Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

 

CHI SEI, SIGNORE?

 

di Matteo Pisano - 23-4-13-h.10,30- (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

 

 

 

E, caduto a terra, udì una voce ch’egli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Ed egli disse: “Chi sei, Signore?”. E il Signore disse. “Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro recalcitrare contro i pungoli”. Allora egli, tutto tremante e spaventato, disse. “Signore, che vuoi che io faccia?” E il Signore gli disse: “Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare”. (Atti 9:4-6)

 

Più rifletto sulla bibbia e più mi rendo conto di come meravigliosamente Dio ci ama e di come si prenda cura di noi.

 

Spesso i nostri ragionamenti relegano Dio a qualcosa di intangibile e di astratto; se invece andiamo a leggere la sua parola scopriamo che è in realtà e tutto il contrario e possiamo sentire di come sia vicino, molto più di quanto immaginiamo.

 

Egli ci parla in continuazione ma siamo noi che presi dalle nostre inquietudini, dalle nostre preoccupazioni e dalle nostre tradizioni non porgiamo l’orecchio per ascoltarlo.

 

Ciò che più mi impressiona e che mi da sollievo è che Dio ha da sempre agito così sin dalla caduta dell’uomo nel giardino dell’eden e questo mi induce a pensare che anche oggi si comporti ancora nello stesso modo.

 

Dalla sua caduta l’uomo porta dentro di sé il seme del peccato, un seme che se germoglierà inevitabilmente ci condurrà alla morte spirituale

 

“poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Ro. 3:23)

 

“Perché il salario del peccato è la morte” (Ro. 6:23).

 

Dio sa di questo e non vuole che noi periamo per questo è intervenuto personalmente per aiutarci a trovare la strada per la salvezza.

 

“Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Gv. 3:16).

“Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Gv. 14:6).

Quando Dio scese nel giardino dell’Eden non trovando l’uomo lo chiamò: Dove sei? (ver. Ge 3:9)

Il “dove sei” presuppone già una conoscenza. Dio conosce l’uomo, lo cerca ogni volta che lui si perde.

Dio cercò anche Saulo e lo fece in modo diretto e potente mostrandosi a lui e chiamandolo per nome.

Il Signore ci conosce personalmente, non come uomini generici. Chiama per nome Saulo e subito lo mette di fronte al suo errore: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.

La prima reazione di Saulo è umana e significativa: più che dal contenuto è colpito dall’approccio così potente e diretto. Immaginiamo che ciò gli avrà causato un timore profondo.

La prima reazione dell’uomo che ancora non è “nato di nuovo” è l’identificazione di chi abbiamo davanti: Chi sei, Signore?”

 

Mettete in relazione il “dove sei?” di Dio all’uomo e il “chi sei?” dell’uomo verso Dio. Lui ci conosce, noi non ancora.

“Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro recalcitrare contro i pungoli(1)”  La prima fase dunque è una conoscenza o “ri-conoscenza” dell’uomo che aveva dimenticato che Dio è vivo è il Dio della Resurrezione. La nostra conoscenza razionale, umana, viene subito corretta causandoci una profonda crisi: Saulo infatti pensava di conoscere Dio e rendergli un servizio gradito andando contro i cristiani, ma si sbagliava.

 

Ancora oggi Dio sa che ci siamo persi; chi nella religione, chi in filosofie e ragionamenti vani… tanti di noi pensano di conoscere veramente Dio ma sbagliano ed ancora oggi Egli agisce con essi così come ha fatto con Paolo, anche se non sempre in modo così traumatico e sconvolgente, per nostra fortuna.

 

Spesso nella nostra vita accade qualcosa che al momento magari non comprendiamo; allora è Lui a prendere l’iniziativa, ci viene incontro chiamandoci per nome, e quando finalmente apriamo gli occhi accade qualcosa di magnifico dentro di noi, il seme di Dio germoglia e Lo riconosciamo finalmente per quello che è: il nostro Signore!  E allora il nostro spirito è sempre più attratto verso lo Spirito di Dio, riconosciamo il nostro stato di peccatori e accettiamo il Suo perdono nella nostra vita. Da quel momento inizia una nuova fase qui sulla terra, un voltar pagina, “le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove” (2Co 5:17) tutto questo in preparazione dell’eternità a cui siamo chiamati, lode a Dio.

 

 

 

 

 NOTE

(1)Queste parole, che, erano un proverbio comune e notissimo fra i greci, fra i romani e, più che probabilmente anche fra gli ebrei (Eschilo, Agam. 1633; Pindaro,Pyth. II, 173; Euripide, Bacc. 791). L'idea è questa. L'aratro ordinario aveva un manico solo; il contadino lo guidava con una mano; ed aveva nell'altra un pungolo, un bastone, che terminava con una punta ferrata, e ch'egli teneva orizzontalmente, e del quale si serviva per stimolare il bue; il qual bue, tutte le volte che si sentiva pungere, dava di calci; ma, credendo di ribellarsi a chi lo pungeva, non faceva, in fin dei conti, che punire se stesso; perché si faceva male o ne buscava di più. (Fonte: www.laparola.net)

 

 

 

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