Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

L’AMORE NON RICAMBIATO

L'UOMO RIESCE AD AMARE DAVVERO? COM'E' L'AMORE DI DIO?

di Renzo Ronca - 20-12-13-h.10,30 -  (Livello 4 su 5)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amare moltissimo qualcuno e non essere corrisposti. Probabilmente quasi tutti abbiamo provato almeno una volta questa terribile esperienza; si tratta di un dolore soffocante, molto forte, quasi impossibile da sopportare. Cerchiamo una ragione, ma non c’è mai. Non riusciamo a rassegnarci; non riusciamo a capire come possa accadere. In effetti nell’offerta del nostro cuore ad un’altra persona ci sono tutte le cose più belle e care di ciò che abbiamo e siamo. Sentimenti importanti di cui solo noi conosciamo la grandezza e la profondità. C’è tutto di noi, senza riserve. E’ il dono più prezioso che potremmo fare all’altro, ma che nello slancio ci scopre completamente e ci fa rimanere senza difese. Il rifiuto o peggio il non essere nemmeno considerati da chi invece consideriamo più di noi stessi ci distrugge, ci annulla totalmente.

 

La prima reazione è la non accettazione. Questo stato dipende da quanto siamo “presi” dall’altro. E’ molto peggio del lutto, perché quando una persona cara muore tu lo sai che è morta; puoi non volerlo accettare ma razionalmente lo sai che è morta. Qui invece la persona non è morta, vive, la puoi anche vedere che vive. E più vive tranquilla -e magari anche felice senza te- e più tu stai male. Certi stati di passione sono come legami come prigionìe di una sofferenza indicibile. In certi casi può portare depressione, disperazione; ma anche perdita della realtà, follia e persino la morte perché l'amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti” (Cantico 8:6).

 

La seconda reazione è l’allontanamento, il voler dimenticare. In fondo è una difesa salutare, utile per ricostruire la nostra persona ridotta a pezzi.

 

Questo siamo noi. Ma com’è l’amore di Dio?

 

Dio ama incondizionatamente. Egli ama senza essere condizionato in alcun modo dall’oggetto amato. Non ama solo quelli che lo amano, perché se così fosse allora l’uomo che da Lui si è staccato rinnegandolo, non esisterebbe più da tempo. Dio ama perché così Egli è.

Questo non vuol dire però che Dio non sia giusto e permetta all’uomo qualsiasi cosa semplicemente perché lo ama. Dio ama l’uomo anche se pecca, ma non ama certo il peccato. Dio ama tutte le sue creature anche quelle del cielo e la Sua giustizia è perfetta per tutti, senza preferenze. Abbiamo visto in Cristo, perfetta espressione dell’amore del Padre, come sia in grado di capire e perdonare le debolezze umane: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”; ma abbiamo anche visto che l’indurimento consapevole e voluto da parte dell’uomo contro lo Spirito Santo non sarà perdonato (PERCHÈ IL PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO NON PUO’ ESSERE PERDONATO).

 

Credo che l’amore di Dio non si possa capire, almeno da parte dell’uomo comune. Forse chi è stato da Lui amato può intuire per rivelazione una piccola parte di questo grande sentimento creativo che tutto fa vivere.

Ad ogni modo l’amore di Dio che noi vediamo manifestato nella forma umana in Cristo Gesù, capito o no che sia, rimane per noi un modello; un esempio da seguire.

 

Personalmente non credo che l’uomo, senza una trasformazione miracolosa, possa amare in modo simile a come ci amò Gesù. L’uomo forse non riesce ad amare né il prossimo né se stesso fino a che resterà creatura umana, terrena.

 

Tuttavia l’uomo è un prodotto in via di formazione; è stato creato per essere riempito di questo Amore; è come una crisalide che sta per aprirsi per lasciare uscire una stupenda farfalla. Dunque noi siamo “spiritualmente predisposti” all’amore di Dio, anche se per ora non possiamo contenerlo perché la nostra crisalide ovvero il nostro corpo, non ne sarebbe in grado.

E’ lo Spirito Santo (cioè lo stesso Dio-Amore) che pur in questa condizione umana, ci attrae e comincia la nostra metamorfosi partendo proprio dal cuore, cioè dal desiderio di amare. Purtroppo la limitatezza umana di questo corpo terreno non riesce a salire se non in brevi slanci e si ripiega quasi sempre su se stesso facendoci desiderare più l’essere amati che l’amare.

Ma il Signore sa come fare perché è proprio il contatto con Lui che ci sa trasformare. Come il bambino appena nato trova forza e sicurezza nel contatto con il corpo fisico della mamma, col calore sulla sua pelle, col battito del suo cuore, così è per noi. L’unità con lo Spirito di Dio è il corpo della nostra Madre che è Dio (1), il battito del Suo cuore è il nostro cuore, è la cadenza e la musica della nostra vita e nella nostra vita, per sempre.

Più siamo stretti a questo calore di Dio in una intima comunione spirituale e sorprendentemente più amiamo anche senza esserne capaci.

Questa vicinanza con Dio possiamo chiamarla in molti modi comunione, meditazione, misticismo, ma sono solo parole limitate e poco corrispondenti. Resta il fatto che più stiamo vicini a Lui e più lo Spirito Suo a contatto con lo  spirito nostro si fa carne, diventa nostra carne e l’Amore Suo diventa il nostro amore.

Come avvenga non lo so, forse è questo il miracolo del pane che si spezza, del cuore trafitto del Cristo che diventa fonte di vita di grazia. Amare è un cuore trafitto, ma vivo.

Noi accanto a questo cuore di Dio facciamo della donazione l’amore, la necessità di vita, la felicità nostra.

Tutto sommato forse ci sono uomini così uniti a Dio, “nati di nuovo” da riuscire ad amare non solo una persona ma tante persone; e forse riescono a farlo in maniera incondizionata. Chi ama così infatti non esibisce questo sentimento prezioso e lo vive in maniera riservata

Ad ogni modo ci siano o non ci siano credo che Gesù ci abbia indicato una via da seguire, un modo di amare o almeno di cercare di farlo.

 

Non credo che Dio non provi nulla se non ricambiamo il Suo amore; sono convinto che Egli soffra molto per questo. Tuttavia Egli, nonostante l’uomo lo rifiuti continuamente non smette di amarci con tutto se stesso.

 

Per il momento, fino a che resteremo sulla Terra, penso che l’amore sia come un impasto di sofferenza e felicità. Non c’è solo sofferenza e non c’è solo felicità, ci sono entrambi questi sentimenti. Tuttavia, come dicevamo prima, è proprio seguendo questa nuova nascita in Cristo già da adesso per fede, che nell’intimità dello Spirito Santo siamo trasformati ad immagine del Signore (nel sentire e nel dare) ed allora questa insopprimibile voglia di amare supererà il naturale istinto dell’avere e ameremo, ameremo, ameremo sempre più.. e la sofferenza in questo versamento all’esterno del nostro amore, diminuirà. Soffriremo sempre meno amando sempre di più. Non avremo più bisogno di avere un ritorno di amore per vivere; non sarà fondamentale essere amati dagli altri per poter amare, perché l’amore stesso sarà il nostro motore, la nostra sostanza che ci farà vivere.  Non lo so perché o come avverrà, però so che è così. Amando non soffriremo più perché ameremo come il Signore ama. Lode a Dio!

 

 

(1)questo concetto di Dio che è anche Madre è molto profondo, poco capito e spesso viene confuso con l’idolatria verso Maria, una donna vera, figura di grande rispetto ma che è nata e morta come tutti gli esseri umani e come tale non può non deve esser idealizzata o resa oggetto di culto.

 

Correlazioni

DALLA CERTEZZA DI ESSERE AMATO A SAPER AMARE (Psicologia - di G.C.)

 

 

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