Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

SEPPELLIMENTO E RESURREZIONE

di Renzo Ronca - 16-3-13-h.10 - (Livello 3 su 5)

 

 

 

 

 

 

Più ci avvicineremo alla verità di Dio, alla Sua presenza, e più ostacoli troveremo. Un nemico, un avversario che prima ci teneva in pugno, farà di tutto per impedirci di essere davvero liberi.  Così agisce Satana lo sappiamo. Ci fa il vuoto intorno, ci colpisce nei punti più deboli.

Perché Dio lo permette? Il deserto con le sue tentazioni, ricordate, lo volle proprio lo Spirito Santo (Mar 1:12-13).

Egli vuole renderci forti e lo fa permettendo all’avversario di tentarci. La tentazione non viene da Dio ma Dio può permetterla per il nostro bene regolando momenti ed intensità. 

 

Molti di noi soffrono di una solitudine interiore che non ha eguali. Forse vorrebbero essere semplicemente amati, ma l’amore umano non basta, non li riempie.

Chissà, forse, paradossalmente, è proprio questa terribile condizione di irrequieta insondabile solitudine che fa bruciare in loro un fuoco continuo che li spinge ad un bramoso cercare oltre l’umano.

Più è forte il dolore di un’assenza e più è ardente il desiderio di Dio.

 

Quelle persone che il mondo seppellisce… sono proprio quelle che risorgono perché vanno oltre il mondo.

 

In questa vita terrena il mondo ti ha fatto desiderare e ti ha dato tante cose che però poi non ti hanno soddisfatto.

Forse volevi più di ciò che esse mostravano e nello smontarle per afferrarne il segreto, ecco che ti sono morte tra le mani. E con esse sei morto anche tu.

Nel buio del niente, nella profondità di questa terra strana che uccide i suoi figli potevi fare due cose: riposare, lasciarti andare, oppure ribellarti all’apparenza, lasciar andare solo il mondo distaccandoti da lui, uscire fuori e dire No! Non può essere così la vita mia! Se questa cosa è morta, io non lo sono ancora!  Voglio uscire da questo quieto dormire senza coscienza! Voglio osare di più, voglio esplorare oltre questo buio perché lì sta il mio Dio!

 

La resurrezione è oltre la ragione, oltre ogni legge che conosci. Non hai riferimenti, non hai esperienze che ti possano guidare in quella via. Le donne vedevano un enorme masso spostato (Giov 20:1), gli apostoli vedevano i panni nella tomba (v.6-7); all’inizio del cambiamento vediamo ciò che non è più e ci sentiamo confusi.  Ma se restiamo lì in quella ricerca, se quello che vediamo non ci basta, se cerchiamo davvero Dio pur senza capirlo, ecco che la resurrezione stessa parlerà da sola.

 

Da una porta misteriosa qualcuno verrà a darti una notizia. Si apre un varco. Puoi uscire dalla tomba dei tuoi sentimenti morti.

 

La resurrezione si appoggia sulla morte di un mondo e sull’apertura di un altro.

 

Se prima non muori a tutto ciò che il mondo ti vuole dare come potrai risorgere?

E nemmeno basta un “morire” come rinuncia, occorre un “seppellimento” che è peggio di morire.

E’ quando tutto viene inghiottito in un buio inconscio dove non c’è nulla, nemmeno la speranza, è lì invece, incredibilmente, che la speranza si accende ancora.

 

Ma non è più la notizia di un amore corrisposto di un uomo di una donna che ti farà rivivere, quello è già morto e sepolto. Non è la ricchezza, il piacere di vivere che ti farà rivivere. 

E’ una cosa nuova. Non la conoscevi prima. Non la puoi minimamente gestire. E’ una fiammella dal nulla che ti accende una piccolissima cellula celebrale, il fuoco si spande in un attimo e la tua mente vede e concepisce cose che della terra non sono più.

 

Ti chiedo allora di non avvilirti se deperisce questo mondo in cui stai vivendo e se ti senti tradito da esso. Lascia che muoia, lascialo andare. Non restarvi aggrappato in alcun modo altrimenti farai la sua stessa fine. Lascialo andare il mondo e quello che di te era legato ad esso.

Non ti curare dell’opinione degli altri e nemmeno della tua.

Se vedi il tuo corpo, cioè quello che credevi di essere, che va in fondo, lascialo affondare. E’ il corpo costruito dal mondo, l’immagine di te che tu inseguivi senza mai raggiungerla.

Dio ti ha concepito in un altro modo, e ti darà coscienza di questa cosa, stanne certo, se tu continuerai ad avere fede.

Ma la fede della resurrezione è difficile perché passa attraverso la morte di tutto ciò in cui su questa terra tu credevi.

Muore anche l’idea di come ti vedevi.

Tu non sei l’immagine del mondo dove le attrattive sono ciò che la mondanità ti offre; tu sei l’immagine di Dio, dove arde una fiamma d’eternità.

Lascia che quella fiammella porti il fuoco in tutto il tuo cuore, nella mente… e se per trovarla è necessario “morire a se stessi” o peggio “seppellire ogni ricordo di te” fallo pure, lascia che i morti seppelliscano i morti. Tu sei di Dio, sei del Risorto.

 

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