Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

IL "SERVITORE INUTILE" E IL SUO STATO DI QUIETE

Di Renzo Ronca - 20-7-14- h.9 - (Livello 2 su 5)

Luca 17:10 «Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare"»

Tentavo ieri di tirare le somme riguardo ad un impegno evangelico che mi ero preso da circa un anno davanti al Signore, per una cellula di preghiera. Il risultato non mi sembrava positivo e cercavo di capire perché. Analizzavo il comportamento dei fratelli e quello mio in particolare trovandovi molte carenze ed errori. Ho esteso poi questa sensazione di insuccesso anche a certi aspetti della mia famiglia che forse, secondo le mie aspettative, avrei dovuto condurre in maniera migliore. Con questi pensieri abbastanza negativi sono andato a letto e mi sono addormentato.

Un sogno durante la notte mi ha abbastanza turbato e come faccio di solito l’ho presentato al Signore per chiedere se veniva da Lui oppure no.

L’ascolto in preghiera e la meditazione di alcune frasi bibliche, assieme al sogno, mi hanno aiutato a capire.

Ci sono analisi e ricerche che hanno la parvenza della sapienza ma  non sono buone e conducono lontano dalla via del Signore. Valutare la qualità del nostro servizio cristiano oppure lamentarsi giudicando -come ho fatto io- di come avrebbe dovuto essere, non va bene. E’ la ricerca di un perfezionismo personale, e dunque è vanità. Nel mio lamentarmi dei risultati ho mostrato anche una certa arroganza e superbia; infatti cosa ne sappiamo noi di quanto può produrre un terreno? Può dare il 20, il 40, il 70 per cento. Le anime sono di Dio e le scelte dell’uomo sono libere in base alle loro possibilità. Il mio compito non era quello di valutare, ma solo quello di servire.

Luca 17:10 «Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare"»

Lo stato del “servo inutile” non è, non può essere di tristezza, ma è uno stato di quiete. Uno stato di quiete non passivo; un cuore con la serenità di chi, avendo fatto quello che poteva fare per il suo Signore, resta tranquillamente al suo posto, disponibile a servire ancora, ripieno di consapevolezza per aver comunque servito.

Non è bene porsi troppe domande di questo tipo: “avrò fatto bene? avrò fatto male? E se facevo così e se facevo cosà? Ma quello lì ha meritato tanto impegno? Forse era meglio se facevo un’altra cosa..” Questa non è fede in Dio ma un tarlo che si poggia su un giudizio di orgoglio personale e produce solo tormento e disfacimento. Se si espande questo stato d'animo deleterio di pessimismo e dubbio finisce per investire tutti i campi della nostra vita.

Che forse Dio non conosce come siamo? Forse ci manda alla leggera a testimoniarlo? E dunque, allora, se una nostra missione ci sembra abbia portato risultati scarsi non ci deve riguardare. Noi abbiamo comunque servito il Signore ed in Lui abbiamo confidato prima e durante e confidiamo sempre anche  per il futuro, perché nel futuro c'è la stessa presenza creatrice di Dio che c'era nel passato. La crescita dei semi della Parola, il come il dove il quando non ci deve riguardare. Cerchiamo di essere contenti perché il Signore ci ha chiamati e noi abbiamo accettato continuiamo a servirlo contenti. Non dal successo apparente si misura il nostro cristianesimo; infatti pensate alla croce di Cristo: per molti la Sua vita fu un fallimento, ma per noi che non ci siamo fermati all’apparenza, la croce è stata la porta della redenzione. Lode a Dio!

 

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