

(2) “anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1Pietro 2:5)

“Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa” (1Pietro 2:9)

 

(3) Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio. (Rom 12:1)

 

(4) Forse a quelli che provengono come me da una educazione cattolica, questa affermazione potrà sembrare troppo pesante, tuttavia vorrei ricordare che da un punto di vista biblico “santificazione” “consacrazione” “sacerdozio” “servire Dio” hanno significati diversi da quello cattolico; infatti sono slegati da ogni pesantezza dogmatica dottrinale. Per esempio la missione di una donna che sceglie di servire la famiglia in modo cristiano non è meno importante di quella che sceglie di predicare. Siamo come dei “vasi” che hanno diverse funzioni, in base ai talenti che Dio ha messo in noi, e tutti i vasi, cioè le persone con il loro contenuto, sono necessari, utili, meravigliosi agli occhi di Dio. La Chiesa di Gesù infatti non è un’attività privata, singola, ma un insieme perfetto di tante anime che parlano agiscono a lode a gloria del Signore.

 

 

 

 

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