Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

FESTE CATTOLICHE E COSCIENZA EVANGELICA - INIZIO DEGLI ERRORI

di Renzo Ronca - 25-12-14-h.11,45 - (Livello 2 su 5)

 

 

Vivendo in Italia, paese quasi totalmente cattolico, noi evangelici ci troviamo spesso a disagio nella feste religiose, che osserviamo con un certo distacco. Tra noi c’è chi accetta dei compromessi (a volte troppi), e chi assume atteggiamenti molto rigidi (a volte di polemica). Su questo vorrei esprimere la mia opinione senza permettermi di giudicare nessuno.

 

C’è una origine, un punto iniziale  sugli  “errori” religiosi e tradizionali delle feste che va conosciuta. E’ mia convinzione che i guai nascano sempre quando l’uomo ritiene di poter modificare i consigli di Dio pensando di poter far meglio di Lui. Mi riferisco per esempio ai dieci comandamenti, che in questo periodo per uno spettacolo di successo alla TV sono tornati di moda (meglio di niente!); ebbene il catechismo cattolico rimaneggiando il testo originale biblico, nel suo terzo comandamento (che corrisponde al quarto biblico) dice così: “Ricordati di santificare le feste” (vedi il CONFRONTO TRA I COMANDAMENTI CHE SONO NELLA BIBBIA E LA TRASCRIZIONE CATTOLICA).

 

“Santificare le feste” ovviamente significa tutto e non significa niente. Il quarto comandamento biblico invece parla del sabato “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo” (Esodo 20:8) non dice “ricordati di santificare un giorno qualsiasi durante la settimana”. Ora se continuamente non solo in qs capitolo ma in TUTTA la Bibbia il Signore ci parla espressamente del settimo giorno identificandolo con il sabato, un motivo ci sarà e prima di modificarlo io ci penserei perché, a quanto mi consta, l’uomo ne sa un po’ meno di Dio, non vi pare?

 

Quindi prima di parlare del natale, dell’assunzione, del 2 giugno, della befana, di halloween, del carnevale, vediamo subito che la prima differenza nasce dalla non osservanza del decalogo. Infatti quasi tutte le chiese protestanti si sono uniformate all’osservanza della domenica, dedicata anticamente al culto del dio sole ("sun-day" giorno del sole). Non voglio polemizzare per carità, dico che un atteggiamento come questo, troppo accondiscendente verso la domenica e che lascia il sabato come un giorno qualsiasi, contraddice un atteggiamento evangelico troppo intollerante verso il natale per esempio o altre feste cattoliche alla Bibbia sconosciute.

 

Io lascerei alla maturità di ciascuna persona e di ciascuna denominazione la scelta di osservare quanto arriva a capire (una maturità crescente, spero, che migliora di anno in anno), senza giudicare gli altri. Tuttavia se c’è da fare una riflessione seria sulla feste dell’anno del nostro calendario occidentale, partirei senza dubbio come ho detto dai comandamenti, dal sabato, cioè dalla “legge regale” (diversa dalla “legge cerimoniale”). Poi se mai si parlerà del resto.

 

Non è male ricordare che c’è una priorità nel messaggio cristiano: c’è un bellissimo insegnamento che si trae dalla 2 lettera ai Corinzi cap. 5, vv.11-21 dove si parla del ministero della riconciliazione. A noi non interessa la riconciliazione tra le chiese in quella forma erroneamente chiamata “ecumenica” che unisce sacro e profano, interessa invece la riconciliazione delle anime con Dio per mezzo dell’amore di Cristo. Questa è la priorità del cristiano: capire vivere e trasmettere questo fondamento. Questo senso di pace con Dio finalmente ritrovato da tutti noi che prima eravamo “nemici di Dio”, si chiama “salvezza” e si esprime, si manifesta in una “nuova nascita”, prima interiore spirituale, poi esteriore comportamentale.

 

E’ poi nel cammino progressivo del nostro discepolato con Cristo che prendiamo atto giorno per giorno degli spessori della verità. Alcune di queste verità scoprono anche che moltissimi periodi di festa religiosa o statale  sono stati messi a copertura di altre feste pagane antiche, le cui radici nascoste ancora si agitano.

 

Più conosceremo Cristo-Verità e più sperimenteremo la libertà. Nella nostra libertà non imporremo le verità che abbiamo capito e fatte nostre, ma le testimonieremo con i fatti, con modestia, evitando il più possibile polemiche dottrinali e provocazioni religiose. Così quando ci chiederanno “ma perché il sabato lo dedichi a Dio e non lavori?” oppure “Come mai non ti fai il segno della croce davanti al bambinello del presepe?” allora risponderemo liberamente secondo una coscienza tranquilla che è ben cresciuta; e chi davvero ama il Signore ci capirà subito.

 

 

 

Correlazioni

Origini del natale, dell'albero, dello scambio dei regali, del presepe (L.)

 

 

 

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