Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

PASTORI E PRETI LASCIATE IL PERFEZIONISMO, AMMINISTRATE IL PERDONO DEL SIGNORE E LA REDENZIONE DI CHIUNQUE CREDE!

 di Renzo Ronca - 27-2-14-h.10,15-(Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

 

Ho cancellato le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho redento». (Isaia 44:22)

 

 

Breve introduzione

Per il cristiano che ha responsabilità nel servizio al Signore è sempre stato difficile equilibrare prediche e comportamenti tra due aspetti: da una parte il rispetto verso Dio e i Suoi comandamenti, l’ordine nelle assemblee, l’obbedienza, l’osservanza.. e dall’altra parte la spinta amorevole di Gesù che ci invita ad accogliere tutti.

In questo scritto io mi riferisco a quei responsabili che eccedono, per eccesso di zelo o di dottrina, sull’osservanza di certe regole comportamentali e sul giudizio. Ho visto molti fedeli allontanati per un paio di pantaloni o perché erano divorziati. D’altra parte non intendo certo dire che uno possa entrare al culto del Signore con abiti e comportamenti indecenti! Dico solo che i pastori, o chi per loro, devo saper PRIMA leggere il desideri del cuore di chi bussa alla porta della chiesa, e poi, se vedono che in qs persone c’è un desiderio vero del Signore, devono trovare il modo più giusto ed equilibrato per poterli far partecipare all’adorazione e all’ascolto della Parola, perché sarà quello a convertirli, non la regola letterale. Non è facile lo so, ma prima di mandare via un’anima che si avvicina è meglio pensarci bene. Secondo me -opinione mia ovviamente- meglio far brontolare un benpensante “giusto” che sta sempre in prima fila, piuttosto che mandare via chi è ancora debole nella fede.

 

SE IMITIAMO GESU’ EVITIAMO DI GIUDICARE, OCCUPIAMOCI DELLA SALVEZZA E DELLA PAROLA

 

Gesù nel Suo primo avvento non venne per giudicare:

Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. (Giovanni 12:47)

Il “periodo di grazia” che Lui inaugurò, aveva uno scopo preciso:

 

 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l'anno accettevole del Signore» (Luca 4:18-19)

 

Quel periodo di grazia dura ancora oggi che Gesù è salito in cielo, nel tramite dello Spirito Santo che guida la Chiesa:

 

 «Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti;  e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. (Giov. 14:15-17)

 

Il tempo del giudizio verrà dopo, quando il Signore tornerà per il secondo avvento:

 

Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti». (Atti 17:30-31)

Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo. (Romani 2:16)

Attualmente il giudizio non compete a nessun uomo. I servi di Cristo devono solo trasmettere le cose di Cristo, i Suoi insegnamenti, la Sua Parola nella Bibbia. Sarà questa stessa Parola del Vangelo che metterà le anime davanti ad una scelta drammatica tra la vita e la morte e sarà questo il primo giudizio. Una scelta personale tra la vita e la morte.

Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno. (Giovanni 12:48)

E allora, in considerazione di quanto detto, voi pastori e preti evitate un perfezionismo eccessivo in chi si avvicina al Signore!

 

Vostro compito è accogliere le anime e presentare ad esse l’amore di Cristo. Stop. Sarà lo Spirito Santo a condurre il cammino, non voi!

Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno ammaestrati da Dio". Ogni uomo dunque che ha udito e imparato dal Padre, viene a me. (Giovanni 6:45)

Viviamo tempi particolarmente difficili, di apostasia, frammentazione e deriva delle chiese.

Noi responsabili dobbiamo ripartire da un punto preciso, biblicamente essenziale,  adatto alle circostanze di chi è consapevole di essere di fronte al rapimento dei credenti:

Non c'è né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero, non c'è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù. (Galati 3:28)

E allora non andiamo a indagare il vestito che uno indossa quando bussa alla nostra chiesa; chiediamoci invece: “quello che bussa cerca Gesù?” Se si, allora va bene! Va bene qualsiasi vestito fisico-mentale indossi. Se proprio fosse di scandalo per gli altri fedeli allora troveremo il modo di dirglielo, ma con amore e pazienza, suddividendo se mai il suo ingresso in varie fasi, preparando sia lui che quelli dentro la chiesa. Lui ad essere rispettoso e quelli in chiesa ad essere misericordiosi.  

“Davanti a Gesù non c’è né maschio né femmina…”Va bene anche l’accoglienza senza distinzione di sesso. Ripeto: va bene senza distinzione di sesso! (non vorrei aprire in questa sede un altro discorso spinoso su chi nasce con diversità sessuali, ma certo anche in quel caso non si può essere troppo rapidi nel giudizio. Occorre distinguere bene tra i viziosi perversi da quelli che sono fin dalla nascita in una situazione davvero difficile)

E’ l’unità della fede in Cristo che ci  fa cristiani, l’unità della fede in Cristo, non l’unità della dottrina!

 

 

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