Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

ANATOMIA SEMPLICE DEGLI IDOLI MODERNI dal punto di vista evangelico

 di Renzo Ronca - (13-5-13-h.12) -  9-2-14- h.10 (Livello  2 su 5)

 

 

 

L’idolo è qualcosa che si mette tra noi e Dio e tenta di sostituirsi a Lui.

All’inizio pensavo di fare una specie di elenco degli idoli dei nostri tempi, però quasi subito mi sono reso conto che sarebbe stato inutile. Tutto può diventare idolo.

Ma procediamo con ordine; parliamo di idolatria evidente e di idolatria inconsapevole:

Idolatria evidente – Per noi cristiani evangelici che riponiamo nelle parole di Dio espresse nella Bibbia il nostro riferimento, è facile capire ciò che va contro il secondo comandamento:

"Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l'Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano," (Esodo 20:4-5)

Del resto, per chi volesse davvero seguire le indicazioni bibliche, il concetto viene infinitamente ripetuto nella Scrittura. Il problema sorge quando l’uomo, autonomamente e senza autorizzazione,  interviene a modificare le cose a proporne della altre.

Quando dunque vediamo persone che baciano l’immagine dipinta o la statua di pietra di un santo, si prostrano ai suoi pedi e a quella persona morta elevano una preghiera, capiamo subito che è idolatria e ne stiamo ben lontani. Non è su questo che ci soffermeremo sembrandoci fin troppo evidente il peccato.

Idolatria inconsapevoleCi riferiamo a qualsiasi cosa, persona, ragionamento, pensiero, forma fisica mentale spirituale o attività, desiderio, attrazione o passione, che diventa ai nostri occhi più importante di Dio.

Immagino già che tutti diremmo: “sciocchezze, niente per me è più importante di Dio”. E magari mentre lo diciamo ne siamo convinti, tuttavia scendiamo più nei particolari e vediamo se è vero. Prendiamo Argomenti comuni: lo sport, la macchina, la cucina, i figli, l’attrazione per una persona, il lavoro, la casa, i vestiti, il guadagno, la religione…. ecc. Tutte cose sane, normali, senza cui non si può vivere. Eppure possono tutte diventare idoli. La differenza tra normalità ed idolatria sta nella posizione che una di queste cose assume nella nostra mente.

Avere un figlio a cui si vuole bene è normale. Io darei la vita per le mie figlie. Ma se mio figlio diventa l’oggetto prevalente dei miei pensieri, nel senso che vivo per lui per fargli ottenere ciò che vuole, perché lui è bravo, perché lui è importante, perché lui è forte, perché lui è il migliore…. Ecco che allora ho fatto un idolo di mio figlio e questo non va bene.

Frequentare uno sport fa bene, ma quando divento un tifoso fanatico e penso solo alla squadra e faccio del pallone il dio-pallone, allora non va bene.

Stessa cosa per il resto: lavorare va bene, ma se lavoro solamente e penso sempre al lavoro ecco che del lavoro faccio un idolo e vivo solo per quello perché è la cosa più importante della mia vita.

Il guadagno è giusto e ci serve, ma se del denaro faccio l’unico motivo dell’esistenza e penso sempre al denaro, allora ho messo il Signore in secondo piano.

Volere bene ad una donna ad un uomo è giusto, ma quando quella persona è tutto per noi e non possiamo più vivere senza di lei, allora dov’è Dio in tutto questo?

Il sesso non è un peccato di per se stesso, ma quando diventa vizio e adulterio o peggio perversione allora vuol dire che ne siamo schiavi, che esso domina come un dio su di noi.

La stessa religione può essere un idolo quando noi ne facciamo un filosofia staccata da Dio che l’ha prodotta.

Anche per la Bibbia è così: è una raccolta di libri ispirati da Dio, non ha proprietà magiche. Il soggetto è Dio che trasmette la sapienza.

Insomma non c’è una cosa che non possa diventare idolo; tutto dipende dal peso che acquista, dallo spazio che occupa nei nostri pensieri.

Te ne accorgi subito quando una cosa è idolatria: passano i giorni e più passano e più quel pensiero “ti prende”: è il primo che ti viene in mente la mattina quando ti alzi e l’ultimo che hai in testa la sera prima di dormire. Si può presentare in tanti modi intellettualmente affascinanti che spiegano il tutto, ma di fatto ha più spazio quel pensiero nel tuo cuore che il pensiero di Dio. Questo è l’idolo. Tutti ne abbiamo o ne potremmo avere.

Il pastore si può fare l’idolo della “sua” chiesa; la credente può farsi l’idolo del “suo” pastore…

Ogni uomo inoltre può avere di sé una considerazione centrale, egoistica, continuare a vedere se stesso come il centro dell’universo. Questa immaturità è l’idolo di se stessi, è dare spazio e vizi al proprio “io”. Persone così sono dovunque persino nelle chiese. Ma il loro idolo è sempre uno: “vanità”.

Pesino Dio può diventare nel nostro pensiero una proiezione di qualcos’altro quando non vediamo Lui com’è, ma Lui come pensiamo che secondo noi sia.

In conclusione dovremmo forse esaminarci ogni giorno davanti al Signore e pregarLo di rivelarci le nostre piccole e grandi devianze per poterci poi correggere. La visione chiara della realtà infatti, l’equilibrio e il giusto discernimento dipendono solo dal nostro continuo confronto con Dio (non con noi stessi).

 Investigami, o Eterno, e mettimi alla prova; purifica col fuoco la mia mente e il mio cuore. (Sal 26:2)

 

 

Correlazioni

PERCHE' IDEALIZZIAMO 1  e seg,

LA PURIFICAZIONE DAL PECCATO

astuzia di satana: la religione e le chiese diventano idoli

tradizione che deriva dall'idolatria: il culto dei morti

RELIGIONE GLOBALE? NO GRAZIE! (Uno sguardo sulla più sofisticata forma di idolatria che ci sta avvolgendo e che sarà protagonista del ns futuro - PDF)

 

 

 

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