Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

 

Risonanza e imitazione

Imitazione del bene, imitazione del male e loro effetti.

 di Anna Cuomo - 13-10-12 (Livello 3 su 5)

 

 

"Carissimo, non imitare il male, ma il bene. Chi fa il bene è da Dio; chi fa il male non ha visto Dio" (3 Gv 11 )

 

 

 

 

 

Il concetto di risonanza (vedi nostro http://www.ilritorno.it/rifl_pillole/240_risonanza.htm)  è strettamente legato al concetto di imitazione.

 

Imitare significa fare a somiglianza, essere simile a ciò che per comune origine si ricongiunge (1). Nel linguaggio comune si dice che chi si somiglia, si piglia.

 

L’uomo fu creato a immagine e somiglianza di Dio, com’è scritto in Genesi, ma usò questa capacità di imitazione anche per fare il male dopo che ebbe mangiato dall’albero della conoscenza del bene e del male.

 

L’imitazione è un concetto fondamentale in natura. Una forma di imitazione è l’imprinting. [Per ns riferimenti anche di tipo spirituale sull’imprinting vedi correlazioni in fondo pagina]

L’imprinting è un processo irreversibile secondo il quale vengono appresi dei meccanismi di comportamento anche se diversi dall’istinto. Un esempio è quello famoso dell’esperimento delle anatre del naturalista Lorenz. Un’anatra appena nata se, anziché vedere la madre, vede un essere umano o un oggetto in movimento, si identificherà con questo e lo seguirà, convinta di seguire la madre e non sarà più possibile farle cambiare idea.

 

L’imprinting genera un processo di incisione irreversibile sulla struttura del comportamento.

Quando noi vediamo qualcosa che ci colpisce, sia in senso positivo che in senso negativo, questa si “incide” a livello interiore e ci sono cose che noi registriamo ma che non siamo in grado di elaborare razionalmente. Se, ad esempio, guardiamo un film d’orrore, pur se siamo consapevoli che si tratti di una finzione, la nostra reazione emotiva sarà ugualmente intensa in funzione di ciò che abbiamo visto perché per natura siamo portati anche a immedesimarci nelle diverse situazioni e, quindi, a impressionarci.

 

Ora alla luce di quanto detto fin qui, proviamo a immaginare in che modo tutto quello che vediamo, che sentiamo, che facciamo e che pensiamo si “imprime” nella nostra psiche che è poi la nostra anima, così come un’immagine si imprime su una pellicola.

 

Facciamo un altro esempio, legato ai videogiochi violenti, spesso diffusi tra i più giovani. Le azioni da eseguire in questi videogiochi consistono nello sparare o nel compiere azioni violente a scopo difensivo o offensivo. Anche se per finta, queste azioni sono così realistiche e comportano un coinvolgimento emotivo estremamente intenso, anche grazie alla qualità delle immagini, ai suoni, alla velocità, tanto da non essere per nulla paragonabili a giochi tipo guardie e ladri fatti dai bambini del passato,

 

In un certo senso, una parte della psiche ha la percezione di avere fatto realmente quel tipo di azioni e il fatto che i giovani siano più vulnerabili e meno strutturati dal punto di vista della personalità e, quindi, più facilmente manipolabili, è indice del rischio potenziale e reale insito in tali giochi e della possibilità di “emulazione” nella realtà di comportamenti appresi durante il “gioco”. In questi casi, più che un gioco sembra un vero e proprio allenamento verso determinate azioni.

Se a questo si aggiunge quello che si vede durante i reality show e altra televisione spazzatura, per non parlare di siti internet discutibili, delle musiche con cantanti che propongono modelli negativi, si può comprendere il bombardamento che subiscono i più giovani e le possibili conseguenze.

 

Se non si fanno tali considerazioni e non si fa un progetto educativo serio, specie verso i giovani, non ci si può meravigliare che succedano certe cose e anche i casi isolati più tragici devono indurre a riflettere su meccanismi quali l’emulazione, l’apprendimento per imitazione, l’esempio, ecc.

 

Persino noi adulti non siamo immuni da questi processi “inquinanti” dell’anima  e, anche se la nostra coscienza è orientata al bene, dobbiamo sapere che quello che vediamo che diciamo o che facciamo entra  a far parte del bagaglio della nostra psiche.

 

Questi processi sono noti fin dall’antichità, tanto che  i greci usavano la tragedia a scopo educativo per dare delle lezioni morali sulle conseguenze negative di certi comportamenti o situazioni legate alle passioni umane quali l’odio, la rabbia, la gelosia, ecc.. (vedi allegato di approfondimento:  la mente facilmente plasmabile “mimesi- catarsi-memetica”)

 

 

Possiamo difenderci da tutto ciò? Certamente. Innanzitutto, evitando tutto ciò che in un modo o in un altro non è edificante per non dire chiaramente negativo.

I Corinzi 6: 12 «Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla.

 

Noi abbiamo un modello da seguire e da imitare ed è Gesù e non possiamo sbagliare.

 

 

 

 

 

 

Correlazioni

 

"TU PUOI ESSERE E FARE" - risonanza: UNA ECO DELLA forza di Dio (AC)

 

RISONANZA ED ESPANSIONE SPIRITUALE (RR)

 

SEME, RADICE DELL'UOMO: "IMPRINTING" di Dio (RR)

 

LA “FAME” DI DIO (RR)

 

MECCANISMI DI CONDIZIONAMENTO DEI MEDIA (pdf) RR

 

"Normale" perversità dei nostri tempi  (pdf) RR

 

La suggestione nell’anima e nella mente (pdf) RR

 

 

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Note

(1)Da “dizionario etimologico on line”

 

 

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