Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO QUANDO CI SI AVVICINA AL SIGNORE - Ecclesiaste 5:1-2

di Renzo Ronca – 19-1-15- h.10,15 - (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

1 Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di DIO; avvicinati per ascoltare piuttosto che per offrire il sacrificio degli stolti, i quali non sanno neppure di far male. 2 Non essere precipitoso con la tua bocca, e il tuo cuore non si affretti a proferire alcuna parola davanti a DIO, perché DIO è in cielo e tu sulla terra; perciò le tue parole siano poche. (Eccl. 5:1-2)

 

 

“Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di DIO” - La casa di Dio può intendersi non solo una chiesa o un luogo di culto, ma qualsiasi ambiente di preghiera in cui è presente lo Spirito Santo. Il versetto ci richiama ad una attenzione preventiva e a una preparazione interiore PRIMA di “entrare” nel clima della preghiera e dell’adorazione.

 

“..avvicinati per ascoltare piuttosto che per offrire il sacrificio degli stolti, i quali non sanno neppure di far male” – Il primo atto mentale spirituale e fisico del credente che si avvicina al Signore è quello dell’ASCOLTO. Su questa propensione del cuore e della mente dovremo riflettere a lungo perché nei ns tempi si va perdendo. Lo “stolto” è quello che “dimostra scarsa intelligenza, che manca di senno e di perspicacia -è parola di tono più elevato e obiettivo che stupido e si usa di solito con riferimento a determinati comportamenti- (Treccani). Siccome quando ci si avvicina al Signore dovremmo offrire principalmente il sacrificio di noi stessi come offerta vivente (Romani 12:1), e siccome le offerte a Dio dovrebbero sempre rappresentare la parte migliore senza difetti (Num. 28:3) uno che si presenta facendo il contrario, e per di più “senza sapere di far del male” mostra stoltezza incoscienza e superficialità poco gradite al Signore.

 

Non essere precipitoso con la tua bocca, e il tuo cuore non si affretti a proferire alcuna parola davanti a DIO, perché DIO è in cielo e tu sulla terra; perciò le tue parole siano poche – La fretta di parlare (bocca) suggerita dall’emotività (cuore) non va bene. Chi agisce così non ha ben considerato davanti a Chi si trova. Nella preghiera e nell’adorazione non siamo davanti a un nostro pari, ma siamo davanti all’Eterno. Egli è il Creatore dell’universo, quello che ha concepito e realizzato la vita. Mai dobbiamo dimenticarci di questa consapevolezza, reverenziale che in qualche modo può rassomigliarsi al buon concetto di “timor di Dio”. Questa coscienza giustamente, davanti al “Tutto”, ci impone di tacere. Nelle chiese e nelle riunioni di preghiera capita spessissimo di parlare troppo. Se non c’è un’autoregolazione dei fedeli è compito del pastore fare in modo da eliminare gli eccessi per troppo zelo o per gusto di esibire parole.

 

Quindi i primi atti dell’uomo quando si avvicina al Signore nel raccoglimento della preghiera sono l’ASCOLTO e il SILENZIO.

 

E quando è necessario parlare, magari su richiesta del Signore o per esporre una preghiera, dobbiamo farlo in maniera adeguata senza ombra di retorica o senza soliloqui pieni di parole. Le parole devono essere poche e chiare e sempre a lode e gloria di Dio.

 

 

 

 

 

 Correlazioni

 

ASCOLTARE DIO - di Renzo Ronca ( www.ilritorno.it/studi_bibl/170_medes-sent-asc-D-2.htm )

 

L'ASCOLTO - (psicologia) - di Gabriella Ciampi . psicologa psicoterapeuta - (www.ilritorno.it/appunti-psicol/4_ascolto.htm )

 

IL SILENZIO CHE BRUCIA ED AMA (pensierini di RR)

 

 

 

 

 Indice rifless. bibliche  -  Home

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica - vedi AVVERTENZE