Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

DIFFERENZA TRA SUPERSTIZIONE E SIMBOLO UTILE

Di Renzo Ronca – 6-3-14- h.10,30- (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

SUPERSTIZIONE E MAGIA INFILTRATA OVUNQUE

La superstizione è un mezzo che il diavolo usa in vari modi per allontanarci da Dio facendoci credere che animali, oggetti e certi avvenimenti abbiamo potere in se stessi tale da condizionarci.

Il gatto nero che attraversa la strada per esempio, secondo la superstizione e la magìa, avrebbe un potere in se stesso. Così come lo specchio rotto o passare sotto una scala, ecc.

Secondo lo stesso principio magico abbiamo “l’amuleto”, cioè la credenza che un oggetto generalmente piccolo come un anello o altro, possa avere in se stesso una virtù magica di prevenire o allontanare il male. Pensate alla diffusione di questo principio nei cosiddetti “portafortuna”!

Non sentiamoci troppo superiori a queste cose né troppo distanti perché anche nelle nostre chiese può diffondersi la magia. Nel cattolicesimo per esempio dare particolare virtù all’”acqua santa” con cui si fa il “segno della croce” è –secondo noi protestanti- riversare una potenza in un liquido o in un segno gestuale e come tale è da evitare. Stessa cosa in un rito in cui si ripetono delle frasi a memoria: è forse la frase che santifica? Se così fosse sarebbe come la formula magica. Oppure nella Chiesa ortodossa, pensiamo a certe “icone d’oro”, dove l’immagine di Gesù e di Maria si pensa siano portatori di virtù particolari…

D’altra parte il rischio della magia non è lontano nemmeno da certe comunità evangeliche dove eccessivo risalto viene dato a certe manifestazioni “spirituali” non sempre dello Spirito di Dio.

Tutte le chiese cristiane avrebbero bisogno di sacerdoti pastori anziani dottori profeti con un equilibrato e potente spirito di discernimento che ripulisca tutte le tradizioni e le liturgie attuali!

 

IL SIMBOLISMO UTILE QUANDO VIENE DA DIO

Molto diverso invece è quando il soggetto che agisce è lo Spirito Santo, Il Quale può servirsi di qualsiasi esempio, scritto, fatto o simbolo per farci comprendere ciò che ci vuole rivelare. In questo modo si capisce subito che l’oggetto che si può osservare (una pianta, un fiore, un animale, il vento, il cielo…) non è niente di importante e non racchiude nessuna virtù in se stesso; assume valore in quanto simbolo. Un po’ come ad esempio i numero sono importanti per fare la somma o la sottrazione, non sono magici in se stessi, ma sono utili per fare le operazioni di matematica. Quando infatti Dio disse ad Amos: “che cosa vedi”? ed il profeta disse “Vedo un filo a piombo”, la spiegazione che venne poi non significa che il filo a piombo in se stesso aveva certe proprietà, ma solo che l’Eterno si servì di un esempio per spiegare delle cose che rivelava al cuore di Amos e che lui intuì immediatamente in base al simbolo del filo a piombo.

A questo proposito, per chi vuole approfondire, consiglierei di leggere una pagina che abbiamo già scritto in http://www.ilritorno.it/es/eshtml/es_7/es7-3.htm  (dal titolo “Accostamento concreto al dono profetico”   )

 

 

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