Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

IL TERRENO CHE SIAMO

Riflessioni sulla parabola della zizzania e del grano in Matteo 13:24-30 - di Renzo Ronca - 26-2-13-h.10,30 -  (Livello 3 su 5)

 

 

[zizzania ]

 

 

 

 

Matteo 13:24 Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo. 25 Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. 26 Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie. 27 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?" 28 Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" 29 Ma egli rispose: "No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano. 30 Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: 'Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'"».

Matteo 13:37 Ed egli, rispondendo disse loro: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. 38 Il campo è il mondo, il buon seme sono i figli del regno, e la zizzania sono i figli del maligno, 39 e il nemico che l'ha seminata è il diavolo, mentre la mietitura è la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. 40 Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. 41 Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e gli operatori d'iniquità, 42 e li getteranno nella fornace del fuoco. Lì sarà pianto e stridor di denti.

 

L’avvento del regno di Dio deve tener conto di un passaggio fondamentale: c’è una parte “carnale” in noi che non potrà mai ereditarlo.

Scendendo col microscopio in questa parte (genericamente e forse impropriamente detta “carnale”),  scopriamo una realtà specifica nascosta che proveremo ad evidenziare andando oltre “la carne”.

 

Noi infatti siamo il progetto di Dio, ma con un “sottoprogetto” più o meno nascosto che è di Satana. Due  possibili regni che convivono insieme: il “progetto del grano”, di Dio  ed il progetto del “finto grano” di Satana, come nella parabola.  Matureranno entrambi, ma uno sarà distrutto e l’altro no.

 

La zizzania (o loglio) [vedi  www.ilritorno.it/rifl_pillole/100_la_zizzania_e_il_buon_seme.htm ] è una pianta simile al grano: ha uno stelo lungo ed una spiga che ricorda la spiga del grano (vedi imm vicino al titolo). Mentre il grano però dà la farina e quindi il pane, la zizzania non dà niente e sfrutta solo il terreno.

 

Gesù con la parabola ci ha avvisato che c’è qualcosa che cresce con noi ma che non è parte di noi. Questo “falso grano” non è così “esterno” e lontano come sembra. Se pensiamo a Giuda Iscariota che crebbe nella prima chiesa cristiana e che rivelò la sua natura satanica solo alla fine, capiamo che anche dentro di noi, nella complessità dei nostri pensieri di fede in Cristo potrebbe esserci una piccola parte estranea, una parte che si può confondere con quella buona, con il grano, ma che invece ha una aspirazione autonoma diversa dagli intenti del Signore.

 

Il regno di Dio è dentro di noi (Luca 17:21) ed è lo sviluppo della semina di Dio (Il regno dei cieli è simile a un uomo che aveva seminato buon seme nel suo campo v.24); però qualcosa è successo “mentre gli uomini dormivano” (v.25).

 

Se pensiamo in termini molto ampi, tornando alla genesi, alla creazione, il seme del peccato fu “seminato” dal serpente in una antichissima età dell’uomo da poco nato. Se vediamo la storia dell’uomo dalla creazione ad oggi, al tempo del serpente l’uomo era un bambino appena nato. Potremmo dire che era ingenuo, curioso, incosciente, disubbidiente, come forse sono molti bambini. Mentre l’uomo “dormiva” in quanto privo di vigilanza, ecco che Satana mise il suo primo seme: una pianta di zizzania che conteneva il dubbio sulle intenzioni di Dio e sulle Sue affermazioni.

 

Ancora oggi infatti il punto forte dello spiritismo è basato sulle stesse bugie che disse il serpente in Genesi: a) “Chi ti dice che sia vero ciò che dice Dio?”; b) “non è vero che l’anima senza Dio muore, anzi essa vive in eterno”; c) “Dio non vuole che tu raggiunga la Conoscenza e le sue leggi servono ad impedire la tua libertà”, ecc

 

Questo “falso grano” non è subito visibile perché “Satana si traveste da angelo di luce” (2 Cor 11:14). Si traveste Satana e tutto il seme che gli appartiene.

In noi c’è anche la radice di questo passato;  c’è qualcosa di Adamo ed Eva, di Caino… nel nostro DNA c’è anche la radice dormiente e travestita del primo peccato.  

 

Al tempo della crescita la pianta del grano e della zizzania sembrano uguali. E solo dopo, quando germogliano, che la differenza appare evidente (26 Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie).

Ma a chi appare evidente questa differenza? Non a tutti. Per moltissimi sembrerà tutto normale. Per quasi tutti gli uomini avere un certo comportamento “fa parte del carattere”: è collerico? Aggressivo? Rancoroso? “Che ci vuoi fare è fatto così… è il suo carattere”, non diciamo così alle volte?

 

Eppure alcuni si accorgono che questa non è la verità.  27 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?" I servi del padrone di casa sono quelli fedeli a Dio, quelli che hanno mantenuto i Suoi principi di verità. Essi sono i primi a dare l’allarme: “tu hai creato l’uomo perfetto in un certo modo, come mai invece adesso ci sono in lui queste tendenze attitudini così estranee al bene così diverse dal tuo pensiero?”

 

28 Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". Il peccato non viene da Dio è l’intromissione di un progetto estraneo che si nasconde si maschera e tenta di svilupparsi dentro al grande progetto di Dio.

Certe cellule tumorali agiscono proprio così: si mascherano, si servono del corpo sano per estendersi e moltiplicarsi; anzi più è sano e giovane il corpo e più sono rapide a moltiplicarsi. Assomigliano alle cellule sane e i nostri meccanismi di autodifesa non sempre le riconoscono. Le difese dell’organismo agiscono in modo disordinato mentre le cellule del tumore su nutrono uccidendo il corpo che li nutre, ed alla fine uccidono di conseguenza loro stesse. E’ un progetto terribile quello di Satana che va subito evidenziato.

Guardate per esempio i gravi fatti di cronaca: esplosioni disperate di volenza, uccisioni con raptus improvvisi di disperazione e senso di colpa terribile con suicidio finali. E’ allucinante il progetto di satana.

 

I servi di Dio rappresentano gli appartenenti alla Chiesa di Dio nel mondo, quella che non ha apostatato, la Chiesa vigilante che non è impulsiva e che prima di agire va subito dal “padrone del campo” per cercare di capire. "..I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?" L’istinto è subito quello di rimuovere immediatamente questo “falso grano”, questo seme di morte che sta crescendo nel mondo, nella Chiesa e dentro al nostro cuore.

 

29 Ma egli rispose: "No, affinché, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insieme con esse il grano.

Dio evitando di togliere subito le male erbe ha cura degli uomini e li protegge,  non intende certo proteggere l’ingannatore e dei suoi agenti. Egli conosce molto bene le nostre fragilità e le nostre malattie. Oggi siamo ridotti molto male. Il nostro corpo, all’origine quasi perfetto, in grado di vivere secoli, era nell’Eden in attesa di un piccolo passo per la perfezione… oggi è degradato al punto tale che potrebbe morire per un raffreddore e cresce già con malformazioni fisiche e mentali sempre più in aumento.

La nostra mente ha ereditato la memoria di Dio ma anche i geni degli errori dell’uomo, semi maligni che come un tumore si espandono e uccidono il pensiero sano.

Pensate ai collegamenti, le congiunzioni tra le cellule nervose (sinapsi) milioni miliardi di collegamenti delicatissimi, influenzabilissimi da una miriade di fattori.

In tutto questo stupendo reticolo connesso ed in grado di accogliere ed elaborare ciò che siamo c’è un’armonia, un’intonazione perfetta che vibra e si espande in un’ascesa continua verso Dio stesso che l’attrae e la fascia d’amore.

Ebbene immaginate in tutta questa intonazione così perfetta e delicata, immaginate piccole devianze che manifestino altre direzioni; invece che espansive sono involutive, invece della vita portano alla chiusura ed alla morte. Immaginate un cervello non in grado di riconoscere e contrastare questo seme malvagio che si inserisce nel reticolo e nello sviluppo cerebrale…

Se Dio distruggesse subito queste cellule, essendo esse così strettamente congiunte, saldate, avvinghiate alle cellule sane, così tanto da confondersi con esse, non rischierebbe di distruggere anche la vita buona le cellule buone che Lui stesso ha creato?

 

Cos’è il pensiero di un uomo? Il frutto di innumerevoli combinazioni di un unico essere.

Di cosa sono composti i pensieri di un singolo uomo?

Si può operare una divisione dentro un pensiero tra ciò che è buono e cattivo?

E’ così fuggevole intenso ed inafferrabile un pensiero che se tentassimo di sezionarlo, probabilmente appena lo fermiamo per osservarlo già non esiste più.

 

Dio ama così tanto l’uomo che non vuole che si perda “neppure un capello del suo capo” neppure un granello dei suoi singoli pensieri che formano la sua personalità.

30 Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della mietitura, dirò ai mietitori: 'Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio'"».

 

Con questo concetto Gesù non dice che il peccato deve sussistere nell’uomo fino alla fine del mondo, ma che ci sono particolari piante maligne che mettono in pericolo le piante buone e che per evitare di distruggere queste, si aspetta la mietitura, il giudizio finale.

 

Il peccato nel suo significato generale di cammino senza Dio verso la morte, viene tolto nel momento che un’anima si converte, con la sua conversione in un nuovo cammino verso la Vita; tuttavia l’uomo seppure salvato per fede, non è ancora perfetto, come sarà poi in paradiso, nell’esempio della trasfigurazione che mostrò sul monte.

Nell’uomo rimane una parte, una radice particolare che Dio preferisce mantenere.

 

Non è una impossibilità di Dio, è una scelta di Dio per il bene nostro. Noi non sappiamo ancora capire la perfezione di questa scelta, ma sappiamo che questa scelta rientra nell’insieme del progetto di Dio e come tale l’accettiamo.

 

Forse Giuda Iscariota si poteva allontanare subito secondo la nostra logica, ma come rappresentazione della chiesa è stato più edificante così, non lo sappiamo.

E certo la “spina nella carne” di Paolo si poteva guarire subito, ma piacque a Dio agire diversamente. Nel caso di Paolo sappiamo che una motivazione per aver lasciato “l’angelo di Satana” fu per non far esaltare il suo servitore visto le sublimi rivelazioni che riceveva.

Nel caso della zizzania lasciata non sappiamo tutto, ma sappiamo con certezza che il Signore ha preferito così e il Signore nostro non ha mai fatto nulla contro di noi. Che fede sarebbe se contestasse questa scelta?

 

Però possiamo ragionarci, perché non c’è mai un insegnamento a caso nel Vangelo.

 

Conclusione: ritengo che i tempi oggi siano abbastanza vicini alla “mietitura” e che la zizzania ed il grano possano essere abbastanza riconoscibili da chi si avvicina al Signore. Occupiamoci anche noi del grano, cominciamo a distinguere, facciamo in modo di prepararci per la mietitura. Sarebbe contraddittorio che una pianta di grano non volesse lasciare le radici della zizzania, vero? 

Ma come fa il grano da solo ad essere cosciente di essere grano?

Come può riconoscere il “falso grano”?

 

I nostri scritti la nostra attività, a Dio piacendo, servono anche a questo: discernere, identificare la zizzania.

 

Siamo vicini al rapimento e non dobbiamo restare avvinghiati a certe parti che sembrano buone ma sono cattive. Questo faciliterà l’opera di separazione. La prima separazione infatti è mentale, è nella coscienza.

 

Possiamo provare con l’aiuto di Dio se non a dividerci completamente dalla zizzania, almeno ad identificarla, come fecero quei servitori.

 

(continua)

[studio completo in PDF in  IL TERRENO CHE SIAMO (www.ilritorno.it/es/eshtml/dossier/RACC%20zizzania.pdf )]

 

 

pag seguente  -   Indice studi biblici  -  Home

 

 

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica - vedi AVVERTENZE